Mimmo Lucano sindaco di Riace

17/10/2018 di Redazione
Mimmo Lucano sindaco di Riace

Domenico (Mimmo) Lucano, 58 anni, sindaco di Riace - piccolo borgo calabro, famoso per il ritrovamento dei Bronzi di Riace (oggi al museo di Reggio Calabria) - è divenuto celebre in tutto il mondo per il suo approccio nella gestione dei rifugiati politici e immigrati in genere. Numerosi tra rifugiati e immigrati si sono stabiliti nel piccolo villaggio ionico accanto ai suoi 1800 abitanti.

Il sistema d'accoglienza attuato dal sindaco, conosciuto nel mondo come Modello Riace consiste in diverse azioni intraprese nel corso degli anni: adesione al sistema SPRAR e ottenere fondi regionali o mutui per la ristrutturazione delle case dismesse; attraverso le associazione dare accoglienza e ospitalità ai rifugiati e ai richiedenti asilo che potranno lavorare nel comune attraverso laboratori artigiani di tessitura, lavorazione del vetro, confettura.

Questo modello è conosciuto, rispettato e ammirato nel mondo: nel 2010 il regista Wim Wenders realizza il cortometraggio Il volo, in cui il sindaco viene interpretato da Ben Gazzara. Nel 2016 viene realizzato il documentario Un paese di Calabria in cui si racconta in modo semplice e diretto dell'integrazione riuscita tra chi è sbarcato dai barconi e gli abitanti di Riace; dopo il provvedimento della magistratura le registe e le produttrici hanno deciso di mettere a disposizione il loro documentario per sostenere l'importanza del modello di accoglienza messo in atto dal sindaco e dai suoi concittadini oltre che per proporre una riflessione sui cicli migratori. Nel 2017 la Rai realizza la serie  Tutto il mondo è paese ispirata sulla storia di Riace e di Mimmo Lucano (interpretato da Beppe Fiorello). Tuttavia, in attesa delle decisioni della magistratura la Rai ha deciso di sospendere la messa in onda della fiction, inizialmente prevista per la stagione televisiva 2018/2019.

 

In cosa consiste il modello Riace.

Il comune calabro ufficialmente ha 1.800 residenti ma a partire dalla fine degli anni '90' il borgo è salito fino a contare circa 6.000 residenti, tutti stranieri approdati sulle coste italiane. Il modello, che ha fatto guadagnare a Riace e al suo sindaco fama internazionale e l'ha fatto approdare sulla rivista americanaFortune, parte da un presupposto semplice: i nuovi arrivati vengono ospitati non in centri ad hoc ma nelle case rimaste vuote a causa dello spopolamento del paese.

Il primo nucleo di nuovi abitanti era costituito da rifugiati provenienti del Kurdistan ma col passare degli anni il ventaglio delle nazionalità si è notevolmente allargato. Il «boom» demografico generato in questo modo ha rimesso in moto anche attività economiche: hanno riaperto negozi che erano rimasti chiuse, sono state avviate attività artigianali; tutte attività gestite dai nuovi abitanti. Anche la scuola, che rischiava di essere soppressa ha potuto continuare la sua attività e anche servizi come la raccolta dei rifiuti sono gestiti da extracomunitari. Naturalmente il presupposto del modello è il sostegno da parte dello Stato con appositi fondi, quelli normalmente destinati ai circuiti Sprar, il sistema di accoglienza affidato ai Comuni.

Mimmo Lucano, simbolo e promotore di un diverso modo di vedere e accogliere i migranti, è stato arrestato dalla guardia di finanza, nell'ambito di un'operazione denominata 'Xenia'. Le accuse per Lucano sono favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Ma le più gravi contestazioni inizialmente ipotizzate dalla procura di Locri, fra cui malversazione, truffa ai danni dello Stato e concussione sono state già sconfessate dal Gip di Locri. La gestione dei fondi - si legge in un passaggio del provvedimento del Gip - è stata magari disordinata, ma non ci sono illeciti e nessuno ha mai intascato un centesimo.

Nell'accogliere la richiesta d'arresto nei confronti di Mimmo Lucano, il gip di Locri Domenico di Croce ha rigettato diverse accuse ipotizzate nei confronti del primo cittadino - dall'associazione a delinquere alla truffa aggravata, dal falso al concorso in corruzione, dall'abuso d'ufficio alla malversazione - criticando in diverse parti dell'ordinanza l'operato di magistrati e investigatori. Critiche pesanti anche per quanto riguarda l'accusa di concorso in corruzione. Nonostante sia il reato più grave contestato al sindaco, annota il Gip, "gli inquirenti non hanno approfondito con la dovuta ed opportuna attenzione l'ipotesi investigativa". Vi è in sostanza una "assoluta carenza di riscontri estrinseci" ed inoltre la persona che denuncia di aver emesso fatture false perché minacciato da Lucano "è persona tutt'altro che attendibile".

 

Per Tiziana Barillà, autrice di "Mimì Capatosta. Mimmo Lucano e il modello Riace" l'arresto è la conseguenza di uno scontro politico che si riversa nel giudiziario e il tweet di Matteo Salvini appena avuta la notizia parla prima che noi. Nei confronti del comune è stata denunciata una vera e propria persecuzione (con un ampio fronte di sostegno tra cui Saviano e Giovanna Marini) con il blocco dei fondi da parte del Viminale iniziato già dal 2016.

 

A Mimmo non si perdona innanzitutto di aver privilegiato la giustizia sociale e il rispetto di tutti (immigrati compresi, che per il Ministro degli Interni sono oggi il male maggiore per l'Italia) alle leggi anche ingiuste. E' vero che la legge innanzitutto e una norma in quanto tale, giusta o sbagliata che sia, va sempre rispettata. Scorrendo le pagine dell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato agli arresti domiciliari Lucano e la compagna emergono però due cose: per il giudice che boccia l'ipotesi della procura, il sindaco di Riace non è capo di alcuna associazione a delinquenti e non ha «arrecato alcun ingiusto vantaggio agli enti attuatori dei servizi», cioè alle cooperative che gestiscono i progetti Sprar, modelli di accoglienza diffusa, luoghi più umani rispetto ai grandi centri governativi, spesso al centro degli scandali di mafia e corruzione. Inoltre, Mimmo è ai domiciliari per aver affidato l'appalto del trasposto e raccolta rifiuti a due piccole cooperative locali, una delle quali provvede alla raccolta porta a porta con gli asini nelle strade del centro, e anche per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Lucano, secondo l'accusa, ha fatto carte false per orchestrare un finto ricongiungimento familiare tentando di organizzare un matrimonio combinato. Ma se Lucano viola la legge lo fa per affermare il principio più largo di giustizia sociale. Lo fa come atto di disobbedienza civile. Combinare un matrimonio per fini umanitari è lo strumento per salvare una donna dalla violenza della strada.

  Infine ci piace riportare la testimonianza del nostro Fausto  della CDS di Cosenza.

Leggo che tra i capi di imputazione che hanno portato Mimmo Lucano agli arresti domiciliari ci sono anche delle irregolarità nella assegnazione del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti ad una cooperativa. Giusto, va perseguito severamente, se le accuse sono fondate….ma a me viene in mente la passeggiata che, con un piccolo gruppo di amici, facemmo in compagnia di Mimmo qualche anno fa per le strette viuzze di Riace.

 

Finimmo alla fine in una bottega artigiana dove alcuni falegnami locali lavoravano gomito a gomito con alcuni giovani africani alla costruzione di alcuni carretti in legno che, trainati dagli asini sarebbero serviti alla raccolta porta a porta. Ci trovammo poi su un costone roccioso ai margini del centro abitato e, indicandoci il pendio che ci stava di fronte ci illustrò il suo progetto per strappare quel pezzo di territorio alla marginalità e all'abbandono per avviare una attività di pastorizia da cui sarebbe potuta nascere un servizio di consegna di latte a domicilio per questa comunità sui generis che si andava sviluppando. "La nostra è una piccola comunità ed è ancora possibile pensare a uno sviluppo a misura d'uomo", erano le sue parole mentre ci indicava una mulattiera in costruzione, un piccolo ponticello che avrebbe unito l'ultimo lembo del paese alla montagna.

Ci trovavamo a Riace la città dei Bronzi la cui fama aveva fatto sperare a molti che avrebbe trascinato con sé un ulteriore sviluppo della parte costiera del suo territorio su cui gia gravano cospicue pressioni speculative. Mimmo Lucano invece fin dall'inizio della sua esperienza amministrativa aveva dichiarato la sua estraneità a questo modello di sviluppo e a questo utilizzo dei Bronzi.

  Ma, Riace ospita sul proprio territorio anche il Santuario dei Santi Medici Cosma e Damiano eletti a Patroni del popolo Rom che qui si riunisce ogni anno per una straordinaria manifestazione identitaria e di religiosità popolare, incontrando da sempre l'accoglienza dei locali.

  Se questi sono i valori di riferimento, se questo è il tipo di legame che unisce Mimmo Lucano alla sua terra, il suo approccio alla questione immigrati non poteva essere altra da quella che lo ha ispirato e che ha ostinatamente cercato di perseguire: questione epocale con cui confrontarsi nella convinzione che di una risorsa si tratta la cui valorizzazione va sperimentata giorno per giorno nelle condizioni ambientali, culturali e territoriali date.