Dal 1 gennaio 2018 arriva il Reddito di inclusione

31/08/2017 di Redazione
Dal 1 gennaio 2018 arriva il Reddito di inclusione

Dal 1 gennaio 2018 - con il via libero definitivo del Consiglio dei ministri - partirà ufficialmente il Reddito d'inclusione sociale (REI), lo strumento di contrasto alla povertà che andrà a sostituire il Sostegno all'inclusione attiva (Sia) e l'Assegno di disoccupazione (Asdi). Un importo mensile, che oscilla tra i 190 e i 485 euro - in relazione a determinati fattori e parametri - per 18 mesi: i beneficiari della misura saranno le famiglie con un Isee non superiore ai 6mila euro, un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa, non superiore ai 20mila euro e un patrimonio mobiliare massimo tra i 6mila e i 10mila euro a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare. Nella fase iniziale, la priorità verrà data alle famiglie con figli minorenni o disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati over 55. Una volta erogata l'ultima mensilità, è necessario che trascorrano 6 mesi per inoltrare una nuova richiesta. "Per la prima volta il nostro Paese ha uno strumento permanente di contrasto alla povertà fondato sul sostegno al reddito e sull'inclusione sociale" sono le prime dichiarazione del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Lo strumento dovrebbe coinvolgere circa 660 mila famiglie. Il Governo ha stanziato 1,7 miliardi. Sono previsti degli help desk nei comuni e nei municipi per avviare pratiche "sprint" di 20 giorni. Possono fare richiesta i cittadini italiani, i comunitari e gli extracomunitari con permesso di lungo soggiorno.

Per accedere al denaro erogato verrà assegnata la carta Rei, con cui acquistare una serie di beni di prima necessità, utilizzabile come bancomat (è possibile prelevare la metà dell'importo mensile).

Oltre al reddito, il Governo ha previsto per i beneficiari la partecipazione a progetti di reinserimento e ricollocazione sociale e nel mondo del lavoro.

Il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, ha definito il Reddito d'inclusione come "una buona notizia" che però non deve occultare "la dimensione e la diffusione della povertà assoluta nel nostro Paese. Questa misura si rivolge infatti a 660 mila famiglie, là dove il numero complessivo è di 1,8 milioni (4,6 milioni di cittadini). Infatti le restrizioni e i paletti per usufruire della misura sono molto severi. Ulteriore passi devono aggiungersi secondo il simbolo dell'antimafia sociale "e con la stessa urgenza di quelli fatti quando si è trattato di mettere capo alle sofferenze economiche prodotte da una finanza irresponsabile perché democrazia non può sussistere quando esistono le disuguaglianza". Critiche invece dall'opposizione. "La vera soluzione è #PiùLavoro col #RedditoDiCittadinanza!" è il tweet del deputato M5S Danilo Toninelli, "una mancetta utile solo al #Pd per recuperare consensi". Della stessa opinione è Nunzia Catalfo, prima firmataria del Ddl sul reddito di cittadinanza, "uno strumento sterile, fallimentare e frammentario".