La Corsa all’Acqua
Cosenza 2-14 luglio 2005
Il principio universale del diritto alla vita e la responsabilità mondiale verso uno sviluppo sostenibile sono due facce della stessa medaglia. Per questo, trasformare un diritto naturale come l’acqua, fonte di vita, in un diritto acquisito, e quindi negoziabile, è altrettanto inaccettabile che trasferire la gestione dell’ecosistema acquatico da uno stato di monopolio pubblico ad un sistema privatistico, che segue la logica del mercato e le regole della concorrenza.
Le giornate dal 2 al 14 luglio 2005, che hanno visto a Cosenza il susseguirsi di vivaci dibattiti intorno all’esigenza di creare una nuova cultura dell’acqua, sono state organizzate da Casa dei Diritti Sociali-FOCUS, proprio per attirare l’attenzione verso una problematica che, se da un lato coinvolge il cittadino in prima persona nel vivere quotidiano, dall’altro vede lo stesso cittadino parte attiva e responsabile anche in un contesto globale.
Il II Forum alternativo mondiale dell’acqua, riunitosi a Ginevra a marzo, ha riaffermato la necessità di intendere l’acqua come un diritto umano fondamentale e come un bene comune, con accesso garantito da un finanziamento collettivo e gestione democratica a tutti i livelli. Nel frattempo, la Banca Mondiale ed il FMI favoriscono la privatizzazione delle acque, soprattutto nei paesi del Sud del Mondo, con un conseguente aumento dei prezzi, che nega l’accesso di un bene fondamentale alle classi più povere.
Ciò accade mentre, già oggi, ben 1,5 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile, 2 miliardi di persone non godono di sistemi igienici e sanitari e 3 miliardi di persone non beneficiano di alcun sistema di depurazione delle acque. Un sistema che, inoltre, è causa del 70% delle malattie, il cui 85% è concentrato nei paesi del Sud del Mondo.
L’acqua, dunque, come bene indisponibile, come diritto da garantire, come indice di democrazia, come responsabilità della comunità mondiale per raggiungere l’uguaglianza dei cittadini e l’universalità dei servizi primari, secondo l’art. 3 della Costituzione. L’acqua, anche, per il mantenimento della biodiversità, per la tutela del territorio, come anima della lotta contro la desertificazione.
Una nuova cultura dell’acqua è un impegno per le generazioni future. E’ un necessario cambiamento di stile di vita, volto ad eliminare gli sprechi delle acque domestiche, a regolare in maniera sostenibile quelle produttive, ad uso delle attività agricole, industriali e commerciali, e a riequilibrare i prezzi.
I dati riportati dal Manifesto Italiano 2005 per un governo pubblico dell’acqua sono indicativi: 3/4 dei prelievi e consumi sono ad uso produttivo e costituiscono solo il 10% dell’acqua fatturata; il restante 90% riguarda l’uso domestico. L’OMS e la FAO dichiarano che occorrono, per persona, 50 litri di acqua potabile sana per vivere; 120 litri sono considerati un livello ammissibile sul piano della sostenibilità. Molti paesi industrializzati superano di gran lunga i 200 litri per persona, al giorno. Ridurre gli sprechi è, dunque, un imperativo.
Sulla salubrità delle acque, e quindi sulla sua reale disponibilità, si ripercuotono anche le problematiche legate all’inquinamento e ad una inefficace gestione dei rifiuti. Casa dei Diritti Sociali-FOCUS ha effettuato un monitoraggio concernente il Parco Nazionale del Pollino e le comunità montane dell’Alto Tirreno e dell’Alto Jonio, in merito alla situazione del sistema idrico e fognario, della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, degli incendi boschivi. I dati più significativi riguardano l’area rifiuti. In molti comuni si è riscontrata la presenza di discariche abusive non dichiarate, un’inefficienza nel regolare la raccolta e la mancanza di sensibilità da parte della popolazione nei confronti della raccolta differenziata.
Una partecipazione attiva del cittadino risulta, dunque, un elemento indispensabile per agire a livello locale e globale. E’ un dovere di ciascuno per garantire l’accesso ai beni e ai servizi comuni, per vedere rispettati il diritto alla salute, per promuovere la tutela del territorio e la salvaguardia dell’ambiente.