Come cambiano le rotte dei migranti

07/12/2017 di Redazione
Come cambiano le rotte dei migranti

Qualcosa è cambiato nelle rotte dei migranti, soprattutto in conseguenza degli accordi che Italia e Unione europea hanno stretto nell'ultimo periodo, come sottolineato dal rapportoDesperate journeysdi UNHCR. Da giugno i migranti giunti in Italia dalla costa libica sono calati sensibilmente, mentre tra il mese di agosto e quello di settembre la via principale di accesso all'Europa è stata la parte orientale del Mediterraneo, fatto dovuto in particolare agli arrivi in Grecia via mare. Ma i migranti continuano a ricercare altre soluzioni per giungere in Europa, come le oltre 470 persone che sono partite dalla Turchia e hanno attraversato il Mar Nero per giungere in Romania.

Nonostante siano state prese misure aggiuntive per limitare il movimento dei migranti e dei rifugiati verso l'Europa, in particolare tramite operazioni che hanno interessato la rotta centrale del Mediterraneo, ogni mese migliaia e migliaia di persone tentano questi viaggi disperati e pericolosi per cercare protezione internazionale o per ricongiungersi con i propri cari. Molto deve essere ancora fatto per assicurare tutela e protezione a migranti e rifugiati e per garantire loro delle vie sicure e legali per raggiungere l'Europa.

Lo scorso settembre UNHCR ha lanciato un appello per 40mila ricollocamenti che riguardano rifugiati attualmente localizzati in 15 paesi distribuiti lungo la via centrale del Mediterraneo. È necessario incentivare il supporto e la solidarietà verso i diversi paesi affinché facilitino le operazioni di ricollocamento, in particolare quando si tratta di ricongiungimenti familiari, oltre a velocizzare le diverse procedure; inoltre questa strategia permetterebbe anche di diminuire i movimenti irregolari. Le persone salvate in mare devono essere trasportate in un luogo sicuro nel rispetto delle leggi internazionali e si deve lavorare per porre termine alla pratica dei respingimenti, in modo da garantire ai migranti e ai rifugiati di non ripercorrere a ritroso il drammatico viaggio compiuto.