Lo ius soli entra in aula (non parlamentare)

05/10/2017 di Redazione
Lo ius soli entra in aula (non parlamentare)

In ogni lingua esistono frasi che ricorrono frequentemente, passando di bocca in bocca e assumendo ogni volta significati più o meno differenti. Nella nostra, l'italiano, ce n'è una che recita: gli esami non finiscono mai. Gli esami sono quelli scolastici ma anche, in senso lato, le sfide che la vita ci propone giorno dopo giorno. I ragazzi che ogni mattina e ogni pomeriggio affollano le aulette della scuola d'italiano in via Giolitti di sfide se ne intendono, per così dire. Una predilezione frutto del destino non certo di una scelta. Prima grande sfida è stata abbandonare il proprio paese, spesso sconvolto dal caos bellico o falcidiato dalla povertà diffusa e opprimente, per una destinazione poco più che ignota ma allo stesso tempo agognata chiamata Italia o forse solo Calabria, Puglia, Sardegna e tanti altri nomi a loro sconosciuti e probabilmente storpiati da una pronuncia incerta quanto la loro meta. Una volta sbarcati c'è la sfida della permanenza, sia per chi intende stabilirsi nel nostro paese sia per chi intende spingersi ancora più in la: Francia, Germania, magari paesi scandinavi!

 

Se gli esami sono veramente inesauribili allora anche le lezioni saranno destinate a susseguirsi sempre. Questo è un po' quello che succede tutti i giorni in via Giolitti. Cicli di lezioni continui, aperti e decisamente partecipati. Volontari di ogni età e cultura che si alternano instancabilmente. Impacci e diffidenze evidenti  a inizio lezione che nel vivo della spiegazione per un attimo si eclissano - in pochi resistono a una risata di fronte a una pronuncia scorretta o un versaccio decisamente incomprensibile - per poi ripresentarsi allo scadere dell'ora, magari meno ostinatamente di prima, forse destinate, in un futuro nemmeno troppo lontano, a scomparire.

 

Oggi, mercoledì 4 ottobre, al corso intermedio si svolge una lezione particolare, peculiare per l'argomento oggetto prima del dettato e poi, dulcis in fundo, di uno scambio di vedute aperto e amichevole. Lo spazio dell'apprendimento, e quindi della trasmissione - ma anche scambio - di competenze si tramuta in quello della condivisione e della reciproca comprensione o, quanto meno, conoscenza. L'argomento del giorno è il dibattutissimo tema dello ius soli e, senza stare li a cavillare sugli aspetti più controversi,  la proposta di legge che lo riguarda.

 

Bruna Fioramonti, educatrice di Focus e ideatrice del percorso di educazione denominato Temi Sensibili ha deciso di dedicare una lezione apposita in materia, proponendo ai ragazzi un testo semplice ma allo stesso tempo stimolante prima sotto forma di dettato, per l'ordinario allenamento linguistico, poi come tema centrale di uno scambio di opinioni. Riportiamo per esteso il testo.

 

In Italia vivono molte famiglie di immigrati, le donne spesso stanno in casa e si occupano dell'educazione dei figli e della famiglia, gli uomini lavorano fuori tutto il giorno, i figli studiano.

I figli degli immigrati nati in Italia non sono cittadini italiani.

A 18 anni di età, possono presentare una domanda per avere la cittadinanza, e aspettano alcuni anni per la risposta.

In parlamento è stata presentata una proposta di legge per il riconoscimento della cittadinanza al momento della nascita in Italia, questa legge si chiama ius soli.

La discussione di questa legge tra i partiti politici è molto accesa e anche nella società questo argomento divide le persone per la differenza di idee.

Per ora questa proposta di legge è stata archiviata in attesa delle prossime azioni politiche.

 

Bruna ha poi commentato brevemente la sua scelta e le reazione dei  suoi studenti, in alcuni casi direttamente interessati alla questione: "Oggi in vista della manifestazione del 21 ottobre, la lezione su questa legge necessaria e tanto avversata è andata benissimo. Sotto forma di dettato gli studenti sono entrati in argomento, attenti e curiosi. Come sempre quando si parla di leggi, di stato, di diritti e doveri l'interesse sale moltissimo. Scrivere e  parlare di sicurezza, di figli, di futuro è stato un bell'esercizio così come la conversazione che ne è seguita. E poi si sono fatti avanti un futuro nonno e un neo papà e la vita e le speranze si sono fatte realtà."

 

Questo è solo un piccolo reportage del tanto lavoro svolto da parte di studenti e insegnati nel corso di una singola lezione, conforterà sapere che sia temi Sensibili che la scuola d'italiano lavorano in questo modo ogni giorno, nonostante le difficoltà tecniche e organizzative che un progetto simile comporta.

 

Per quanto riguarda la manifestazione in calendario per il prossimo 21 ottobre per dire no al razzismo e si a una vera politica di integrazione e tutela dei diritti civili della persona riportiamo il contenuto in un apposito articolo di questa prima settima d'ottobre.