La minaccia del cobalto: come nascono le batterie dei nostri dispositivi

24/11/2017 di Redazione
La minaccia del cobalto: come nascono le batterie dei nostri dispositivi

Il rapportoTime to rechargerealizzato da Amnesty International segnala che attualmente stiamo assistendo ad una diffusione sempre più massiccia di batterie ricaricabili al litio che alimentano, per esempio, il nostro computer o il nostro cellulare. Per questa produzione è indispensabile il cobalto, che per circa il 50% proviene dalla Repubblica Democratica del Congo. Si stima che in questa regione ci siano tra i 110 e i 150 mila minatori che lavorano in condizioni in cui i diritti umani non vengono garantiti e la sicurezza non è tutelata. Inoltre molti minatori contraggono malattie durante l'attività lavorativa, per esempio a causa dell'esposizione alle polveri contenti cobalto e altri metalli.

In particolare preoccupa l'incapacità delle aziende di sapere da dove provenga il cobalto che utilizzano per realizzare i propri prodotti e in quale modo sia stato estratto. Nella maggior parte dei casi non ci sono prove a sostegno di un corretto reperimento del cobalto, né vengono seguiti standard basati sul rispetto dei diritti umani. Il rapporto di Amnesty International segnala come le aziende non portino avanti delle azioni adeguate per contrastare rischi e abusi legati alla filiera del cobalto, contrariamente a quanto previsto dagli standard internazionali.

I paesi maggiormente interessati da questo fenomeno, tra cui Repubblica Democratica del Congo, Cina e Stati Uniti, dovrebbero insistere sulla necessità della trasparenza, soprattutto per quanto riguarda i punti e le condizioni di estrazione, le condizioni del commercio e gli attori coinvolti. Un'iniziativa in questo senso è ancora più urgente se consideriamo la crescente domanda di energia elettrica, che richiede di conseguenza quantità maggiori  di cobalto a disposizione.

Inoltre, nel 2011 il governo della Repubblica Democratica del Congo aveva elaborato un piano nazionale per contrastare l'impiego di minori nell'estrazione del cobalto, ma di fatto non è mai stato applicato. Al momento è in corso una strategia che dovrebbe consentire di raggiungere questo obiettivo entro il 2025, ma Amnesty International suscita molte perplessità a riguardo. È ancora presto per valutare l'impatto di tali misure sugli abusi e sulle violazioni dei diritti umani che vengono attualmente compiuti, tuttavia sono stati riscontrati limiti oggettivi nella strategia messa in atto, come i tempi incerti per la realizzazione delle varie fasi e la mancanza di un piano operativo di implementazione.