Abruzzo territorio e sviluppo
L’analisi del territorio, dei bisogni e delle risposte fornite è alla base della proposta di progetto “Reti solidali e comunicanti sull’asse Avezzano-L’Aquila” (febbraio 2006 con domanda di finanziamento alla Regione Abruzzo per “Interventi urgenti per le situazioni di povertà estrema-anno 2005”) che vede il coinvolgimento della CdS . La proposta nasce dalla collaborazione di diverse associazioni di volontariato presenti sul territorio, del Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di L’Aquila, dell’Amministrazione provinciale dell’Aquila, della ASL1 di Avezzano. Obiettivo del progetto è fornire servizi di orientamento, accompagnamento e reinserimento sociale per persone senza fissa dimora sull’asse L’Aquila-Avezzano attivando una unità mobile, un centro diurno e strutture di orientamento e sostegno all’accesso ai servizi pubblici e privati. Il progetto prevede la partecipazione attiva di tutti gli attori locali in stretta collaborazione con i servizi territoriali.
La proposta di progetto è stata inoltre occasione di ulteriori riflessioni che riguardano l’analisi dei contesti territoriali, dell’accesso ai servizi e delle risorse e opportunità di sviluppo.
L’attenzione in questo periodo si è incentrata sulle zone interne della regione e sui piccoli comuni delle aree montane. Per ottenere un quadro il più possibile completo della condizione di questi territori (in relazione alla situazione economica, sviluppo sostenibile e servizi sociali) non si poteva prescindere dal prendere in esame in maniera più dettagliata alcuni Piani di Zona.
I Piani di Zona (P.d.z.), sia nella parte di analisi del territorio sia nella parte di previsione e gestione degli interventi, rappresentano un utile strumento di indagini per evidenziare differenze e analogie tra i diversi ambiti sociali.
I piani di zona relativi alle aree interne di montagna presi in esame sono: Montagna Aquilana, Alto Aterno, Marsica 1, Marsica 2, Valle Roveto, Valle del Giovenco.
Confrontando, a titolo di esempio per rilevare differenze socio economiche quali emergono dallo strumento programmatorio, alcuni piani di zona dell’ambito aquilano e dell’ambito marsicano si rilevano elementi interessanti.
Nel P.d.z. della “Montagna Aquilana” composto da 23 comuni per lo più montani, nell’analisi del contesto sociale generale dell’ambito territoriale viene evidenziato che i processi di crescita naturali sono molto bassi.
Un primo indicatore è rappresentato dallo spopolamento del territorio con fenomeni migratori verso i centri urbani, con conseguente indebolimento della forza lavoro e quindi dello sviluppo economico; la popolazione residente è soprattutto anziana e rappresenta il “carico sociale” prevalente della zona.
I residenti vivono fenomeni di isolamento a causa delle gravi carenze strutturali e dei servizi (fonti: ISTAT, anagrafi comunali, Camera di Commercio, Fondazione Zancan).
Un quadro sostanzialmente simile è rilevabile nell’ambito sociale denominato Alto Aterno.
Gli strumenti previsti nei P.d.z. per fronteggiare i fenomeni evidenziati sono riferibili alla facilitazione nell’accesso ai servizi socio assistenziali ed in politiche di sviluppo di benessere locale e qualità della vita soprattutto per le fasce più deboli della popolazione (anziani, disabili, minori, famiglie).
Esaminando il P.d.z. “Marsica 1” si evidenzia un cambiamento della situazione.
Si assiste infatti ad una minore frammentazione territoriale della popolazione; nel Comune di Avezzano risiede il 44% della popolazione stessa che sale al 90% considerando anche i comuni di Celano e Luco dei Marsi per cui nei rimanenti 9 comuni della zona risulta risiedere appena il 10% dei cittadini.
Gli indicatori segnalano un tasso di natalità più elevato rispetto al resto della provincia, vitalità del territorio e maggiori potenzialità di crescita; l’indice di dipendenza è in linea con i dati nazionali, il tasso di occupazione a 38,7% e di disoccupazione al 18,6%
Altri aspetti positivi sono rappresentati dalla posizione strategica della Marsica che, unitamente a buone reti strutturali, permette un facile collegamento a Roma, Napoli, Chieti e Pescara e da buoni esempi di capacità progettuali utilizzando le risorse del territorio (Gal e Patto Territoriale).
I fattori negativi evidenziati nel PdZ sono rappresentati da un accentuato dualismo tra le aree forti e i comuni più piccoli con ripercussioni sul settore produttivo che, in questi ultimi, è caratterizzato da bassa vitalità imprenditoriale, agricoltura di sussistenza, scarsa qualificazione del lavoro.
Da questa analisi dei contesti dedotti dai piani di zona si può affermare che esistono, all’interno della stessa provincia, differenze sostanziali che portano a consistenti squilibri produttivi ed economici.
Le differenze riscontrate indicano la necessità di politiche di sviluppo specifiche per le zone di montagna distinte quindi da quelle più generiche relative alle cosiddette “aree interne”. A questa necessità di differenziazione, almeno per quanto concerne l’analisi e la ricerca dei contesti socio-economici delle zone di montagna, pare diretta l’istituzione dell’ Osservatorio Regionale della Montagna istituito con la delibera n. 1412 del 29/12/04 dalla giunta regionale. L’osservatorio viene definito “uno degli interventi più significativi a sostegno dell’azione politica regionale destinata a realizzare il riequilibrio territoriale tra le aree costiere e le aree montane” e si occupa di ricerca, pubblicazioni, monitoraggio economico, banca dati informatizzata.
Attori importanti in questo contesto sono le Comunità Montane e i quattro Parchi presenti nella regione che si sviluppano nelle quattro province abruzzesi fino a estendersi nelle regioni Lazio e Molise: Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (AQ), Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (AQ – PE - TE), Parco Nazionale della Majella (CH – AQ – PE), Parco Regionale Sirente – Velino (AQ).
Importante è anche il valore assunto dalla consistente presenza in ogni provincia di aree protette. A titolo di esempio: Parco territoriale Sorgenti del Fiume Vera (AQ), Parco territoriale dell’Annunziata (CH), Parco territoriale Città Sant’Angelo (PE), Parco territoriale di Vicoli (PE), Parco territoriale Sorgenti sulfuree del Lavino (PE), Parco territoriale del Fiume Vomano (TE), Parco territoriale Fiume Fiumetto (TE).
Per quanto attiene le politiche di implementazione del turismo e di tutela e valorizzazione dei prodotti tipici, le presenze dei Parchi, delle Comunità Montane e delle aziende abruzzesi a fiere nazionali e internazionali (dove si “vende” il prodotto Montagna Abruzzese) appaiono più basse rispetto ad altre regioni.
Un esempio significativo è costituito dall’esame delle presenze di espositori provenienti dall’Abruzzo al SANA (Salone Internazionale del Naturale ALIMENTAZIONE, SALUTE, AMBIENTE) di Bologna, negli anni 2004 e 2005. I grafici seguenti si riferiscono al numero di partecipanti abruzzesi rispetto a quelli di altre regioni italiane e estere e alla loro ripartizione per provincia di provenienza.
SANA 2004
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Percentualizzazione dei partecipanti al SANA 2004 in relazione al luogo di provenienza. |
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Quantificazione dei partecipanti al SANA 2004 in relazione al luogo di provenienza. |
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Percentualizzazione dei partecipanti abruzzesi al SANA 200 in relazione ala provincia di provenienza. |
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Quantificazione dei partecipanti abruzzesi al SANA 2004 in relazione alla provincia di provenienza. |
SANA 2005
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Percentualizzazione dei partecipanti al SANA 2005 in relazione al luogo di provenienza. |
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Quantificazione dei partecipanti al SANA 2005 in relazione al luogo di provenienza. |
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Quantificazione dei partecipanti abruzzesi al SANA 2005 in relazione alla provincia di provenienza. |
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Percentualizzazione dei partecipanti abruzzesi al SANA 2005 in relazione ala provincia di provenienza. |
La pubblicizzazione di Abruzzo come “Regione Verde d’Europa” è stata analizzata prendendo in esame la stampa quotidiana in particolare abbiamo esaminato il quotidiano “Il Centro”, che per diffusione è il maggior quotidiano abruzzese, nel periodo compreso tra giugno 2004 e settembre 2005 al fine di verificare, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, lo spazio dedicato a categorie connesse con lo sviluppo locale e con la tutela dei consumatori in generale.
La tabella che segue riporta, infatti, una quantificazione degli articoli suddivisi per periodo e argomento.
Articoli dal quotidiano“Il Centro” anni 2004 - 2005: Quantificazione per argomento
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Anno 2004 |
Assicurazioni |
Tessile-abbigliamento |
Automobili |
Viaggi e turismo |
Fondi etici |
Cosmetici-farmaci- alimenti naturali |
Strumenti della tradizione e giocattoli
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Prodotti alimentari tipici |
Progetti di sviluppo locale |
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Giugno |
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|
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7 |
4 |
|
|
10 |
2 |
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Luglio |
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4 |
|
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5 |
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Agosto |
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2 |
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1 |
4 |
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Settembre |
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4 |
1 |
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4 |
2 |
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Ottobre |
|
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2 |
3 |
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6 |
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Novembre |
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2 |
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7 |
2 |
|
2 |
3 |
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Dicembre |
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13 |
3 |
1 |
4 |
9 |
4 |
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Anno 2005 |
Assicurazioni |
Tessile-abbigliamento |
Automobili |
Viaggi e turismo |
Fondi etici |
Cosmetici-farmaci- alimenti naturali |
Strumenti della tradizione e giocattoli |
Prodotti alimentari tipici
|
Progetti di sviluppo locale |
|
Gennaio |
|
|
|
3 |
3 |
|
1 |
4 |
6 |
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Febbraio |
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4 |
|
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2 |
4 |
|
Marzo |
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|
2 |
|
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3 |
2 |
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Aprile |
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10 |
|
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3 |
5 |
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Maggio |
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16 |
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1 |
9 |
7 |
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Giugno |
|
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4 |
3 |
|
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2 |
2 |
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Luglio |
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1 |
|
5 |
2 |
|
2 |
4 |
|
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Agosto |
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|
|
1 |
|
|
1 |
10 |
1 |
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Settembre |
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8 |
1 |
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2 |
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Dal punto di vista qualitativo l’analisi degli articoli ha evidenziato l’esistenza di una serie di eventi (sagre-fiere) in cui appare prevalente l’aspetto localistico sganciato da qualunque intervento programmatorio e di coordinamento che possa servire da supporto alla rivalutazione dell’attività turistica e della produzione locale. I rappresentanti dei parchi in alcuni casi lamentano carenze nell’accesso e nell’utilizzazione delle risorse disponibili
Per quanto riguarda l’unico parco regionale, il “Sirente-Velino”, si evidenziano difficoltà gestionali e amministrative legate al rapporto con la Regione.
L’immagine che emerge dal quotidiano esaminato descrive quindi una serie di microiniziative localistiche e frammentarie e la mancanza di una identità del “prodotto montagna” condivisa e ricondotta nell’ambito di progetti turistici e di sviluppo che vedano coprotagonisti i diversi attori pubblici e privati nel territorio.
La messa in rete di tutti i soggetti può rappresentare l’obiettivo più immediato e strategicamente efficace per un armonico processo di sviluppo locale che salvaguardi le specificità territoriali inserendole però in una operazione di rilancio più ampia.
Alcuni esempi di progettazione per lo sviluppo locale sono certamente i Leader I, II e plus per lo sviluppo rurale con accesso ai finanziamenti europei come previsto nella programmazione regionale fino al 2006, il progetto “Borghi Autentici” e in particolare il progetto “APE - Appennino Parco d’ Europa” per il quale l’Abruzzo, Regione capofila, ha sottoscritto l’ accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente il 1 aprile 1999.
Il progetto è di notevole interesse perché l’obiettivo principale è quello di coniugare le politiche di conservazione della natura e della biodiversità a quelle dello sviluppo locale. Prevede attività di promozione territoriale di vasta area in un territorio “strutturalmente debole”.
Per l’Abruzzo APE rappresenta uno strumento importante per la rivalutazione e il rilancio delle risorse delle aree interne in particolare delle zone montane. Lo scopo è quello di individuare le potenzialità espresse e inespresse e lavorare in funzione di un equilibrio economico stabile in questi territori.
Nel contesto di APE il 29 marzo 2002 con delibera n. 173 la Regione ha approvato il progetto definitivo “LE VIE MATERIALI ED IMMATERIALI
DELLA TRANSUMANZA” per l’utilizzo del cofinanziamento di 15 miliardi di lire così come ripartito con delibera CIPE del 01/02/2001 (proprio in questi giorni, tra l’altro, viene presentato dall’ UNCEM il progetto “Sportelli Informatici Assistiti - SIA” che stanno per essere attivati in molti comuni delle quattro province abruzzesi).
Sul progetto “Le Vie materiali e Immateriali della Transumanza” è necessario porre particolare attenzione.
La nostra ricerca al momento è concentrata sull’analisi del valore della rete tratturale e sul suo possibile riuso compatibile: i tratturi hanno rappresentato fino a 50 anni fa un importante collegamento tra regioni, uno strumento di sviluppo economico.
La rivalutazione delle vie armentizie (con le loro emergenze di valore archeologico e storico, il paesaggio con la sua biodiversità) può essere veicolo di nuova crescita e nuovo sviluppo per la aree montane.