Un gesto di solidarietà: bandi per la selezione dei tutori volontari per minori stranieri non accompagnati

28/09/2017 di Redazione
Un gesto di solidarietà: bandi per la selezione dei tutori volontari per minori stranieri non accompagnati

Sono 18.701 i minori stranieri non accompagnati in Italia (dato ministero dell'Interno al 31 luglio 2017). Si tratta di minori migranti giunti nel nostro paese senza un familiare o un adulto di riferimento. Per loro si cercano ora tutori volontari, in tutta la penisola.

Il 6 maggio 2017 è, infatti, entrata in vigore la legge 7 aprile 2017, n. 47 relativa alle misure di protezione per i minori stranieri non accompagnati, che all'art. 11 istituisce la figura del tutore volontario. La selezione e la formazione degli aspiranti tutori volontari è affidata ai garanti regionali e delle province autonome per l'infanzia e l'adolescenza, e all'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza (Agia) nelle regioni prive di garante. Al momento dell'entrata in vigore della legge, le regioni prive di garante regionale erano Toscana, Sardegna, Abruzzo, Molise e Valle d'Aosta. In particolare l'art. 11 prevede l'istituzione, presso ogni tribunale per i minorenni, di un elenco di tutori volontari a cui possono essere iscritti privati cittadini selezionati e adeguatamente formati da parte dei garanti delle regioni e delle province autonome, disponibili ad assumere la tutela di minori stranieri non accompagnati (un tutore volontario può assumere la tutela di più minori quando essa riguardi fratelli e sorelle). L'Agia ed Easo (l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo che ne supporta l'attività logistica) lavoreranno insieme per potenziare il sistema di protezione per i minori non accompagnati.

 

Secondo tale legge, il tutore viene nominato dal Giudice tutelare ed esercita, a titolo volontario e gratuito, la responsabilità genitoriale. Ha quindi la responsabilità di curare gli interessi e di perseguire il benessere del minore, che rappresenta negli atti e nei procedimenti con valore legale. In concreto, il tutore vigila sulle condizioni di accoglienza, sui percorsi di integrazione, educazione e protezione del minore in coordinamento con le istituzioni responsabili per queste aree, tenendo conto delle sue inclinazioni, promuovendone i diritti e prendendo sempre in attenta considerazione il suo punto di vista.

La figura del tutore non coincide necessariamente con quella dell'affidatario, che ha la responsabilità diretta dell'accoglienza e del sostentamento del minore e viene nominato secondo un diverso procedimento. Di conseguenza, si può assumere la tutela di un minore senza che siano necessarie la coabitazione e il sostentamento economico, ad esempio di un minore ospitato in un centro di accoglienza.

Essere tutori volontari di un minore non accompagnato significa anche contribuire, su base volontaria e gratuita, alla costruzione di una cultura di solidarietà e di protezione dei più vulnerabili. Nel momento storico e sociale che stiamo attraversando, le forme di partecipazione e le pratiche di solidarietà come quelle legate all'accoglienza e all'aiuto ai minori e ai migranti, oltre a rappresentare un aiuto fondamentale per le persone vulnerabili che ne beneficiano, hanno il merito di promuovere una cultura dell'accoglienza, rappresentando il segnale di una volontà di politiche inclusive.

Per candidarsi a diventare tutore di un minore non accompagnato si può fare domanda direttamente all'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza entro il 30 settembre 2017 (bando al sito web www.garanteinfanzia.org) .

Easo ha iniziato a cooperare con l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza per implementare una nuova misura di supporto riguardante il sistema di tutela volontaria per minori stranieri non accompagnati. Questo perché l'Italia è uno dei principali paesi europei di arrivo di minori non accompagnati. Nei primi sette mesi del 2017, attraverso la rotta del Mediterraneo centrale, ne sono giunti più di 12 500, mentre nel 2016 il numero complessivo di nuovi arrivi ammontava a quasi 26 000.

Le aree di cooperazione includeranno una campagna nazionale di sensibilizzazione mirata all'individuazione di tutori volontari, e il supporto nella selezione e formazione nelle regioni di competenza. È anche previsto lo sviluppo di strumenti pratici e un'attività di assistenza e consulenza. Infine faranno parte di questa cooperazione azioni mirate allo scambio di buone pratiche.