"Premio nascita", illeggittima esclusione delle mamme straniere

22/12/2017 di Giulio Russo
"Premio nascita", illeggittima esclusione delle mamme straniere

Il 27 febbraio 2017 l'INPS era intervenuta  illegittimamente sul cosiddetto "premio nascita" di 800 euro applicando requisiti limitativi nei confronti delle mamme straniere, a detta dell'ASGI discriminatori.

La legge parla chiaro: "a decorrere dal 1 gennaio 2017 è riconosciuto un premio alla nascita o all'adozione di minore dell'importo di 800 euro. Il premio … è corrisposto dall'INPS in unica soluzione, su domanda della futura madre, al compimento del settimo mese di gravidanza o all'atto dell'adozione". Non si fa riferimento ad alcun limite per l'accesso al beneficio per gli stranieri, né in ragione della cittadinanza, né in ragione del permesso di soggiorno, né ha previsto che l'indicazione degli aventi diritto sia rimessa ad un successivo provvedimento.

Sulla base di quanto detto ASGI, APN e Fondazione Piccini hanno presentato ricorso; lo scorso 13 dicembre il Tribunale di Milano ha confermato l'illegittimità dell'intervento dell'INPS, l'istituto di previdenza sarà dunque tenuto a revocare le circolari emesse e a pubblicare sul proprio sito una "nota informativa" che informa tutti i beneficiari della prestazione.

Dal sito dell'ASGI riprendiamo la dichiarazione rilasciata dall'avv. Alberto Guariso che assisteva le associazioni ricorrenti "Confidiamo che ora l'INPS si adegui rapidamente alla decisione del Tribunale evitando così il diffondersi di un contenzioso che sarebbe non solo oneroso per lo stesso INPS, ma soprattutto ingiusto per la difformità di trattamento che verrebbe a crearsi, in una materia così delicata, tra chi agisce in giudizio e chi fa affidamento sulle erronee comunicazioni dell'INPS".

Nel frattempo è importante che tutte le donne straniere che si trovano almeno al settimo mese di gravidanza entro il 31.12.2017 facciano domanda all'INPS al fine di poter beneficiare della decisione milanese che, lo ricordiamo, riguarda la "discriminazione collettiva" e quindi tutte le donne straniere regolarmente soggiornanti in Italia, indipendentemente dal titolo di soggiorno.