Asilo, richieste in calo e dinieghi in aumento.

21/09/2017 di Redazione
Asilo, richieste in calo e dinieghi in aumento.

Stando ai dati pubblicati sul sito del Ministero, il mese di agosto conferma quanto rilevato già lo scorso luglio: le richieste di protezione internazionale passano dal -7% di luglio al -17% dell'ultimo mese compiuto, agosto. Gli esiti negativi, i cosiddetti dinieghi, attestatisi al 59% nel mese di luglio crescono dell'1%, palesando  un irrigidimento dei criteri applicati alle istruttorie da parte  delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale. A confermarlo sono le parole di Oliviero Forti, responsabile immigrazione di Caritas Italiana: "abbiamo notato anche un inasprimento nelle commissioni che giudicano, e che concedono sempre meno forme di protezione. Il problema non è il diniego in sé, ma quello che accade dopo. Molte persone restano sul territorio, senza protezione".

Ricordiamo che, citando dal sito del Ministero dell'Interno, "il rifugiato è un cittadino straniero il quale, per il timore fondato di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinione politica, si trova fuori dal territorio del Paese di cui ha la cittadinanza e non può o, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di tale Paese." Qualora non venga riconosciuta la condizione di rifugiato il cittadino straniero può tentare di ottenere la protezione umanitaria o, in alternativa ancora, quella sussidiaria.

Nigeria, Eritrea e Bangladesh sono gli unici paesi di provenienza a superare la soglia delle mille richieste, attestandosi comunque su cifre molto inferiori a quelle registrate nel mese di luglio scorso, specialmente i due paesi africani, per cui si è avuta una diminuzione rispettivamente del 22% e del 24%. Per quanto non si tratti di una rilevazione finalizzata a tirare le somme degli ormai ben noti risultati ottenuti dalla 'cura Minniti' salta subito all'occhio la drastica diminuzione di richieste da parte di cittadini africani: Camerun -73%, Burkina Faso -39%, Somalia -26%, Guinea e Senegal -24%, Togo -28%, Gambia -22%, Ghana  e Mali -16%, Sierra Leone -12%. Questi i dati più interessanti per quanto riguarda l'affluenza d'origine africana, caratterizzata da "flussi provenienti da aree molto sotto pressione, come il Corno d'Africa e l'Africa occidentale", fa giustamente notare Oliviero Forti.

Rilevante è anche la diminuzione di richieste da parte di cittadini siriani, - 58%. I dati relativi ad agosto sembrano confermare un'inversione di tendenza già timidamente accennata nel mese di luglio in cui si è registrato un calo del 2%. I dati sembrerebbero rispecchiare almeno in parte i recenti sviluppi del conflitto siriano che vede l'Isis arretrare e perdere terreno anche nella sua roccaforte, Raqqa,  per la quale si parla di un'imminente liberazione da parte delle forze principalmente curde sostenute dagli Usa. Naturalmente lo scenario è ancora molto incerto e gli effetti sui flussi migratori difficilmente immaginabili, se non imprevedibili.

Per quanto riguarda le richieste da parte di cittadini provenienti dal Bangladesh è ancora Olivieri a darci indizi interessanti: "Inoltre, c'è il Bangladesh: un paese che teniamo sotto osservazione da diversi mesi, perché i numeri degli arrivi e delle richieste di protezione sono in crescita. Si tratta, infatti, di un paese in condizioni tali da costringere le persone a raggiungere l'Europa. Il problema qui, però, è la protezione, che in tanti casi non viene garantita o riconosciuta."

Al di là dell'analisi delle varie voci componenti il totale delle richieste, il dato finale è che a prevalere sono quelle con esito negativo, sottoposte a diniego, ovvero il 60%, seguite da quelle a cui viene riconosciuta la protezione umanitaria, 27%, da quelle che ottengono la protezione internazionale, 7% e, infine, da quelle a cui viene riconosciuta la protezione sussidiaria, 6%.

Caritas, Migrantes e la comunità di Sant'Egidio stanno tentando di attivare un corridoio umanitario dall'Etiopia con l'obiettivo di trasferire 500 persone provenienti dai campi di accoglienza locali. "Ad ottobre procederemo con le selezioni di queste persone - spiega il responsabile Caritas -. Abbiamo già ottenuto il via libera del governo etiopico e dell'Unhcr. Ora andremo avanti con le procedure di rito. Entro novembre, al massimo dicembre, le persone dovrebbero arrivare qui".

I dati pubblicati dal Ministero dell'interno:  http://www.libertaciviliimmigrazione.dlci.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/agosto_mensile_2017.pdf