I viaggi della speranza diventano sempre più pericolosi

20/04/2018 di Redazione
I viaggi della speranza diventano sempre più pericolosi

Il nuovo rapporto pubblicato dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR),Viaggi disperati, riporta che, nonostante nello scorso anno sia diminuito il numero dei rifugiati e dei migranti, i pericoli affrontati durante il viaggio verso l'Europa sono sempre più pericolosi.

Nei primi tre mesi del 2018 in Italia si è registrato un numero di arrivi inferiore del 74% rispetto allo stesso periodo del 2017. Il tasso di mortalità tra coloro che partono dalla Libia è salito a un decesso ogni 14 persone, mentre l'anno precedente si contava un decesso ogni 29 persone. A preoccupare sono anche le condizioni di quelli che sopravvivono, ma che arrivano a destinazione in condizioni di salute sempre più precarie, mostrando segni di estrema debolezza e magrezza.

Si stima che nel 2017 oltre 3100 persone abbiano perso la vita in mare nel tentativo di arrivare in Europa (nel 2016 erano 5100), mentre altre 501 persone sono morte o risultano disperse dall'inizio del 2018. Tuttavia, durante il 2017 ci sono state anche 75 persone che hanno perso la vita lungo le rotte terrestri, alle frontiere esterne dell'Europa o durante il viaggio sul continente.

Il rapporto di UNHCR riporta anche dei dati positivi relativi al numero di persone reinsediate in Europa lo scorso anno, con un aumento del 54% rispetto al 2016. La maggior parte di questi rifugiati erano di nazionalità siriana, mentre i paesi più disponibili ad accogliere sono stati Regno Unito, Svezia e Germania. Altro importante risultato è stato conseguito alla fine dello scorso anno, quando UNHCR ha iniziato a favorire l'evacuazione dei rifugiati vulnerabili dalla Libia al Niger e dalla Libia verso l'Italia.