Caserta l'Ex-Canapificio "Lavoreremo per strada"

Chiuso da parte della Procura l'ex-canapificio che ospitava famiglie italiane e richiedenti asilo

19/03/2019 di Redazione
Caserta l'Ex-Canapificio "Lavoreremo per strada"

Martedì 12 marzo a Caserta, è stato posto sotto sequestro da parte della Procura lo spazio sociale dell'ex Canapificio, sede organizzativa di attività per migliaia di persone e che esiste e resiste a Caserta dal 1995.

Il centro sociale ex-Canapificio è l'associazione che gestisce il progetto di accoglienza SPRAR per rifugiati e richiedenti asilo, per questo Caserta è conosciuta in tutta Italia come modello virtuoso di inclusione e cittadinanza attiva.

sostiene e porta avanti ogni giorno il progetto piedibus, il servizio di accompagnamento a scuola dei bambini di circa 200 famiglie. Nel centro sociale sono presenti anche diversi laboratori per bambini e lo sportello per il sostegno al reddito.

Il provvedimento è stato emesso perchè sono state riscontrate carenze strutturali, in particolare infiltrazioni d'acqua che secondo il perito della Procura metterebbero a rischio la struttura. Lo spazio da mesi era obbiettivo diretto del Ministro dell'interno Matteo Salvini, che più volte ne ha richiesto la chiusura. Ministro che in seguito ha commentato la notizia con uno delle sue abituali dichiarazioni << la pacchia è finita.>>

in risposta al provvedimento è stata indetta una manifestazione dagli attivisti del centro sociale. Avvenuta sabato 16 marzo partendo regolarmente alle 15  dalla Stazione ferroviaria di Caserta, li vi si sono radunate circa 4mila persone. In prima fila davanti al corteo, erano presenti le famiglie italiane che vivono nell'ex canapificio e le famiglie dello sportello a reddito. Presenti nel corteo anche le famiglie del Piedibus. Alla manifestazione hanno partecipato anche tanti immigrati di Castel Volturno ma anche associazioni e SPRAR che hanno aderito da tutta Italia oltre che i presidi di Emergency e Libera. 

La protesta continuerà per tutta la settimana, gli attivisti torneranno a presidiare la prefettura dalle 10 alle 19.

Infatti lunedi gli operatori hanno portato sedie, banchetti e computer con l'intento di mostrare alla città i corsi, laboratori, le iniziative, le attività di sportello e consulenza e tutte le azioni poste in esse, quotidianamente, all'interno dei locali dell'ex Canapificio. <<In attesa che la Regione si pronunci sul futuro dello stabile che ospitava il centro sociale>> spiega Virginia Crovella, una delle operatrici del centro sociale <<Porteremo in strada il nostro lavoro. I sigilli del tribunale non fermeranno infatti nessuna delle nostre attività.>>