I corridoi umanitari salvano i profughi

03/11/2017 di Redazione
I corridoi umanitari salvano i profughi

Il 27 ottobre scorso la Comunità di Sant'Egidio ha accolto 125 rifugiati siriani provenienti dal Libano, giunti in Italia grazie ai corridoi umanitari. Dopo il loro arrivo sono diventate mille le persone che hanno trovato un rifugio grazie alla Comunità. Il presidente di Sant'Egidio ha rivolto il proprio saluto ai nuovi arrivati: "Vi accogliamo come fratelli e sorelle! Questo progetto continuerà, perché ha unito tutti. Le porte restano aperte, perché l'integrazione funziona con i corridoi umanitari!".

Il progettoCorridoi Umanitariha ottenuto un importante risultato e ha consentito di portare in Italia 125 profughi, che compongono 47 nuclei familiari, e tra cui sono presenti 54 minori. Il gruppo è atterrato all'aeroporto di Fiumicino, dove ad attenderli c'erano anche gli altri profughi già giunti in Italia, alcuni dei quali aspettavano di ricongiungersi con i propri familiari. La Comunità di Sant'Egidio sta portando avanti questa strategia da un anno e mezzo. Per prima era giunta una famiglia, arrivata in Italia con un ordinario volo di linea partito da Beirut, ma da allora i corridoi umanitari non sono stati più abbandonati.

Lo stesso presidente della Comunità ha sottolineato l'importanza dell'azione portata avanti finora, ma afferma che il progetto non è ancora terminato e che le porte resteranno aperte. Ha ribadito come i corridoi umanitari siano un'ottima soluzione, che favorisce un'integrazione basata sull'umanità e sulla sicurezza. Tutto ciò è stato possibile soprattutto grazie alle famiglie, alle parrocchie e alle associazioni che si sono proposte volontariamente e a loro spese di accogliere i profughi. La speranza è che ancora altri profughi possano beneficiare di questo progetto.