“Sulle Terre Alte dello Zafferano”: Paesaggi in balia del vento
Incontro di studio a Collelongo – 9 ottobre 2004
L’equilibrata convivenza tra industria e natura si è rivelata un’illusione. L’impatto ambientale che è scaturito dalle emissioni di CO2 si è rilevato critico e ha presentato il conto alle nazioni, che stanno così contribuendo al mutamento climatico della Terra depauperando flora e fauna a ritmi allarmanti. Il Protocollo di Kyoto del 1997 rappresenta la linea guida per ridurre la percentuale di inquinamento entro il 2010, attraverso l’utilizzo di energie alternative pulite e rinnovabili. Ma, prima di tutto, l’intesa sottende un vero e proprio impegno sociale e culturale. Implica l’adozione di un modus vivendi che coinvolge i cittadini, sia nelle norme di comportamento volte a sviluppare una rinnovata cultura sociale che nell’azione diretta e concreta, che li vede protagonisti della difesa del proprio territorio. Significa avere semplici ma efficaci accortezze da applicare nel quotidiano (usare lampadine a basso consumo, non tenere acceso lo scaldabagno giorno e notte, effettuare cicli di lavatrice a temperature meno elevate, non tenere televisioni in modalità stand-by), o adottare diverse fonti di energia attraverso l’installazione di pannelli solari sui tetti delle proprie case, fino al rigenerare e rigenerarsi in attività a contatto con la natura, specialmente quando l'impatto antropico è maggiore per il flusso turistico. Occasioni concrete che trovano riscontro positivo nelle attività promosse dai parchi, come il Parco Nazionale del Lazio, dell’Abruzzo e del Molise, che offre diversi programmi per vivere e difendere il nostro habitat. Buone pratiche e migliore qualità della nostra vita, dunque.
Casa dei Diritti Sociali-FOCUS si muove con un’azione di informazione-denuncia e di invito alla partecipazione, prendendo in esame l’alternativa eolica impiantata in Abruzzo che si sta dimostrando ben lontana dall’essere una soluzione concreta di sostenibilità ambientale o un contributo sensibile alla riduzione delle emissioni di gas-serra nell’atmosfera. Le cifre sono chiare: in tutta Italia, quando si giungerà al limite di 5000 MW installati, ci saranno 5/6 mila torri medie di 80 m, e si coprirà solo il 3,3 % del fabbisogno di energia elettrica, risparmiando solo l’1,1% del consumo totale italiano di petrolio e altri combustibili fossili con impatto ambientale disastroso. Percentuali irrisorie, dunque, sul rispetto del protocollo di Kyoto. All’interno del Progetto Parco eolico di Serralunga, 48 su 50 turbe eoliche sono da costruire nell’area protetta del Parco del Lazio, Abruzzo e Molise. Ecco altri dati: costruire ogni torre comporta la realizzazione di strade ampie, di enormi cave che mettono in pericolo la stabilità dei pendii con ripercussioni anche sulle acque, l’uso di grosse quantità di cemento; il rumore delle pale si sente fino a 3km di distanza; il movimento delle pale uccide uccelli stanziali e migratori. Gli effetti negativi si ripercuotono anche sul turismo. Una presa di coscienza è indispensabile e doverosa, una partecipazione alla vita del parco per goderne e difenderne le bellezze e le risorse ne è la diretta e consapevole conseguenza.