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Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise: il volontariato per la natura

 

 

 

 

Nel 1872 sulla Camosciara, nell'Appennino centrale, è stata istituita una grande riserva di caccia per proteggere alcune specie rare, come il camoscio d'Abruzzo e l'orso bruno marsicano.

Successivamente, nel 1917, è stato delineato il primo progetto per l'istituzione di un Parco Nazionale, ma lo stato di guerra del periodo non permise all'iniziativa di prendere piede.

Nel dopoguerra nacque il primo nucleo del Parco Nazionale d'Abruzzo, nel comune di Opi, allo scopo di proteggere flora e fauna presenti nella zona.
Fu inoltre costituito l'Ente Autonomo del Parco Nazionale d'Abruzzo per la tutela e la gestione dell'area, con un suo statuto e un direttorio. Anche altri comuni cedettero parte dei loro territorio al Parco, che raggiunse così un'estensione di 12.000 ettari.

Il Parco viene inaugurato nel 1922 ed istituito con decreto legge statale nel 1923, con un territorio di 18.000 ettari, che ben presto fu esteso a 30.000.

A cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, dopo lo smantellamento dell'Ente nel '33 e la sua successiva ricostituzione, una nuova crisi colpì il Parco: nel periodo del boom economico, all'insegna della valorizzazione turistica, anche il Parco Nazionale d'Abruzzo fu aggredito dalla speculazione edilizia, con numerosi danni.

Dal 1969 la storia del Parco ebbe una svolta decisiva verso una fase positiva con la riorganizzazione dei servizi.

Nel 1976 il Parco ottenne, grazie anche all'appoggio dei mondo ambientalista, l'ampliamento di 10.000 ettari, con l'inclusione del massiccio dei monti Marsicano, Palombo e Godi, arrivando all'estensione di 40.000 ettari.

Successivamente fu applicato il criterio della zonizzazione dell'area protetta per raggiungere meglio le proprie finalità istituzionali. Erano ormai chiari i benefici economici del Parco: alcuni comuni del Molise chiesero di entrare nell'area protetta e così, nel 1990, il Parco raggiunse i 44.000 ettari.

Infine nel 1999 anche la valle del Giovenco è entrata nel Parco che così ha raggiunto una superficie di 50.000 ettari.

Il Parco Nazionale d'Abruzzo viene oggi considerato un Parco-pilota per le altre aree protette italiane ed europee.

Tuttavia, per conseguire un più logico assetto territoriale, l'area protetta dovrebbe includere alcune parti che oggi fanno parte solo della cd. zona di protezione esterna.

D'altra parte, il controllo sul territorio è reso spesso difficoltoso dal fatto che l'Ente è possessore di una piccolissima parte, mentre comuni e privati sono i maggiori proprietari. Ciò crea ostacoli ad una corretta opera di conservazione dell'ambiente.

A livello socio-economico, l'attività del Parco Nazionale d'Abruzzo ha dimostrato, promuovendo la visita culturale e orientata, e sviluppando modelli di ecoturismo, che la conservazione della natura in una moderna area protetta porta notevoli benefici anche economici, sia in termini di reddito che di occupazione.

Ad oggi il territorio del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise è costituito principalmente da un insieme di catene montuose di altitudine variabile da 900 a 2.200 m s.l.m e comprende i paesi di:

Alfedena, Alvito, Barrea, Bisegna, Campoli Appennino, Civitella Alfedena, Castel S.Vincenzo,,  Filignano, Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi, Opi, Ortona dei Marsi, Pescasseroli, Pescosolido  Picinisco, Pizzone, Rocchetta, San Biagio, San Donato, Scanno, Scapoli, Settefrati,  Villavallelonga, Vallerotonda, Villetta Barrea.  

Le montagne del Parco presentano un paesaggio in cui si alternano vette tondeggianti, tipiche dell'Appennino, a pendii dal tipico aspetto alpino. La zona centrale del Parco è percorsa dal fiume Sangro, al quale affluiscono vari torrenti; nella zona più esterna defluiscono, invece, le acque del fiume Giovenco, del Melfa, del Volturno. All'interno del Parco esistono solo due bacini lacustri: il lago artificiale di Barrea e quello Vivo, di origine naturale.

 Nel territorio del Parco si incontrano vaste foreste ed alte praterie, nelle quali è ancora possibile imbattersi in animali come l'Orso marsicano, il camoscio d'Abruzzo, il lupo, la lince e l'aquila reale.

Molte altre specie di mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci sono state inserite nella "Lista Rossa" degli animali d'Italia, o sottoposte a tutela internazionale dalla Direttiva Habitat o dalla Convenzione di Washington (CITES).

Campi di natura e socialità nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Il valore dei campi di lavoro è dato dalla possibilità di interagire con operatori e ricercatori per trasformare l’aiuto di ciascuno in un’occasione di educazione ambientale, di difesa della flora e della fauna del parco e di condivisione sociale. In questa ottica di alto valore etico del volontariato, Casa dei Diritti Sociali-FOCUS partecipa insieme al Parco Nazionale d’Abruzzo, del Lazio e del Molise all’elaborazione di sempre nuove esperienze di maturazione sociale a contatto e a supporto della natura e di un’azione comune di organizzazione dei volontari.

Il Progetto di Volontariato al Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise è una iniziativa promossa per offrire a tutti un'esperienza di vita e di lavoro a contatto con un ambiente naturale, allo scopo di ingenerare una coscienza diffusa su comportamenti individuali e collettivi che pongano in una adeguata posizione nei confronti dell'ecosistema. Ad esso si accompagnano programmi di educazione ambientale che trasmettano in modo attivo conoscenza e rispetto per la natura, che inducano riflessioni ed orientino verso comportamenti in armonia con la natura.

I volontari, spontaneamente, collaborano nei modi più diversi alle attività del Parco: dall'assistenza fornita ai visitatori al soccorso in montagna, dall'animazione culturale alla manutenzione delle strutture all'aperto. Le azioni di volontariato sono inserite in appositi programmi della durata di una, due o tre settimane in uno degli avamposti del Parco, collaborando con operatori, ricercatori, tecnici e guardie del Parco nelle diverse attività di prevenzione, controllo, educazione, assistenza, manutenzione e ricerca.

I programmi, secondo un apposito calendario, sono suddivisi in: verde, per chi effettua un turno di volontariato per la prima volta nel Parco con età inferiore ai quaranta anni; il viola per gli over 40; il blu riservato invece a chi ha già avuto precedenti esperienze; il rosso destinato ai partecipanti stranieri; l'azzurro per i nuclei familiari, promosso in occasione del 10° anniversario dell'Anno europeo internazionale della famiglia delle Nazioni unite; l'arancio,  un programma per scuole Medie e Superiori; il bianco per chi vuole avere esperienza di uno dei rifugi del Parco; ed infine il giallo per i gruppi organizzati.

Questi programmi hanno lo scopo di educare i partecipanti alla conservazione della natura attraverso l'acquisizione di nuove abitudini e comportamenti, mediante la conoscenza e l'informazione,  e l'azione vera e propria sul territorio.

Il Volontario per la Natura, figura discreta e profondamente motivata che svolge un efficace ruolo di supporto alle attività dell'Ente, ha contribuito nel corso degli anni ad una incisiva azione sociale nella tutela dell'ambiente.

Altri Parchi, sul modello del PNALM, hanno avviato progetti simili, e il meeting sarà l'occasione per discutere e confrontare le reciproche esperienze, i criteri etici e regolamentari di questo settore emergente delle aree protette.

Il Volontariato per la Natura, che nel tempo ha svolto un efficace ruolo di supporto alle attività dell'Ente, contribuisce ad una incisiva azione sociale nella tutela dell'ambiente. Le iniziative finora intraprese in questa direzione hanno costituito un esempio per altri Parchi, che hanno avviato progetti simili in questo settore emergente delle aree protette.

 

Chiara Castri Volontaria di Servizio Civile