I migranti forzati: i motivi all’origine del fenomeno

10/11/2017 di Redazione
I migranti forzati: i motivi all’origine del fenomeno

L'8 novembre è stato presentato il Rapporto sulla protezione internazionale 2017, curato da Anci, Caritas italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes, Servizio centrale dello Sprar e in collaborazione con UNHCR. Uno degli argomenti affrontati riguarda i migranti forzati nel mondo, ovvero quelle persone che per sopravvivere non hanno altra scelta se non quella di dirigersi verso altri paesi.

La prima causa di questi movimenti sono le guerre, che non accennano a ridursi: nel primo semestre 2017 sono stati registrati 37 conflitti aperti e 11 situazioni critiche. I paesi occidentali sono direttamente coinvolti in questi scontri, sia per gli interventi militari sia per la vendita di armamenti. Tutto ciò comporta delle conseguenze in termini di persone costrette a fuggire a causa di instabilità e guerre che l'Occidente ha contribuito ad alimentare.

Ma ci sono anche altre motivazioni alla base del fenomeno migratorio, come ad esempio le disuguaglianze economiche. È sufficiente pensare che l'1,75% della popolazione del pianeta dispone del 56% del reddito mondiale, mentre circa un 37% vive in condizione di povertà. Altre disuguaglianze riguardano l'accesso all'acqua, al cibo e ai servizi igienici essenziali. Per non parlare del fenomeno del Land Grabbing, che consiste nell'acquisto di terre fertili e produttive in Africa da parte di grandi multinazionali, innescando un fenomeno che costringe la popolazione locale ad allontanarsi.

Un altro fattore che alimenta il flusso migratorio sono gli attentati terroristici. Secondo ilGlobal Terrorism Index 2016circa 12 mila attentati sono stati compiuti nel mondo durante il 2015 e il 72% delle vittime si concentra in soli cinque paesi: Iraq, Afghanistan, Nigeria, Siria e Yemen. In base al quadro che si è delineato non stupisce che 65,5 milioni di persone siano state sradicate dai loro luoghi di origine. Le nazionalità più interessate da questo fenomeno nel 2016 sono state quelle siriana, colombiana e afghana.