Medici Senza Frontiere ribadisce la denuncia sui migranti in Libia

22/12/2017 di Redazione
Medici Senza Frontiere ribadisce la denuncia sui migranti in Libia

Medici Senza Frontiere ha lamentato la scarsa indignazione che hanno riscosso in Italia le immagini diffuse dalla CNN sulle aste dei migranti in Libia. Il quadro non è affatto cambiato dopo la lettera che il Presidente Internazionale MSF, Joanne Liu, ha indirizzato ai vari rappresentanti degli Stati Membri e delle IstituzionI dell'Unione europea ( LEGGI ANCHE: MEDICI SENZA FRONTIERE DENUNCIA LA SITUAZIONE IN LIBIA). Tuttavia il servizio realizzato dall'emittente televisiva statunitense è servito per ribadire quanto già era stato denunciato: in Libia si continuano a praticare soprusi, violenze sessuali e torture a danno dei migranti. Alla luce di questo, diversi paesi europei ed africani hanno ripreso dei negoziati a livello internazionale per cercare di trovare delle soluzioni.

Ma per quanto questi tentativi diplomatici siano necessari  e apprezzabili, a poco o nulla sono serviti per migliorare la condizione di quelle persone costrette ad attraversare il deserto, delle altre bloccate in un centro di detenzione in Libia e di quelle che si imbarcano su un gommone sperando di lasciarsi dietro le disavventure subite.  Tra l'altro, va ricordato che governi e istituzioni europei sono al tempo stesso finanziatori di quelle misure che hanno congelato il dramma dei migranti, come il finanziamento alla Guardia Costiera libica, per esempio.

Quest'ultima ha intercettato numerose imbarcazioni di migranti, che ha poi riportato a terra prima di trasferirli negli infernali centri di detenzione. La centralità che ha assunto in questo scenario ha reso decisamente più difficile il lavoro portato avanti da Medici Senza Frontiere. I suoi medici non hanno un libero accesso all'interno delle strutture e non possono scegliere autonomamente quali pazienti curare. L'azione dell'organizzazione è limitata da queste condizioni e in questo momento cerca soprattutto di fornire un sostegno psicologico alle persone, facendosi raccontare le loro storie e diffondendole attraverso tutti i canali, per rendere noto quali siano le scelte prese dai governi per gestire i flussi migratori.

Questo comportamento ambivalente non solo è deplorevole, ma ha anche dato più forza ai trafficanti che hanno più facilità di azione. Il Governo italiano si rallegra per la diminuzione delle partenze dalla Libia, ma nella realtà queste politiche di contenimento hanno sottratto al nostro sguardo la sofferenza dei migranti senza che sia stata trovata una soluzione per la drammatica situazione che vivono.