Tesi sull’integrazione linguistico-sociale dei migranti a Roma, omaggio alla Cds dalla volontaria Chiara Pontecorvo

30/03/2017 di Redazione
Tesi sull’integrazione linguistico-sociale dei migranti a Roma, omaggio alla Cds dalla volontaria Chiara Pontecorvo

Il fattore chiave per un efficace percorso di integrazione dei migranti è la conoscenza della lingua e delle norme sociali e civiche del Paese d'accoglienza. Se da una parte questa è ormai opinione condivisa, difficile è la sua fattiva attuazione in Italia, a fronte di un sistema di governo che presenta limiti e contraddizioni sul campo dell'integrazione, e che spesso si caratterizza come inadeguato a rispondere ai bisogni delle popolazioni immigrate, in costante aumento da diversi anni.

Si ritiene che l'Italia intervenga sul fenomeno dell'immigrazione ancora in chiave emergenziale, non promuovendo percorsi efficaci e risolutivi a livello strutturale rispetto ai processi di integrazione, connotandosi per interventi che oscillano "tra una visione miserabilista a una visione economicista". A fronte di quarant'anni di flussi di immigrazione, di una società multiculturale caratterizzata da individui di seconda, terza o quarta generazione di migranti, l'Italia non può più permettersi di lasciare alla sorte i percorsi di integrazione sociale ma necessita di una presa di coscienza e di responsabilità orientata alla formazione di una cittadinanza attiva.

Da queste convinzioni è mosso il lavoro di tesi di laurea in Scienze dell'Educazione di Chiara Pontecorvo, neolaureata e assidua volontaria della scuola popolare di Via Giolitti di FOCUS-Casa dei Diritti Sociali. La ricerca intitolata "L'integrazione linguistico-sociale dei migranti  a Roma" il cui relatore Prof. Massimiliano Fiorucci, ha il fine di tracciare un quadro sui percorsi di integrazione dei migranti nel territorio della Città metropolitana di Roma, con particolare attenzione alle risorse che la Capitale offre in termini di integrazione linguistica e sociale. Orientata ad indagare condizioni e bisogni della popolazione migrante adulta, accennando brevemente a quelle che sono le esigenze e le vie di integrazione dei minori, ritenendo pertanto che la realtà dei minori, così delicata, complessa e sfaccettata, richiedesse un'analisi più approfondita in uno spazio ad essa totalmente dedicato, che non si preclude di affrontare in futuro.

Il presente lavoro, afferma la Pontecorvo "è stato fortemente ispirato dall'esperienza di volontariato che porto avanti presso FOCUS-Casa dei Diritti Sociali e dalla convinzione per cui la promozione della competenza plurilingue rappresenta la premessa indispensabile per fornire ai cittadini stranieri pari opportunità di accesso alla conoscenza, e quindi di inserimento nel contesto sociale, culturale e professionale, al fine di assicurare coesione sociale. L'approccio olistico ai bisogni del migrante caratterizza l'intervento di insegnamento della lingua italiana dell'associazione, attuato in una dimensione di accoglienza, di riferimento per ulteriori forme e opportunità di sostegno, ed è proiettato verso l'inclusione sociale."

Una delle più importanti conclusioni che emerge dall'elaborato è la consapevolezza sull'importanza delle reti territoriali quali ad esempio la Rete Scuolemigranti (Rete delle associazioni di volontariato e del privato sociale che propongono corsi gratuiti di italiano, operano a sostegno dei migranti, praticano l'intercultura e promuovono la cittadinanza attiva) e sui fondamentali contributi che il volontariato, e in generale il Terzo settore, apportano alla società.

A seguito di queste importanti esperienze, chi scrive si pone l'obiettivo di mettere in luce queste realtà dell'associazionismo e del terzo settore attive nel campo dell'integrazione e di dare giusto valore alle buone pratiche di pedagogia militante che troppo spesso sono note esclusivamente agli "addetti ai lavori".

Un capitolo è dedicato al pluritrentennale impegno che FOCUS-Cds vanta nella promozione dei diritti umani e sociali delle persone e dei gruppi umani più deboli, in Italia e nel Sud del mondo attraverso la parallela attivazione di interventi di orientamento, accompagnamento, istruzione e formazione rivolti a un'utenza in condizione di fragilità e percorsi di formazione rivolti al personale della scuola di ogni ordine e grado, docenti e non docenti, a funzionari, impiegati e operatori impegnati in attività con rapporti con il pubblico, nella convinzione che al fine di costituire una società interculturale basata sul rispetto dei diritti umani e civili c'è bisogno dell'attivazione consapevole di tutti gli attori coinvolti.  Un raggio d'azione ampliato negli anni, operando dal segretariato sociale e mediazione interculturale, all'orientamento, all'assistenza legale e sanitaria, alle emergenze per i senza fissa dimora, per richiedenti asilo e rifugiati, per vittime di tratta, per minori non accompagnati.

Un sentito ringraziamento da parte di tutti gli operatori, volontari e collaboratori della Cds va a Chiara Pontecorvo per l'importante contributo apportato agli studi sull'integrazione nei territori, nel quadro di un'attenta analisi del panorama socio-culturale in esame, senza ometterne gli aspetti demografici, la cornice giuridica, luci e ombre di un fenomeno delicato e ancora troppo poco osservato e infine per aver testimoniato le buone pratiche da noi consolidate che fanno proprio il principio del "pensare globale, agire locale".