I disabili a confronto con il mondo del lavoro

07/12/2017 di Redazione
I disabili a confronto con il mondo del lavoro

Non è idilliaca la condizione di un disabile che si avvicina al mondo del lavoro, come emerge dal magazineSuperabile INAIL. I dati Istat (relativi al 2013, ultimo anno in cui è stata svolta un'indagine di questo genere) ci dicono che meno del 20% delle persone che ha un'età compresa tra i 15 e i 64 anni e soffre di una grave disabilità ha un lavoro. In generale, i disabili impiegati sono prevalentemente uomini. Da segnalare anche la diversa percentuale di occupazione dei disabili a seconda dell'area geografica: è molto bassa al Sud (34%), più alta al Centro (46%) e al Nord (51,7%).

Occorre dire, però, che il 23% dei disabili si è ritirato dal lavoro o è inabile, il 20,5% è inattivo e solo il 12,6% è in cerca di un lavoro. Molte, comunque, rimangono le difficoltà per un disabile che  è in cerca di un'occupazione. Tanti lamentano la mancanza di opportunità professionali, mentre altri riferiscono di non riuscire ad accedere o a raggiungere il posto di lavoro. Particolarmente scoraggiante la pagina del collocamento mirato, che ha successo soltanto per il 2,7% dei disabili iscritti nelle apposite liste (dati riferiti sempre al 2013).

In Italia la discriminazione delle persone disabili per quanto riguarda l'occupazione è un problema molto serio; il soggetto più colpito da questa situazione è la donna disabile del Sud che ha veramente poche possibilità di trovare un impiego. Nonostante questo ci sono delle regioni dove i risultati sono migliori e che dovrebbero essere prese come modello.

Un buon esempio di occupazione di persone con disabilità viene fornito dalle cooperative sociali, soprattutto quelle che si occupano di inserimento lavorativo delle persone svantaggiate. Questo dimostra che ci sono delle forme di impresa capaci di valorizzare le persone e al tempo stesso produrre dei beni o fornire dei servizi. Le persone disabili impiegate in questa realtà raggiungono le 44.545 unità e per ogni euro speso su uno di questi lavoratori, i risultati raggiunti sono stati quasi il doppio. Si tratta di un quadro che trasmette fiducia e che deve servire a motivare altre imprese, troppo spesso poco inclini a considerare queste persone come una risorsa.