Aule per i rifugiati solo a Maddaloni e Marcianise

21/09/2017 di Redazione
Aule per i rifugiati solo a Maddaloni e Marcianise

D'Amico: in città nessun locale per le lezioni Il sottosegretario Manzione testa i progetti Sprar oggi visite alla Bottega New Hope e a Casa Rut.

Immigrazione e integrazione sono i temi al centro della visita istituzionale in programma oggi, alle 17, al Comune con il Sottosegretario all'Interno, con delega all'Inclusione sociale, Domenico Manzione. Il vice ministro, che sta svolgendo un tour in molte realtà italiane per valutare il livello e la qualità dell'accoglienza raggiunti con lo strumento dello Sprar (il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), incontrerà il sindaco Carlo Marino e i rappresentanti degli enti attuatori del progetto (centro sociale ex Canapificio, Caritas e comunità Casa Rut) iniziato nel 2007. Tre i partner istituzionali: l'Ambito territoriale, l'Università «Luigi Vanvitelli» e il Comune di Casagiove, che collaborano fornendo risorse oppure strutture e locali.
A Caserta sono 110 gli stranieri che beneficiano dello Sprar, ospitati in una dozzina di appartamenti del centro storico. Un numero destinato a crescere. Il bando del Ministero, della durata triennale, prevede infatti che ne siano accolti almeno 200. Strutture permettendo. «Non è facile trovare gli alloggi - spiega Mimma D'Amico del centro sociale ex Canapificio - ci scontriamo quotidianamente con le ritrosie e le paure infondate dei proprietari delle abitazioni.
Nessuno di quelli che hanno accettato di ospitare i rifugiati si è però mai lamentato». Lo Sprar prevede - oltre al vitto e all'alloggio e quindi all'accoglienza in senso stretto - anche una serie di attività di istruzione, formazione e assistenza finanziate dall'Ue e dal Ministero. Due milioni e mezzo di euro all'anno per tre anni è l'importo destinato al progetto e stanziato quasi interamente dallo Stato. La Regione, attraverso l'Ambito territoriale, garantisce una quota di circa 135mila euro mentre tutti gli altri Enti attuatori coprono il 5 per cento della quota attraverso la prestazione di servizi e attività.
«I rifugiati - fa notare D'Amico - frequentano la scuola pubblica per adulti e anche i corsi di alfabetizzazione, svolgono tirocini retribuiti nelle aziende, collaborano alle attività di sportello per il sostegno al reddito e in alcuni casi fanno anche volontariato per contribuire a migliorare le condizioni del quartiere in cui vivono». Attività sempre più difficili da garantire malgrado le risorse messe a disposizione. «A Caserta non ci è stato concesso neanche un locale per le lezioni frontali previste dal Centro provinciale di istruzione per gli adulti - denuncia D'Amico - nessuna scuola si è detta disponibile e così siamo costretti a portare i rifugiati a Maddaloni e Marcianise. In città si svolgono solo i corsi di alfabetizzazione grazie alle aule messe a disposizione dall'Università».
Qualche problema si registra anche per le attività sportive. «Caserta da qualche giorno ha messo nuovamente a disposizione il Palavignola, anche se solo per la metà delle ore previste dal bando, Casagiove invece ha dovuto sospendere la convenzione per alcuni problemi di agibilità che hanno interessato il campo di calcio».
Manzione farà altre due tappe in città. Visiterà la bottega New Hope, in cui lavorano donne immigrate sottratte alla tratta dall'associazione «Casa Rut», e incontrerà, suor Rita Giaretta fondatrice e anima di questa realtà. Infine visita al Belvedere di San Leucio.