Ai bambini spetta un futuro peggiore di quello dei genitori

24/11/2017 di Redazione
Ai bambini spetta un futuro peggiore di quello dei genitori

Uno studio curato dall'Unicef ha riscontrato che, nonostante i progressi raggiunti negli ultimi anni, un bambino ogni dodici nel mondo vive in un paese dove le prospettive di vita attuali sono peggiori di quelle che avevano i suoi genitori in passato. I numeri sono ancora più allarmanti. Infatti 180 milioni di bambini vivono in 37 Stati nei quali la povertà estrema, l'abbandono della scuola e la possibilità di morire in modo violento sono pericoli più incombenti rispetto a 20 anni fa.

In particolare Unicef sottolinea che:

  • il numero di persone che vivono con meno di 1,90 dollari al giorno è aumentato in 14 Stati;
  • l'iscrizione alla scuola primaria è calata in 21 Stati, tra cui Siria e Tanzania;
  • in 7 Stati, dove si registrano conflitti aperti, aumentano le morti per cause violente di bambini e adolescenti sotto i 19 anni;

Inoltre Unicef ha pubblicato i risultati di un sondaggio che ha coinvolto circa 11 mila ragazzi di età compresa tra i 9 e i 14 anni, distribuiti in 14 Stati diversi. In tanti hanno espresso preoccupazione per i grandi temi che riguardano il futuro come il terrorismo, la disparità di trattamento verso i migranti e i rifugiati, la violenza, le guerre, i cambiamenti climatici e la povertà. Scoraggia soprattutto l'idea diffusa tra i giovani che la loro voce non sia ascoltata e non possa produrre alcun cambiamento.

La paura prevalente riscontrata in questo sondaggio è quella della violenza sui minori, sulla quale il 67% degli intervistati si è dichiarato molto preoccupato. In tutti i paesi coinvolti nel sondaggio molti tra bambini e ragazzi (circa il 65%) ha manifestato apprensione per il problema del terrorismo e dell'istruzione. Il 40% degli intervistati, invece, ha detto che la discriminazione nei confronti dei migranti e dei rifugiati ha raggiunto livelli allarmanti.  Infine, rispetto alla fiducia verso i leader mondiali che dovrebbero intervenire a favore dei bambini, circa il 45% delle persone chiamate in causa ha espresso molto diffidenza.