"Cuore di seta: la mia storia italiana made in China"

10/11/2017 di Redazione
"Cuore di seta: la mia storia italiana made in China"

Riportiamo l'articolo pubblicato sulla pagina integrazionemigranti.gov.it nel quale si descrive il contenuto di questo interessante romanzo sul tema dell'migrazione e dell'integrazione.

"Cuore di seta" è il cuore di un bambino sensibile, diventato oggi uomo, che ha visto il suo mondo cambiare da un giorno all'altro. Yang, narratore-protagonista di questo romanzo-biografia, ha infatti solo 11 anni quando i suoi genitori decidono di trasferirsi da Jǐnán, nel nord della Cina, a Milano. Credono così, emigrando, sogno di tanti altri cinesi - è il 1990 - di migliorare la loro vita, sebbene nel loro Paese non stessero affatto male. Ma a partire sono solo lui e la madre, con la promessa che il padre, impossibilitato a lasciare la Cina a causa del lavoro e delle condizioni di salute di sua madre, li avesse raggiunti presto.

Una volta in Italia, però, il grande sogno si sgonfiò inevitabilmente. La madre di Yang, che in Cina era medico, dovette adattarsi a vari lavoretti per mantenere lei e il figlio; e anche lui in seguito fu costretto, fingendo di avere 16 anni anziché 12, a fare il lavapiatti in Calabria durante la stagione estiva - e poi, negli anni, il traduttore, il venditore ambulante, il massaggiatore sulle spiagge della riviera adriatica insieme al padre (arrivato in Italia solo quattro anni dopo). Il tutto cercando di imparare una lingua completamente diversa, dormendo all'inizio in letti improvvisati nella cucina di conoscenti.

Queste sono solo alcune delle difficoltà che accompagnarono e formarono il giovane Yang in Italia, il quale capì presto che l'unico modo per emanciparsi da questa condizione, fonte di umiliazione e sofferenza, e rendere fieri i propri genitori - sacri, per la cultura cinese - era quello di eccellere negli studi, andare all'università, e trovare un lavoro che lo avrebbe ripagato di tutti i sacrifici, suoi e della famiglia. Ecco come passò gli anni della scuola: tra i libri e i lavoretti necessari per garantire a lui e alla famiglia una vita degna.

Tuttavia,  Cuore di seta: La mia storia italiana made in China (Mondadori, 2017) non è solo il racconto di un bambino cinese che si ritrova a dover ricominciare tutto da capo, senza capirne in fondo il motivo, tra le inevitabili difficoltà che porta con sé un cambiamento così radicale, ma anche il diario intimo dell'evoluzione di un'anima. Yang, infatti, ripercorre tutti i passi della sua crescita, i suoi cambiamenti, le sue scoperte, le sue paure. Lo fa con la semplicità di un bambino diventato adulto troppo presto, lacerato da una doppia anima, quella delle sue origini cinesi e quella sorta e cresciuta nella sua nuova vita in Italia. Non potrebbe mai separarsi né dall'una né dall'altra. Di qui la costante ricerca di un equilibrio interiore nel quale possano convivere entrambe.

E così la sua passione per l'arte, bruscamente interrotta dalla necessità di adattarsi al suo nuovo contesto italiano, tornò a farsi in lui dirompente alla soglia dell'età adulta, innescando nuove tensioni interiori che esplosero poco prima di laurearsi alla Bocconi, l'Università che nei suoi sogni lo avrebbe condotto al successo professionale. E con la ritrovata passione per l'arte in Yang si consolidò la consapevolezza di non poter più reprimere la sua vera essenza. Le sue passioni, i suoi sentimenti, il suo orientamento sessuale. Yang racconta infatti anche le sue difficoltà a confidarsi e a reggere il peso del suo coming out, in particolar modo nei confronti dei genitori. Per il padre, comunista, l'omosessualità è antinatura, antistoria e antiumanità, una perversione del capitalismo e un tradimento nei confronti della patria, la quale in tal modo non avrebbe potuto contare sui suoi eredi. Naturalmente non è così, ma non è facile ricucire i rapporti compromessi dai pregiudizi. Ma è anche attraverso queste tensioni che può avvenire la crescita interiore fonte di nuova forza in Yang, il quale comprese come il suo equilibrio dovesse necessariamente passare per l'accettazione. O i suoi genitori e il mondo lo avrebbero accettato per quello che è, oppure lo avrebbero perso. La cosa più importante è senza dubbio la propria armonia interiore, la consapevolezza di essere se stessi fino in fondo.

Shi Yang Shi, oggi attore affermato fra teatro, cinema e televisione, affida con questo libro il suo "cuore di seta", lacerato e ricucito, al lettore, offrendoci così la possibilità, anche attraverso continui riferimenti alla sua cultura d'origine, di riflettere su alcuni temi di particolare importanza e più che mai attuali: l'integrazione, l'inclusione sociale, la realizzazione personale, l'espressione di se stessi. Sempre contro i pregiudizi e le paure inculcate dall'esterno, nel tentativo di aiutare chi ancora sta cercando il suo equilibrio a non demordere - demordere, rassegnarsi, quella sì che sarebbe una "colpa".