Gli obiettivi dell’Agenda 2030 sono ancora troppo lontani

20/10/2017 di Redazione
Gli obiettivi dell’Agenda 2030 sono ancora troppo lontani

L'agenda 2030 è stata adottata nel 2015 dall'ONU, fissando degli obiettivi molto ambiziosi che avrebbero dovuto favorire la sostenibilità. A due anni di distanza è giunto il momento di fare un primo bilancio per capire quale direzione è stata intrapresa. La tendenza attuale mostra un debole segnale di cambiamento, impresso sia dai singoli governi sia dalle istituzioni internazionali. Tuttavia l'Italia, insieme ad altri paesi, ha fatto ancora molto poco e la speranza che gli obiettivi prefissati vengano raggiunti prima del 2030 è veramente labile. Inoltre alcuni eventi, come ad esempio il passo indietro degli Stati Uniti sul Trattato di Parigi, hanno costituito una forte battuta d'arresto.

L'Italia ha dato una buona prova migliorando diversi indicatori come quelli relativi alla fame, alla salute e al benessere, all'istruzione di qualità, alla parità di genere, alle innovazioni e alle infrastrutture, al consumo e alla produzione responsabile, alla lotta contro il cambiamento climatico, e tanti altri ancora. Diversa la situazione per quanto riguarda l'energia pulita ed accessibile, la buona occupazione e la crescita economica; in questo caso parliamo di una tendenza inalterata negli ultimi due anni, senza miglioramenti né peggioramenti.

Dove l'Italia sta fallendo, invece, è nella guerra contro la povertà, nell'obiettivo acqua pulita, nei servizi igienico-sanitari e nella lotta contro le disuguaglianze. Si tratta di battaglie molte importanti sulle quali il paese non è stato ancora in grado di fornire le risposte adeguate, rischiando di mancare i buoni propositi fissati dall'Agenda 2030. Inoltre, bisogna sottolineare come l'Italia non abbia raggiunto ottimi risultati rispetto agli altri paesi dell'Unione europea; infatti, rispetto agli indicatori presi in considerazione, hanno fatto peggio soltanto Spagna, Repubblica Ceca e Grecia.

L'Italia dovrebbe impegnarsi in tutte quelle politiche che finora sono state soltanto annunciate, ma di fatto rimaste esclusivamente sulla carta. Ad esempio quelle espresse dal Trattato di Parigi, così come la strategia energetica nazionale e le altre politiche volte a favorire l'inclusione sociale, l'impiego e lo sviluppo sostenibile. Questo processo va coltivato con costanza, coinvolgendo istituzioni e società civile, per ottenere un sensibile miglioramento sociale e ambientale, oltre che economico.