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Tutela e promozione dei diritti

 

 

 

 

 

Il moltiplicarsi di situazioni in cui i diritti fondamentali delle persone vengono pesantemente violati si accompagna in questi anni alla globalizzazione economica; la restrizione dei diritti e la loro sistematica violazione sembra oggi, ancora più che in altre fasi del capitalismo, un presupposto necessario al modello di sviluppo economico e di accumulazione della ricchezza.

La società contemporanea fa emergere peraltro nuove categorie di diritti. Le di relative violazioni, fino a pochi decenni orsono - pochi anni in alcuni casi - non avrebbero avuto significato. Si tratta dei diritti di terza generazione, ovvero quei diritti che nascono dai pericoli alla vita, alla libertà ed alla sicurezza posti dallo stesso progresso tecnologico. Si pensi a titolo di esempio alle crescenti minacce alla privacy, al diritto ad un ambiente non inquinato, all'integrità del proprio patrimonio genetico. Alla formulazione sempre più precisa di questi nuovi diritti, corrisponde purtroppo una sempre più sistematica loro violazione in tutti i paesi del mondo, da Nord a Sud.

Nel nostro paese la negazione sistematica dei diritti  riguarda prevalentemente alcune aree geografiche (pensiamo ai distretti dominati dall'economia illegale) ed alcune categorie sociali come i giovani, gli anziani, le donne, i poveri, gli immigrati, i richiedenti asilo e rifugiati,  i Rom.

Negli ultimi anni è sempre più evidente la crescita dei fenomeni di disagio sociale ed economico e la caduta in situazione di indigenza di categorie sociali prima ritenute non a rischio. Contemporaneamente l'Italia diventa sempre più terra d'immigrazione consolidata e di ricerca ed asilo.

Oggi possiamo affermare che l'immigrazione rappresenta un positivo aspetto strutturale dell'assetto sociale, non è più solo un fenomeno transitorio o di passaggio, e si va verso un progressivo processo di stabilizzazione.

Definito questo ambito di riferimento attraverso delle azioni di tutela s'intende verificare ed informare sul corretto e sistematico rispetto dei diritti normati.

A partire dall'individuazione dei bisogni diffusi non contemplati a livello legislativo, si intende promuovere una informazione che implementi sensibilizzazione e che conduca alla normazione. Infatti il lavoro da realizzare non può prescindere, una volta fornita l'informazione disponibile, da un'analisi socio-economica dei bisogni ai quali l'azione programmatica intende andare incontro, al fine di programmare interventi realmente incisivi.

A queste azioni va affiancata una sperimentazione che informando sulle buone prassi in atto e sulle proposte di nuove pratiche, ne valuti le metodologie e l'eventuale ripetibilità. 

E' sempre crescente il bisogno di servizi di sostegno attivo e personalizzato nei confronti di fasce di popolazione che non riescono ad ottenere appropriata tutela dalle violazioni dei loro diritti; spesso la tutela di queste persone non passa infatti né per gli studi legali - per l'impossibilità di far fronte alle spese che questi comportano - né per i servizi pubblici, a causa di barriere di accesso di tipo burocratico, o di semplicemente della diffidenza verso le istituzioni da parte di persone il cui vissuto le porta a percepire le autorità come una minaccia e non come possibile soluzione di problemi personali (persone con precedenti penali, persone che sono state perseguitate da regimi autoritari, ecc.). Per quanto riguarda immigrati e rifugiati, i problemi sono aggravati dalle barriere culturali, intese come mancato riconoscimento e rispetto delle diversità e quindi della necessità di un approccio diverso e più attento dei servizi. Tutti questi fattori si configurano come vere e proprie barriere d'accesso ai servizi e tendono a far si che una certa quota della domanda di tutela dei diritti rimanga sommersa. 

E' reale la necessità del moltiplicarsi sul territorio e della crescita di qualità di quegli spazi e servizi a bassa soglia di accesso e con capacità di mediazione sociale e culturale. Questi servizi devono essere in grado di fornire sostegno su un piano integrato, in modo da offrire tutela dei diritti, ma anche servizi di orientamento e sostegno sociale e sanitario; questi servizi devono, a nostro avviso, avere contemporaneamente la funzione di aggregare e di trasmettere valori di rispetto, solidarietà e amicizia: devono essere spazi aggregativi, dove valorizzare anche le esperienze artistiche e culturali di tutto il mondo, dove le culture si incontrano, si conoscono, si intersecano creando nuove forme sincretiche e transculturali. 

A differenza d'altri paesi europei, un tratto caratteristico dell'immigrazione in Italia è rappresentato dal polimorfismo e dal policentrismo delle provenienze. Ne deriva un quadro variegato e ricco d'elementi di diversità, che emerge maggiormente nei contesti urbani.

Il processo di sviluppo della società multietnica, la diffusione nel territorio dei cittadini stranieri e il loro radicarsi in contesti sociali ed economici differenti, comporta una sempre maggiore diffusione, estensione e complessità dei problemi dell'accoglienza, dell'inserimento e dell'accettazione delle diversità. Il nostro obiettivo, perseguito attraverso progetti di sostegno sociale e campagne di advocacy, è quello di rafforzare valori e comportamenti solidali e dinamici capaci di intervenire in favore delle fasce sociali minacciate da esclusione, avviando processi di sensibilizzazione culturale e sociale verso l'accoglienza, verso l'inserimento dei migranti e verso l'intercultura in genere. In altre parole, con la nostra azione promuoviamo, sollecitiamo e valorizziamo quotidianamente ogni apporto personale -professionale e non - in grado di contribuire al conseguimento e all'affermazione del rispetto dei diritti e della dignità umana per tutti.

Si tratta di obiettivi che non possono essere raggiunti da una singola organizzazione, ma che richiedono un patto della società civile nel suo complesso e l'apporto di tutte le parti sociali; per questo stiamo sforzandoci di rafforzare le già proficue sinergie territoriali, pubbliche e private, al fine di prevenire fenomeni di razzismo e di disgregazione sociale e di contribuire alla creazione di una vera rete integrata di servizi a partire da quello ad essere informati (ed istruiti) in grado di rispondere con strumenti partecipati alle esigenze di una società complessa e interculturale.