Il sovraffollamento dei centri di accoglienza nelle isole greche

05/01/2018 di Redazione
Il sovraffollamento dei centri di accoglienza nelle isole greche

Dalla metà di ottobre il governo greco, in collaborazione con UNHCR, ha trasferito circa 6 mila richiedenti asilo fuori dalle isole dove sono situati i centri di accoglienza. Lo sforzo dovrebbe servire a garantire condizioni di vita migliori a quelle persone che si trovavano in luoghi ormai sovraffollati e inadeguati per fronteggiare le insidie dell'inverno.

UNHCR ha sollecitato il governo greco affinché continui questa politica di alleggerimento delle isole di Lesbo, Chio e Samo, abbreviando le procedure per coloro che sono idonei al trasferimento e cercando di migliorare le condizioni di quelli costretti a restare. In particolare, vanno soccorse quelle persone che si trovano in condizioni di vulnerabilità e che potrebbero continuare le procedure di asilo in altri luoghi, più adeguati alla loro condizione.

La situazione nelle isole dell'Egeo è diventata ingestibile. Si pensi che soltanto nel mese di dicembre ci sono stati circa 1700 arrivi e che dal mese di luglio sono giunte circa 19.800 persone. Inoltre, in alcuni casi le autorità locali si sono dimostrate contrarie ai miglioramenti proposti per i centri di accoglienza e la popolazione ha ostacolato i tentativi di assicurare temporaneamente una sistemazione più sicura a persone vulnerabili, come l'alloggio in un hotel o in un appartamento.

Intanto, da ottobre UNHCR ha consegnato alle autorità circa 240 mila beni di prima necessità e ha installato 18 unità abitative nel sito di Kara Tepe. L'obiettivo è quello di raggiungere i 22 mila posti tramite il programma di accoglienza nei centri urbani e diversi sindaci greci hanno dato la loro disponibilità a proseguire questo progetto anche nel 2018.