Incendio al campo Grande-Synthe, riemerge l’inadeguatezza del sistema d’accoglienza francese

13/04/2017 di Redazione
Incendio al campo Grande-Synthe, riemerge l’inadeguatezza del sistema d’accoglienza francese

Lunedì 10 aprile si è verificato un incendio che ha distrutto il campo rifugiati di Grande-Synthe, vicino a Dunkerque nel dipartimento del Nord della Francia.
Il campo, aperto nel marzo 2016, ospitava in 300 strutture di legno circa 1.500 persone, per lo più cittadini curdi iracheni. Diversi scontri vi si erano già succeduti negli ultimi mesi, soprattutto in seguito a tensioni tra cittadini iracheni e afghani. Questi ultimi, in particolare, si lamentavano di essere stati trasferiti in seguito allo smantellamento del campo di Calais, la cosiddetta "giungla", nei locali del campo di Dunkerque adibiti a cucine collettive mentre i cittadini curdi risiedevano nelle case di legno.
A marzo cinque uomini si ferirono in una rissa, un altro uomo fu accoltellato nel novembre del 2016 e la scorsa settimana alcuni avevano cercato di bloccare la vicina autostrada con tronchi d'albero e rami per fermare il traffico e arrampicarsi sui camion e sulle auto nella speranza di raggiungere il Regno Unito.
Non è tuttavia completamente chiaro cosa sia successo questa volta ed è stata aperta un'inchiesta.
Il prefetto Michel Lalande, arrivato nella notte, ha parlato di «fine» del campo ridotto ormai a «un mucchio di cenere» e ha detto che «sarà impossibile» ripristinarlo. Dopo l'incendio, i migranti sono stati evacuati dal campo e trasferiti in rifugi di emergenza.
Se da un lato, si preme per lo smantellamento anche di questo campo, come aveva promesso il ministro dell'Interno francese Bruno Le Roux a metà marzo, dall'altro in assenza di alternative concrete il sindaco ecologista di Grande-Synthe, Damien Carême, sottolinea come l'insufficienza delle misure di accoglienza e il conseguente sovraffollamento del campo erano le reali cause scatenanti di tali tensioni e che un ulteriore smantellamento non gioverebbe certo a calmare la situazione. Il 17 marzo Carême e Le Roux hanno raggiunto un accordo, lungi dall'essere risolutivo, per prendersi altri sei mesi prima di decidere la chiusura definitiva del campo.