Approvato alla Camera il reato di propaganda fascista. Il testo passa al Senato

14/09/2017 di Redazione
Approvato alla Camera il reato di propaganda fascista. Il testo passa al Senato

L'Aula della Camera, il 12 settembre scorso, ha approvato la proposta di legge presentata da Emanuele Fiano, deputato del Partito Democratico, con 261 voti favorevoli, 122 contrari e 15 astenuti. In questo modo ogni forma di propaganda fascista, compresa la distribuzione, la vendita e la produzione di oggetti ad essa riferiti, sarà considerata un reato penalmente perseguibile. La pena prevista prevede la reclusione da due mesi a sei anni per chiunque faccia il saluto fascista o venda oggetti  che siano collegati ai regimi totalitari di destra. Hanno appoggiato l'approvazione della proposta di legge il Pd, Ap, Mdp, Sinistra Italiana, Civici e Innovatori, Ds-Cd; posizioni contrarie sono state espresse da M5S, Lega, FI, FdI e verdiniani.
Il testo è stato modificato durante l'esame svolto dall' Assemblea ed ora è pronto per approdare al Senato, dove verrà sottoposto ad una nuova analisi. La versione attuale recita: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque propaganda i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero dei relativi metodi sovversivi del sistema democratico, anche attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne fa comunque propaganda richiamandone pubblicamente la simbologia o la gestualità, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici».
Il clima che si è formato intorno alla discussione di questo provvedimento è stato molto teso e ha scatenato la reazione dell'Estrema Destra, che ha dato vita ad una serie di iniziative per manifestare il suo dissenso rispetto all'articolo votato alla Camera. La più nota è quella prevista per il prossimo 28 ottobre, quando si vorrebbe riproporre la Marcia su Roma, in occasione della ricorrenza del 95° anniversario di quella compiuta nel lontano 1922 da Mussolini, anche se la sindaca della capitale, Virginia Raggi, ha già espresso la sua contrarietà riguardo a questo evento.
Opposizione più moderata anche dal centrodestra, che insiste sulla inutilità di questa legge che vieterebbe la circolazione di "accendini" e "portachiavi" che facciano allusione al fascismo, portando avanti una battaglia priva di senso. Fratelli d'Italia aveva anche provato a far slittare la discussione in Aula, ma il suo tentativo era stato rigettato. Diversa l'opinione di Emanuele Fiano, il quale ribadisce che:  "L'antifascismo è la cifra di chi difende la libertà, e le opinioni non vengono represse da questo testo", cercando di ridurre i timori di chi legge in questo provvedimento una possibile restrizione della libertà di espressione.
Lo stesso deputato Pd è stato poi bersagliato di critiche dall'opposizione per non essersi dichiarato contrario "alla necessità di cancellare la scritta Dux dall'obelisco dell'Olimpico a Roma". Ma il relatore della legge ha poi precisato: «Non sono d'accordo con l'abbattimento dei monumenti o edifici dell'epoca del ventennio o con misure iconoclaste di qualsiasi foggia. La cancellazione di quella scritta non è una mia proposta e non è certo una priorità. Non è in alcun modo oggetto della legge che voteremo oggi e per la stessa legge non sarebbe reato. Il provvedimento che votiamo oggi alla Camera si occupa della propaganda o dell'apologia dell'ideologia fascista, non di architettura, arte o altro. Per me quella scritta può rimanere, non è oggetto della mia attenzione».