Dossier di Medici Senza Frontiere: 9 su 10 immigrati, al sud, lavorano in nero
Sono passati 4 anni dal primo dossier di Medici senza frontiere sulle condizioni di vita, lavoro e salute degli immigrati stagionali al sud, due dall´inchiesta sull´Espresso di Fabrizio Gatti ma, denuncia Msf, poco o nulla è cambiato. E punta il dito contro le istituzioni, nazionali e locali, che «si tappano gli occhi, orecchi e bocche dinanzi al massiccio sfruttamento di stranieri perché necessari al sostentamento delle economie locali». In un clima di intolleranza visto che il 16% racconta di essere stato oggetto di minacce e, violenze.
Msf ha intervistato in 5 mesi oltre 600 immigrati (il 72% senza permesso di soggiorno) impegnati nella raccolta di prodotti agricoli da Latina a Gioia Tauro e la fotografia o è desolante. Nove su dieci lavorano in nero, per non più di quattro giorni la settimana; si comincia dall´alba, per 8/10 ore. Metà guadagna tra i 26 e 40 euro mentre poco più di un terzo 25 euro al giorno o meno; il 37% dichiara che dalla paga giornaliera sono sottratti da 3 a 5 euro per i caporali. Tanto che il 38 % non riesce a mandare soldi a casa. Il 65% vive in case diroccate senza luce e acqua, il 10% vive in tende o campo di accoglienza; il 5% dorme nelle strade o nelle piazze. Il 71% non ha la tessera sanitaria, e partito in buone condizioni di salute ora più dell´80% ha patologie dovute alle pessime condizioni di vita e lavoro.