La colpa di essere una donna libera

21/09/2017 di Redazione
La colpa di essere una donna libera

No alla violenza sulle donne, no allo stupro e no alla cultura che lo giustifica. No con riserva in alcuni casi. Perché "Lo stupro è un atto deprecabile, inumano, ma..". E in questo ma si apre una crepa nell'inderogabilità dei no di cui sopra, una crepa che diventa un cratere senza fondo dal quale emergono le più disparate (e becere) teorie sulle cause della violenza. Teorie per cui la colpa finisce per ricadere su chi la violenza la subisce. C'è chi come il senatore d'Anna (Ala) imputa gli stupri alla modernità e a fattori di natura antropologica e biologica ricordando come un tempo vi erano " Donne più accorte. Una donna aggredita da un bengalese alle tre di mattina un tempo non ci sarebbe mai stata" e come "La donna porta con sé l'idea del corpo, l'idea della preda, le donne hanno un appeal che è diverso dagli uomini, potrei parlare degli ormoni, dell'aggressività ". Altri pensieri invece rivolgono l'attenzione a fattori ambientali, secondo il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri infatti alla radice della violenza subita dalle due ragazze americane a Firenze ci sarebbe il degrado dei costumi delle città italiane, queste le parole del senatore "Lo stupro merita punizioni drastiche, ma questa trasformazione delle nostre città in posti di sballo aumenta il rischio". Lo stupro è un atto da condannare fermamente, un principio che andrebbe ripetuto all'infinito e impresso nella mente degli uomini ma che troppo spesso viene ridotto ad una semplice premessa dalla quale elencare vari elementi di comprensione, con l'effetto di ritrovarci con un messaggio privato della sua forza, svuotato del suo significato. Ed ecco così che accanto a parole che alimentano la cultura della giustificazione spuntano anche iniziative colorite come quella del quotidiano "Il Messaggero" che propone una sorta di manuale di comportamento per le donne in cui vengono citati gli effetti perversi del desiderio di uguaglianza di genere, cercando di spiegare alle donne come debbano accettare i rischi e le debolezze del loro destino. In sintesi: una donna è destinata allo stupro, quindi meglio prevenire. Per questo motivo, giovedì 21 settembre alle 18 sotto la sede de Il Messaggero in via del Tritone 152, NON UNA DI MENO - ROMA ha chiamato le donne in piazza. Per ribadire (ancora una volta) come non sia necessario dettare regole alle donne per non essere stuprate ma diffondere una cultura che ripudia la violenza e ogni sua giustificazione.

In allegato il link con tutti i dettagli della manifestazione

https://it-it.facebook.com/nonunadimeno/videos/2045415132345368/ 

Aggiornamento del 26/09/2017 dal sito web dell'associazione Non Una Di Meno: Flash mob alla sede del Messaggero: ve la siete cercata! Verso il 28 settembre! https://nonunadimeno.wordpress.com/2017/09/22/flash-mob-alla-sede-del-messaggero-ve-la-siete-cercata-verso-il-28-settembre/