Una catastrofe morale in Siria, centinaia di bambini uccisi da armi chimiche a Idlib

06/04/2017 di Redazione
Una catastrofe morale in Siria, centinaia di bambini uccisi da armi chimiche a Idlib

Il 4 aprile 2017, una pioggia di bombe chimiche sganciata da aerei da guerra (probabilmente russi o siriani di Assad) si è scatenata sulla città di Khan Shaykhun, nella provincia di Idlib nel nord-ovest della Siria. Una vera e propria strage: si contano oltre 350 feriti e intossicati, tra cui alcuni gravissimi soprattutto civili e moltissimi bambini. Le foto pubblicate sono raccapriccianti, testimoniano i sintomi provocati dal sarin, un tipo di gas nervino, motivo per il quale si presume sia stato un attacco chimico. Successivamente a tale attacco, è stato bombardato anche l'ospedale dove erano state portate le vittime.
La provincia di Idlib è controllata principalmente da gruppi ribelli estremisti e secondo le stime dell'ONU ospita circa 900 mila profughi siriani soprattutto da altre province della Siria evacuate e riconquistate dagli alleati di Assad. I bombardamenti siriani e russi sulla provincia di Idlib si sono intensificati dopo la sconfitta dei ribelli ad Aleppo, alla fine del 2016.
Anche nell'agosto 2013 il governo di Assad fu accusato di aver usato armi chimiche, e in particolare il gas sarin, contro la popolazione civile quando bombardò alcuni quartieri di Damasco uccidendo più di 300 persone. L'allora amministrazione americana di Obama chiese al regime siriano di smantellare il suo arsenale di armi chimiche minacciando di intervenire militarmente in Siria. Il governo siriano accettò ma negli anni seguenti l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, l'ONU e diversi giornali dimostrarono che le forze di Assad avevano continuato a usare armi chimiche contro i civili. L'organizzazione Human Rights Watch ha anche accusato il regime siriano di aver sganciato delle bombe al cloro su alcune aree di Aleppo in almeno otto occasioni diverse tra il 17 novembre e il 13 dicembre 2016.
A sei anni dall'inizio del conflitto in Siria, che si stima abbia fatto finora oltre 470 mila vittime, questo bombardamento chimico rappresenta sicuramente uno dei più gravi mai compiuti.
Save the Children ricorda che sono ancora 5,8 milioni i bambini che vivono sotto i bombardamenti e hanno bisogno di aiuti e sono almeno 3 milioni i bambini che non hanno mai conosciuto altro che la guerra.
Riguardo alla pubblicazione delle foto (visionabili al seguente link), Il Post così spiega la sua decisione "Le immagini che abbiamo scelto di pubblicare sono quelle riprese dalle grandi agenzie fotografiche e la cui autenticità è stata verificata: non solo raccontano una parte della storia, ma in un certo senso sono la storia. A Idlib infatti, così come in molte altre zone della Siria, non ci sono giornalisti indipendenti che lavorano per grandi testate internazionali: le informazioni che riceviamo da lì si basano soprattutto sulle testimonianze di persone del posto o sui contenuti multimediali ripresi e ripubblicati dagli organi di propaganda del governo siriano o vicini ai ribelli. Per questo le immagini pubblicate dalle agenzie fotografiche sono così importanti: raccontano una storia che altrimenti si sarebbe persa tra la propaganda dell'una o dell'altra parte, ed è una storia importante"