Il lavoro dei migranti è complementare a quello degli italiani

22/12/2017 di Redazione
Il lavoro dei migranti è complementare a quello degli italiani

I lavoratori stranieri si sono rivelati indispensabili per assorbire le fasi basse del ciclo economico che ha recentemente sconvolto l'Italia. Nel nostro paese, che presenta ampie zone grigie dell'economia, i migranti sono maggiormente disposti alla sottoccupazione, ad accettare lavori meno qualificati rispetto al titolo di studio di cui sono in possesso, e scontano condizioni di ricattabilità, di precarizzazione e di differenziale retributivo negativo.

I lavoratori stranieri svolgono quei lavori che altrimenti resterebbero scoperti perché gli italiani non sono disposti ad accettare le medesime condizioni per le quali gli stranieri si dimostrano invece disponibili. Da questo quadro emerge chiaramente che non si tratta di sostituire o di rivaleggiare con i lavoratori autoctoni, ma di svolgere un lavoro complementare e utile per aumentare la competitività complessiva del sistema.

Tale situazione è confermata anche dalle informazioni e dai dati relativi al lavoro autonomo e imprenditoriale svolto dagli immigrati. Nel periodo della crisi le imprese dei migranti hanno compensato il numero di chiusure delle imprese italiane (fenomeno noto come "resilienza" alla crisi da parte degli immigrati). Le attività degli stranieri hanno sostenuto l'economia italiana e, in diversi casi, hanno anche creato occupazione per gli stessi lavoratori italiani.

Questo suggerisce che non parliamo semplicemente di individui poveri in cerca di un salario più alto; spesso si tratta di persone che vogliono promuovere attività già esistenti nel proprio paese di origine, fornendo finanziamenti e conoscenze che riescono ad acquisire nei paesi ospitanti. Ne risulta, quindi, un rapporto di complementarità e di reciproca convenienza, che rafforza l'economia dei paesi di provenienza e di arrivo, creando flussi commerciali e catene di valore internazionali, grazie alle reti di relazione che i migranti hanno nei paesi di origine.