Chiara Peri del Centro Astalli spiega metodi e finalità dello SPRAR

07/12/2017 di Redazione
Chiara Peri del Centro Astalli spiega metodi e finalità dello SPRAR

Lo SPRAR - Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati - è un sistema di accoglienza organizzata istituzionalizzato nel 2002 a seguito di un protocollo d'intesa per la realizzazione di un "Programma nazionale asilo" siglato nel 2001 dal  Ministero dell'Interno Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, l'Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e l'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (UNHCR).

Chiara ha spiegato a grandi linee l'evoluzione nel tempo di questa forma di accoglienza istituzionale mettendo in risalto l'applicazione difficoltosa e a volte poco trasparente che si è avuta a Roma, peraltro molto recente (amministrazione Marino).

Elementi fondamentali di questo sistema di protezione sono il carattere pubblico delle risorse messe a disposizione, la titolarità dell'ente pubblico - promotore e attuatore volontario di questo tipo di intervento -, il decentramento degli interventi, il rapporto di collaborazione con gli "enti gestori" e i soggetti del terzo settore e la promozione e lo sviluppo di reti locali. Attraverso il Servizio Centrale - organo responsabile dell'attuazione del programma - lo SPRAR realizza anche attività di monitoraggio della presenza sul territorio di richiedenti e titolari di protezione internazionale, crea, mantiene e aggiorna una banca dati degli interventi realizzati, diffonde informazioni sugli interventi realizzati, e offre assistenza tecnica agli enti locali e supporto ai servizi di informazione e orientamento attuati presso i centri governativi per richiedenti asilo.

Si è ragionato sulla differenza sostanziale tra l'accoglienza emergenziale dei CAS, attiva solo nel momento in cui è in corso la procedura di riconoscimento dello status di rifugiato, e la progettazione individuale e diversificata messa in campo dallo SPRAR attraverso l'impiego di personale specializzato.

Chiara ha anche fatto notare la disomogeneità qualitativa e quantitativa dei controlli effettuati sui punti SPRAR. La sua esperienza è quella di una continua e rigida attività di rendicontazione e controllo ma, a quanto pare, non è così per tutti.

Nell'incontro è stato chiarito anche il ruolo dello SPRAR relativo all'apprendimento della lingua italiana: il centro in effetti non ha l'obbligo di promuovere direttamente corsi di lingua, bensì di garantire che l'ospite - in una dimensione di rete - possa fruire di questa possibilità presso altre strutture presenti sul territorio. Viceversa, qualora  sul territorio non esistano enti o soggetti, pubblici e privati, che mettano in campo un'offerta formativa adeguata e fruibile di corsi di italiano, lo SPRAR è tenuto a provvedere in proprio.

Il chiarimento è stato necessario e ha reso comprensibile le richieste che diversi  SPRAR ci fanno circa la frequenza dei loro ospiti ai nostri corsi:  operazione per noi complessa - come spieghiamo ogni volta -  in quanto non formiamo gruppi classe fissi e, dopo l'iscrizione e regis