Libia, video girato da un migrante denuncia la violenza dell'esercito libico

05/01/2018 di Redazione
Libia, video girato da un migrante denuncia la violenza dell'esercito libico

Una testimonianza video girata in un lager libico

https://www.youtube.com/watch?time_continue=136&v=JELAJtQLmhc

La traduzione e trascrizione della voce a commento del video fornita da Meltingpot:

Buongiorno signori e signore.

Questo è un video della Libia, di quando ero in Libia. Non è un montaggio.

Il 14 gennaio 2017, alle 13.00, a Grigarage - tutti quelli che sono passati dalla Libia conoscono questo quartiere, Grigarage, era il quartiere dei neri - i libici sono venuti per far uscire i neri, per arrestarci, il 14 gennaio. Per sbatterci in prigione, per venderci come schiavi, in questo mondo dove i neri non hanno nessun potere.

Avevo promesso ai miei amici che, se fossi entrato in Europa, avrei reso pubblico quanto accaduto il 14 gennaio, una data che resterà impressa nella nostra memoria. E lo faccio con questo video che state vedendo… anch'Io ci sono... non avevamo fatto niente, eravamo semplicemente immigrati in Libia per tentare di attraversare il Mediterraneo.

I libici sono venuti a prenderci per metterci in prigione, per venderci ai loro fratelli arabi. I soldati ci picchiavano. Vedete? Guardate là in alto, c'è un soldato armato, e dentro la casa ce n'è un altro che ci obbliga ad uscire, picchiandoci.

Tutto ciò per venderci ai loro fratelli, per costringerci a lavorare nel deserto, o nel resto della Libia… in tutte le città della Libia: Beni Ulid, Tripoli, Misurata, Sabrata, Tagiura, Grapoli.

Chiedo alla comunità internazionale, all'Unione Europea, all'Unione Africana, allo Stato italiano che abbiano pietà dei neri, che abbiano pietà di noi neri che arriviamo in Italia… che abbiano pietà di noi, che ci concedano i documenti… perché abbiamo sofferto troppo in Libia.

Tutti i libici possiedono delle case in cui stanno i neri. Siccome sei stato pagato, sei stato comprato, sei obbligato a consegnarti a loro, hai sempre un'arma puntata contro.

Ero nell'altro campo, detto "Saba shirine". I libici venivano sempre da noi, per farci lavorare ai pozzi… e un giorno sono venuti a prenderci, per farci lavorare ai pozzi. Ci siamo rifiutati. E loro hanno ucciso tre persone.

E quando eravamo in prigione, gli arabi venivano a comprarci.

Voglio che la comunità internazionale, l'Unione Europea, l'Italia sappiano che nel deserto, nei paesi libici, i neri sono venduti. Sono nel deserto, i loro genitori li credono morti, ma non sono morti, sono nel deserto, nei paesi libici, dove lavorano in condizioni di schiavitù.

Vedete, vedete i nostri fratelli che sono là… quel giorno c'ero anch'io… è stata dura per noi, è stata dura…

Bisogna che i nostri presidenti africani, i nostri presidenti africani facciano qualcosa, facciano qualcosa per aiutarci, per aiutare noi neri. Tanti sono bloccati in Libia, non possono venire in Europa, né tornare a casa loro. Siamo diventati una merce per i libici. Il libico, quando ha bisogno…

Avete visto sul video di cui ho parlato poco fa… ecco la foto… quando ci hanno fatti uscire dalla casa ci hanno fatto mettere qua.

Vedete, siamo seduti per terra… siamo seduti per terra, siamo nelle loro mani. Vedete, ci sono degli immigrati che vengono arrestati. Stavamo là, non sapevamo cosa fare.

Traduzione a cura di Arianna Dall'Orio, montaggio Ludovica Alberti.