Babacar, un esempio di riuscita integrazione. Dalla scuola di italiano a un posto fisso in una fattoria

13/10/2017 di Redazione
Babacar, un esempio di riuscita integrazione. Dalla scuola di italiano a un posto fisso in una fattoria

Generalmente scriviamo delle attività in corso nella scuola d'italiano, delle difficoltà che ogni giorno si interpongono tra gli insegnati e il loro multiforme gruppo di allievi o delle statistiche relative alla loro partecipazione e alla loro composizione. Oggi no. Oggi scriviamo del tanto agognato passo finale del processo, quello che spesso tarda o manca di arrivare: la compiuta integrazione. Un lavoro, una casa e dopo tante sventure, una vita dignitosa. Saper padroneggiare la lingua del paese in cui si ha intenzione di abitare può ed è uno strumento essenziale affinché tutto ciò possa avvenire.

Riportiamo una breve e vivace narrazione della sua storia scritta da Bruna, insegnate in via Giolitti.

Quasi due metri di altezza, nero come il carbone, dolce come una caramella, calma e pazienza infinite, un sorriso bianchissimo, occhi languidi e luminosi, questo è Babacar.

Ex studente della scuola di via Giolitti e attore improvvisato nello spettacolo teatrale "Gli Dei dell'Olimpo", dove interpretava il ruolo di Vulcano.

Oggi pastore di pecore, come ama definirsi.

La sua è una storia breve a raccontarla ma lunga di sofferenze e riscatti.

È un giovane uomo che viene dalla Mauritania, orfano fin da bambino è abituato alla solitudine, nel suo lungo viaggio africano ha attraversato molti paesi e ha fatto molti lavori per poter pagare le tratte dello schiavismo, e poi finalmente l'approdo in Italia nello Sprar di Tivoli.

Qui ha trovato un tetto anche se provvisorio, una buona accoglienza, documenti in regola, ha fatto amicizia con ragazzi e uomini che come lui hanno storie di viaggi della speranza, ha conosciuto la nostra scuola e ha iniziato a studiare l'italiano, poi con tenacia e determinazione si è iscritto a un corso di formazione per la sicurezza e il pronto soccorso, e finalmente quest'anno ha superato gli esami e ha preso il tanto sospirato attestato.

Un'estate ricca di successi: nella vita e a teatro. Un sogno? No è tutto vero.

Babacar non si ferma, inizia a cercare lavoro e lo trova presso un grande magazzino di Roma come addetto alla sicurezza, tre giorni a settimana, è contentissimo, è inserito nella società, è un lavoratore.

Ma arriva un "ma" che lo porterà a essere quello che è oggi.

Nello Sprar la permanenza è limitata, entro il mese di novembre deve andare via, deve trovare un altro posto dove stare, forse una stanza a pochissimo prezzo, questa sì che è un'impresa impossibile!

Ma la vita non lo lascia solo, e gli presenta un'altra occasione: nella campagna di Tivoli una famiglia romana cerca un pastore per un gregge, hanno bisogno di un uomo forte, capace e di fiducia, offrono un contratto di lavoro e - cosa bellissima- un alloggio completo di tutto.

Babacar che è stato pastore nella sua terra, si presenta, si racconta, parlano, si piacciono, si accordano e per lui inizia una nuova vita.

Questa volta speriamo stabile, lunga, e magari fra qualche anno nasceranno di piccoli futuri attori italiani.  L'ho visto felice.