328/00 Glossario

 

Accordo di programma è l’atto formale, ai sensi dell’articolo 27 della legge 8 giugno 1990 n. 142, attraverso cui i Comuni insieme alle Aziende Sanitarie Locali adottano il Piano di Zona. All’Accordo di programma partecipano anche le associazioni di volontariato e le organizzazioni del Terzo Settore che attraverso l’accreditamento o altre forme di concertazione contribuiscono alla realizzazione degli interventi e dei servizi sociali previsti nei Piani di Zona.

 

Accreditamento processo mediante il quale soggetti produttori di beni relazionali diventano enti erogatori di servizi e prestazioni entrando a far parte della rete organizzata dei fornitori accreditati a livello istituzionale, dando luogo ad un’arena pubblica di offerte ad elevata qualità sociale.

 

Cittadinanza attiva l’esercizio della cittadinanza attiva afferma il ruolo del cittadino come soggetto attivo nella vita quotidiana della democrazia. A tale scopo i cittadini singoli e associati possono adoperarsi per promuovere, garantire e tutelare i diritti fondamentali di tutte le persone e per allargare gli spazi per l’esercizio di poteri e responsabilità civiche finalizzati alla cura del bene della collettività.

L’art. 118 della Costituzione, riconosce il valore dell’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, vincolando le autorità pubbliche a favorirne lo sviluppo. Tale missione si svolge nel quadro del processo di costruzione della società civile europea. "Stato, regioni, province, città metropolitane, comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio della sussidiarietà".

 

Concertazione la cooperazione tra i diversi livelli istituzionali, gli enti e le organizzazioni sia del settore pubblico, sia del settore privato, del volontariato e del Terzo Settore per la programmazione e la buona attuazione degli interventi concordati.

 

Comune capofila Nella realizzazione di un Piano di Zona, l’assemblea dei Sindaci individua un Comune Capofila il quale ha anche la rappresentanza primaria nei confronti della Regione.

Governance funzione di governo del territorio dove  prevalgono i processi, il concetto guida è l’interdipendenza. Non c’è più un unico centro di responsabilità che indica le regole e poi verifica l’adempimento delle stesse, ma è un governo che procede per risultati. Si passa quindi attraverso il consolidamento delle buone prassi.

Government, funzione di governo intesa come adempimento di un atto amministrativo. Realizza riforme gerarchiche di rapporto. Prevale quindi la dimensione gerarchica dell’attuazione, la struttura. E’ un governo per procedure.

 

Integrazione socio-sanitaria, programmazione integrata degli interventi sociali e sanitari, inclusi i servizi alla persona e ai nuclei familiari, con eventuali misure economiche. Tale integrazione ha lo scopo di ottimizzare gli interventi programmati, evitare sovrapposizioni di competenze e la settorializzazione delle risposte.

 

Laboratori di co-progettazione  tavoli di confronto e proposta su progetti e interventi programmati a livello territoriale, ai quali partecipano rappresentanti istituzionali e del Terzo Settore

Piano di Zona definito in base alle indicazioni del Piano regionale, è il documento di programmazione del sistema integrato di servizi sociali (interventi sociali e soci-sanitari), previsto all’art. 19 della legge 328/2000 che si riferisce al territorio di un Comune o di un raggruppamento di Comuni in un ambito territoriale definito.

Qualità sociale, indicatore che evidenzia quanto gli interventi e i servizi sociali sono orientati alla qualità in termini di adeguatezza rispetto ai bisogni, efficacia dei metodi e degli interventi, l’utilizzo delle risorse impiegate, le sinergie con i servizi e le risorse del territorio, la valutazione dei risultati e l’apprendimento e miglioramento continui.

Sussidiarietà In base all’art 2 comma 5 della legge 265/99 I comuni e le province sono titolari di funzioni proprie e di quelle conferite loro con legge dello Stato e della regione, secondo il principio di sussidiarieta'. I comuni e le province svolgono le loro funzioni anche attraverso le attivita' che possono essere adeguatamente esercitate dalla autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali". Il principio di sussidiarietà (riconosciuto dal trattato dell'Unione Europea di Maastricht del 7 febbraio 1992) riguarda i rapporti tra Stato e società e prevede che lo Stato non faccia ciò che i cittadini possono fare da soli: le varie istituzioni statali devono creare le condizioni che permettano alla persona e alle aggregazioni sociali (famiglia, associazioni, gruppi) di agire liberamente e non devono sostituirsi ad essi nello svolgimento delle loro attività. b) Lo Stato deve intervenire solo quando i singoli e i gruppi che compongono la società non sono in grado di farcela da soli: questo intervento sarà temporaneo e durerà solamente per il tempo necessario a consentire ai corpi sociali di tornare ad essere indipendenti, recuperando le proprie autonome capacità originarie. c) L'intervento sussidiario della mano pubblica deve comunque essere portato dal livello più vicino al cittadino: quindi in caso di necessità il primo ad agire sarà il comune. Solo se il comune non fosse in grado di risolvere il problema deve intervenire la provincia, quindi la regione, lo Stato centrale e infine l'Unione Europea. Il Trattato di Maastricht (7 febbraio 1992) dichiara che il principio di sussidiarietà é la direttrice fondamentale che guida il processo di formazione dell'Unione Europea

Sussidiarietà orizzontale su un piano strettamente giuridico, indica il paradigma ordinatore dei rapporti tra Stato, formazioni sociali e individui.

Sussidiarietà verticale indica il criterio di distribuzione delle competenze tra Stato e autonomie locali.

Ufficio di Piano / Gruppo di Piano/ Segreteria Tecnica strumento operativo che ha il compito di supportare la predisposizione la gestione e il monitoraggio dei Piani di Zona.

universalismo selettivo : un approccio che nella costruzione del sistema dei servizi sociali integrati prevede la pianificazione di interventi rivolti a tutte le persone, anche quelle non considerate tra le fasce deboli della popolazione che tiene conto però in maniera specifica di tutti quei cittadini a rischio di vulnerabilità e fragilità, per i quali individua in maniera selettiva e quindi specifica interventi mirati in grado di promuovere e garantire le pari opportunità per tutti i cittadini.

 

Welfare leggero welfare a basso livello assistenziale e ad alto tasso educativo. Si tratta di un servizio sociale di primo livello, pubblico, universale destinato a produrre risposte flessibili per soddisfare domande di orientamento, sostegno, mediazione, affetività, comunicazione intergenerazionale, partecipazione sociale. In sintesi un nuovo tipo di supporto atto a soddisfare l’emergenza primaria dei cittadini di avere informazioni complete in merito ai diritti, alle prestazioni, alle modalità di acceso ai servizi e alla conoscenza delle risorse di tipo sociale disponibili nel territorio che possano risultare utili per affrontare le esigenze personali e familiari nelle varie fasi della vita.

 

Welfare municipaleWelfare comunitario, Welfare locale, Welfare cittadino Welfare plurale

contali formulazioni si fa complessivamente riferimento all’insieme di attori locali, che, attraverso pratiche concertative, intendono coprogettare e ricomporre le molteplici azioni progettuali dentro un quadro complessivo di Politiche Sociali attivo a livello cittadino.

 

Welfare zonale o sovracomunale, indica il livello territoriale dell’eroogazione del sistema di servizi sociali integrato