Passeggiata alla Grande Moschea di Roma

07/12/2017 di Redazione
Passeggiata alla Grande Moschea di Roma

Sabato 2 dicembre si è svolta la consueta passeggiata culturale mensile della scuola popolare d'italiano, inserita nel ciclo di eventi volti a promuovere il dialogo inter religioso. Stavolta abbiamo visitato la Grande Moschea di Roma, fulcro della comunità islamica, accompagnati da una guida d'eccezione, Ahmed Ejaz, mediatore culturale, giornalista pakistano e membro della Consulta islamica al Ministero dell'Interno.

Gli studenti presenti erano 35, in maggioranza donne, vi è stata inoltre una consistente partecipazione da parte dei volontari, ben 15.

Ahmed Ejaz ci ha mostrato la parte esterna della Moschea, abbiamo ammirato le fontane geometriche, le colonne a tre stelli che ricordano le palme e le cupole rivestite di piombo che ricordano quelle delle moschee di Istanbul.

Successivamente Ejaz ci ha illustrato le fasi della nascita del noto luogo di culto, ispirato alla tradizione architettonica dei paesi del Maghreb, ottomana, mescolata con quella occidentale e italiana. Tale suggestivo mix caratterizza l'aspetto della Moschea sospeso tra innovazione e tradizione.

Ejaz ha sottolineato inoltre le difficoltà economiche in cui versa ora la Moschea, ben evidenti dallo stato di abbandono e decadimento strutturale della parte esterna. L'Arabia Saudita si era offerta di finanziare l'opera di ristrutturazione e manutenzione, ma ciò comporterebbe una notevole ingerenza sulla gestione del luogo, per cui si è deciso di rifiutare ed è stata avviata una raccolta fondi autonoma.

A questo punto, dopo che noi donne abbiamo o indossato un foulard e tutti tolto le scarpe, Ejaz ci ha condotto nei locali adibiti alle abluzioni necessarie prima della preghiera, qui ha spiegato il significato del rito con la collaborazione di un nostro studente che ci ha mostrato come effettuare la lavanda del viso, delle braccia e dei piedi.

Finalmente siamo entrati nell'edificio sacro, in cui abbiamo ammirato lo splendido arazzo sui toni dell'azzurro, le colonne, la nicchia, l'area riservata alle donne, le volte che irradiano la Moschea con la luce naturale ed i mosaici, le meravigliose ceramiche che adornano le pareti con i disegni geometrici tipici dell'architettura islamica e con i 99 modi di chiamare e lodare Allah.

Ejaz ci ha parlato della nascita, della trasformazione dell'Islam fino ai giorni nostri, della figura del profeta Mohammad e ci ha mostrato come eseguire la preghiera evidenziando, oltre all'aspetto spirituale, la funzione benefica esercita su corpo e mente dai movimenti rituali.

Il giornalista si è soffermato sul messaggio di amore, accettazione e rispetto delle diverse confessioni, insito nella religione islamica; la parola ISLAM infatti, non significa soltanto "sottomesso a Dio", ma deriva da SALAM, cioè PACE.

Gli studenti ed i volontari hanno poi posto delle domande sul misterioso ruolo dell'imam, sulla condizione della donna, sulle differenze tra sunniti, sciti e sulla posizione degli islamici moderati nei confronti delle derive estremiste di alcune falangi. Il dialogo con Ahmed Ejaz è stato molto interessante e illuminante ed ha consentito di dissipare falsi miti, mistificazioni, pregiudizi che spesso ammantano la nostra concezione dell'Islam.

La passeggiata si è conclusa con il solito festoso pic nic all'aria aperta. La visita alla Moschea è stata l'ultima dell'anno, il prossimo appuntamento è a Gennaio, quando riprenderemo le passeggiate culturali alla scoperta delle meraviglie di Roma!