Abitare in un diverso welfare: il volontariato nei Piani di Zona Seminario L’Aquila 28 e 29 maggio 2005

 

Il volontariato, con gli altri soggetti del terzo settore, è parte di quell’insieme di attori locali che, attraverso la concertazione, co-progettano e ricompongono le molteplici azioni dentro un quadro  complessivo di politiche sociali a livello cittadino.

Le politiche sociali non possono essere solo un momento di redistribuzione della ricchezza ma devono divenire anche un mezzo di investimento per lo sviluppo e l’innovazione.

Occorre creare un vero coinvolgimento del terzo settore sia nella fase della gestione operativa che in quella strategico programmatica dei Piani di Zona.

Il seminario ha avuto come obiettivo quello di approfondire queste tematiche allo scopo di fornire al volontariato elementi per esprimere indirizzi di natura generale e una strategia globale in una visione complessiva della comunità locale.

Si è partiti da un’analisi di alcuni del comprensorio aquilano. L’esperienza dei  secondi Piani di Zona è da considerarsi la prima occasione di collaborazione e progettazione condivisa tra attori diversi, pubblici e privati.

Con la L.328/2000 (sulla legge è intervenuto Vincenzo Pinchera curatore del volume “La 328 e il volontariato”) il volontariato è uno dei soggetti chiamati a partecipare alla concertazione e viene incluso soprattutto nella fase di messa in opera degli interventi da realizzare, in modo particolare per quelle aree dove il pubblico da solo non riesce a soddisfare in pieno i bisogni socio-assistenziali principali, i livelli essenziali di assistenza (LIVEAS).

Questo appare come uno dei limiti da superare: le associazioni devono essere considerate “attori” nella fase di concertazione e progettazione, non possono essere chiamate solo nella fase di esecuzione degli interventi facendo decadere il senso stesso di partecipazione.

E’ altrettanto vero che le stesse associazioni devono essere in grado di assumere delle responsabilità senza necessariamente delegare gli enti pubblici nella fase di analisi dei bisogni e di progettazione degli interventi.

Il volontariato come portatore di risorse dovrebbe essere in grado di fornire soluzioni innovative dove l’intervento dei soggetti pubblici è carente.

La 328/2000 è una legge che deve rappresentare gli individui  non solo come portatori di bisogni ma anche di risorse. Per questo motivo nessuna categoria e nessuna problematica possono essere esclusi dall’analisi del contesto sociale e territoriale. La difficoltà  non risiede tanto nell’individuazione delle problematiche quanto nel trovare possibili ed efficaci risoluzioni, i mezzi per fornire risposte adeguate con l’obiettivo e l’impegno di superare i livelli essenziali di assistenza che sono stati posti come garanzia.