Amianto, scuola Crispi chiusa a causa della “fibra killer”

28/09/2017 di Redazione
Amianto, scuola Crispi chiusa a causa della “fibra killer”

L'ennesimo episodio di una storia infinita, quella dell'amianto disperso e occultato in ogni angolo del nostro paese e dei suoi terribili effetti sulla nostra salute e sull'ambiente.

A pagarne le conseguenze - non in termini sanitari, fortunatamente - questa volta sono i circa 700 studenti iscritti all'istituto comprensivo Oriani, ex Francesco Crispi, di via Anton Giulio Barrili, nel XII municipio che dopo essere rientrati a scuola ed essersi visto precluso l'accesso al cortile per la ricreazione lo scorso lunedì 25 settembre sono addirittura dovuti rimanere a casa.

Il casus belli è rappresentato da una vecchia canna fumaria e alcune vasche per la raccolta, manufatti in eternit, incapsulati e destinati allo smaltimento posizionati nel cortile prima che le scuole riaprissero, l'11 settembre, e lì rimasti nonostante fosse prevista la loro rimozione nel corso dell'estate e malgrado la ripresa delle attività scolastiche e, ovviamente, la presenza degli alunni sui banchi di scuola.

La vicenda in breve: come già detto, l'11 settembre i manufatti in cemento e amianto vengono raccolti e posizionati nel cortile pronti per la rimozione; il 12 settembre il direttore del municipio comunica alla dirigente scolastica la sospensione dei lavori di rimozione: i materiali pericolosi rimangono dove sono; il 20 settembre il gli uffici comunali chiedono spiegazioni alla ditta incaricata per la rimozione; il 21 settembre la Asl prescrive alla ditta la rimozione dei materiali entro 5 giorni; il 23 settembre l'azienda risponde  "con la presente si comunica che provvederemo al carico, al trasporto e al conferimento al centro di stoccaggio indicato sul piano di lavoro dei manufatti in cemento amianto presenti nel cantiere"; sempre il 23 gli operai intervengono limitandosi a spostare il materiale il più lontano possibile dagli studenti; domenica 24 il presidente della Commissione scuola, cultura e sport del municipio XII Roma sostiene che l'iniziativa presa dalla ditta "non ha avuto alcuna autorizzazione" e in serata l'assessore ai Lavori Pubblici della giunta, Crescimanno Valerio Andronico, richiede la chiusura della scuola, un sopralluogo e la valutazione " del peso dei materiali rispetto alla portata del solaio".

Dopo un botta e risposta a suon di carte bollate tra regione Lazio e Comune di Roma, da cui si evince che la tranche finale dei fondi destinata all'intervento di messa in sicurezza non è mai stata liquidata dall'amministrazione regionale a causa di una irregolarità - mancanza fisica - nella documentazione presentatale dal Comune, quel che rimane è, ancora una volta, la questione amianto.