Condanna per Roma Capitale e Atac: condotta discriminatoria a danno dei disabili

20/10/2017 di Redazione
Condanna per Roma Capitale e Atac: condotta discriminatoria a danno dei disabili

Grazie all'iniziativa intrapresa dall'Associazione Luca Coscioni, il Tribunale di Roma ha emanato una sentenza che condanna Roma Capitale e la società di trasporti Atac per condotta discriminatoria nei confronti delle persone disabili. I motivi che hanno portato a questo risultato sono il mancato abbattimento delle barriere architettoniche presso due stazioni della metropolitana (Flaminio e Piazza di Spagna) e alcuni ascensori fuori servizio in un'altra ( Subaugusta).

Si deve constatare che non si tratta della prima volta che il Comune di Roma viene condannato per simili motivi. Era già successo nel 2012 e nel 2014, per esempio, sempre grazie all'iniziativa dell'Associazione Luca Coscioni. Spesso queste denunce vengono innescate proprio dall'esperienze vissute da alcuni disabili, che diventano testimoni diretti dei malfunzionamenti del trasporto pubblico, a quanto pare non in grado di garantire l'accesso a queste persone. Eppure, nonostante i casi passati e l'avvicendamento delle diverse giunte capitoline, non sembra ci sia stato alcun passo in avanti all'interno di questa inaccettabile situazione.

Quindi, Roma Capitale dovrà risarcire le persone che hanno subito le conseguenze di questo disservizio discriminatorio e rimuovere tutti quegli ostacoli che impediscono l'accesso dei disabili alle fermate della metropolitana. L'Associazione Coscioni ha diffuso una nota nella quale dice che "questa decisione del Tribunale di Roma dimostra ancora una volta l'autentica via crucis che molte persone con disabilità devono affrontare ogni giorno a causa della presenza delle barriere architettoniche sparse ovunque sul suolo capitolino, che impediscono a chi soffre di ridotte capacità motorie di accedere ai mezzi di trasporto pubblico".

E sempre l'Associazione Coscioni ha chiesto ad Andrea Venuto, nuovo disability manager del Comune di Roma, di impegnarsi affinché siano eseguiti gli interventi ordinati dal Tribunale di Roma, con la speranza che la città possa presto diventare un luogo più accogliente e vivibile dalle persone disabili.