La scuola di italiano analizzata dal suo interno

24/11/2017 di Redazione
La scuola di italiano analizzata dal suo interno

Analisi, report, statistiche sulla scuola di italiano per adulti di Roma, ne sono state fatte tante. Stavolta però l'analisi effettuata da Luigi Portioli, uno dei volontari/insegnanti, ha avuto il pregio di proporre una disamina da un'angolazione diversa, un approccio sociologico che finora era mancato e che apre a spunti e riflessioni interessanti (che saranno ripresi e approfonditi). Parliamo del resto di una scuola di italiano che registra ogni anno circa 1500 studenti di quasi 90 nazionalità diverse, che produce oltre cinquanta lezioni settimanali, che mette in campo - ad intreccio con il percorso didattico - numerose attività interculturali, come cineforum, passeggiate e visite guidate nella città, laboratori teatrali, gioco degli scacchi, appuntamenti ludici e conviviali. Tutto questo grazie ad un gruppo di circa cinquanta volontarie e volontari, auto organizzato in un sistema gestionale che prevede un coordinamento, gruppi di lavoro fissi, responsabilità diffuse.La ricerca è articolata in diverse sezioni. Ne riportiamo qui una brevissima scheda. 

La scuola come "sciame"

L'estrema "debolezza" delle connessioni e strutture configurano la Scuola- più che una Rete- come un organizzazione cd. " a sciame" coordinata dai Valori/credenze delle persone-nodi che la compongono. La Scuola infatti:

1. è strutturata attorno ad un piccolo nucleo di persone-guida, a cui un gran numero di volontari si riferiscono, condividendo obiettivi e metodi.

2. promuove cosa ognuno può  fare. Tutte/i le persone possono trovare nella Scuola un impegno stimolante, per il tempo che desiderano, proponendo o scegliendo da un insieme di idee che servono gli obiettivi generali della Scuola 

3.  Pur dotata di una leadership centrale a-democratica, l'autorità è basata sulla capacità di guida/ispirazione delle possibilità di agire autonomamente. Aspirare alla leadership di un progetto non è difficile: basta proporsi per la sua realizzazione ed invitare altri ad unirsi. Il tutto senza organigrammi stabili.

4.  Le idee che hanno successo stimolano partecipazione, quelle di minor successo vengono abbandonate, senza imputare colpe a nessuno. A voltesi possono generare inefficienze ma in questo modo l'apprendimento organizzativo è molto rapido. 

5. Non ci sono linee di comunicazione privilegiata tra i Volontari, ognuno può comunicare con tutti gli altri in qualsiasi momento. Ciò crea rapidi adattamenti e "costi di gestione" prossimi allo zero.

6.  Il processo di reclutamento è aperto.  Chiunque voglia contribuire a raggiungere gli obiettivi della Scuola, a proprio modo e secondo la propria disponibilità/capacità, è sempre il benvenuto. 

7. Lo sciame non è solo aperto, è anchetrasparente  Non esiste nessun segreto: I documenti finanziari, le discussioni sulle strategie, i conflitti, sono trasparenti perché tutti possano vederli, se vogliono Tutto ciò produce fiducia e affidabilità e un forte senso di partecipazione.

C'è da sperare che il futuro processo di istituzionalizzazione NON alteri troppo queste caratteristiche vincenti della Scuola.