centri storici calabria

 

 

Esplorare le Calabrie: rete per il recupero dei Centri Storici

 

 

La regione Calabria può essere suddivisa in cinque aree in cui individuare i centri storici degni di maggior rilievo.

Il Cosentino tra l’Appennino e il mare

Dal versante interno della catena costiera  si passa agli scenari del Pollino,in si presentano improvvisi borghi arrampicati su rupi e colli.

La strada continua per la costa tirrenica , in cui si trovano i centri balneari più frequentati, e di frequente si assiste al mutamento del paesaggio che dalle coste passa alle fertili pianure ed agli scenari montuosi.

I diversi scenari naturalistici si mischiano ad importanti centri abitati ricchi di storia e di reperti artistici testimonianza della presenza dei numerosi popoli che in questa terra si sono avvicendati: Bruzi, Romani, Bizantini, Normanni, Angioini, Aragonesi.

Inoltre, è importante ricordare gl’insediamenti neolitici della Valle del Romito risalenti a circa 12 mila anni fa.

La stratificazione di queste presenze è particolarmente visibile a Cosenza, città che attraverso una riqualificazione urbana e culturale rappresenta oggi un centro di aggregazione culturale per la presenza dell’Antica accademia Cosentina importante espressione anche architettonica rappresentata negli edifici moderni dell’Università di Calabria

Cosenza, Rende, Montalto Uffugo, San Marco Argentano, Altomonte, Morano Calabro, Mormanno, Scalea, Diamante e Cetraro, Guardia Piemontese, Paola, Amantea.

La Sila

Vero cuore verde della Calabria con una estensione di 2.500 Km di estensione con laghi e  fitte foreste che tracciano un paesaggio di tipo alpino.

I gruppi alpini che si estendono in direzione est-ovest, raggiungono la vetta più alta nel monte Botte Donato che arriva a 1928 m.

Lo straordinario patrimonio boschivo ne identifica anche il toponimo che dal greco Hyle fu mutato nel latino Silva foresta.

 Dalle foreste provenivano i legni per edificazioni pregiate e per la costruzione della flotte navali.

Acri, San Demetrio Corone, Spezzano Albanese, Castrovillari, Cassano allo Jonio, sibari, Corigliano Calabro, Rossano, Propalati e Longobucco.

Crotone e le colline del Marchesato

La storia millenaria di Crotone si dipana passo passo nel suo nucleo antico, chiuso tra una fortificazione di  mura possenti.   

Il tempio di Hera Lacinia, i cui resti sono stati rinvenuti a Capo Colonna ( l’unica colonna superstite del tempio da oggi il nome al luogo), rappresentano il grado di splendore raggiunto da quella che fu una vivacissima colonia ellenica.

Crotone, Capo Colonna, Isola di capo Rizzuto, La Castella, Santa Severina, Cotronei, San Giovanni in Fiore, Cerenzia.

Catanzaro e il suo territorio

Attualmente Catanzaro viene chiamata “la città dei ponti”, per gli spettacolari viadotti che sono stati eretti per garantire un accesso agevole al centro abitato.

In passato la città era conosciuta per la l’artigianato della seta, tecnica appresa sotto i Bizantini.

Nel territorio è presente la Sila Piccola che offre paesaggi con foreste di abeti e faggi.

Catanzaro, Tiriolo, Taverna, Carlopoli, Vilaggio Mancuso, Soneria Mannelli, Confluenti, Nocera Terinese, Nicastro.

Vibo Valentia e le Serre

In questa parte della Calabria le coste, ed i paesaggi montani si fondono in un ambiente di grandissimo pregio, ed addentrandosi nell’entroterra si trovano piccoli borghi che punteggiano il massiccio delle Serre, ricoperto di fittissime foreste di abeti bianchi, faggi e castagni.

Vibo Valentia, Tropea, Ricadi, Nicotera, Mileto, Soriano Calabro, Capistrano, Serra San Bruno, Filadelfia, Pizzo.

Reggio Calabria e l’Aspromonte

La cima più alta dell’Aspromonte Montalto (1955 m) domina dall’alto il massiccio e offre una panoramica fino al Tirreno, da una parte allo Ionio dall’altra.

La tradizione individua nel cuore della montagna la dimora della Sibilla un antro tra Montalto e Polsi. Scendendo verso il mare ci si imbatte nel parco archeologico di Locri, ( con un tempio dedicato ai Dioscuri, il teatro greco-romano, il tempio di Persefone, gli scavi di Kaulonia.

Le origini del capoluogo Reggio Calabria risalgono alla colonizzazione greca, della quale le incursioni  straniere, i saccheggi e gli eventi sismici hanno quasi completamente cancellato le testimonianze passate.

Reggio Calabria, Pentadattilo, Melito di Porto Salvo, Gambarie, Ardore, Locri, Gerace, Caulonia e Riace, Kaulonia, Stilo, Bivongi, Palmi, Scilla.

E' immenso in Calabria il patrimonio dei beni culturali e risorse naturali.

L’ importante patrimonio archeologico esteso su tutto il territorio, le ingenti ricchezze nel campo storico-artistico, culturale, religioso, i luoghi di pregio naturalistico, marittimi e montuosi, le aree rurali, ma anche, i prodotti tipici ed enogastronomici e tutte le tradizioni popolari sono poco valorizzate dall’insufficienza quali-quantitativa dell’offerta di ricettività turistica.

I maggiori flussi turistici infatti, si concentrano esclusivamente nei principali luoghi di attrazione senza riversare benefici economici sul resto del territorio.

L'ambiente naturale della Calabria, presenta situazioni di degrado anche molto gravi. Innanzitutto, il disboscamento, che nel corso dei secoli ha drasticamente ridotto i boschi montani che ricoprivano la regione e ha esposto i ripidi versanti al dilavamento franoso dei terreni; in secondo luogo l’incuria nella regolamentazione dei corsi d'acqua ha favorito l'impaludamento delle pianure alle loro foci.

Tra gli anni Settanta e Ottanta, si è avuto un vero e proprio assalto alle coste, in parte legato a un turismo non controllato, in parte al crescente spostamento della popolazione dalle zone interne a quelle litoranee, che ha portato alla costruzione di abitazioni, sovente abusive, su coste rocciose rimaste intatte per secoli, dove per l'incombere delle montagne gli spazi adatti agli insediamenti sono assolutamente esigui.

Tra le poche zone costiere protette vi è la riserva naturale del fiume Neto, sullo Ionio, che conserva piante (giunchi, salici) e uccelli tipici delle zone palustri. Maggiore attenzione è stata posta alle aree montane interne. Un parco (ripartito con la Basilicata) tutela il massiccio del Pollino; inoltre è stato istituito il Parco naturale della Calabria, che include gran parte della Sila.

Nell’ambito degli interventi che mirino alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale, dovrebbero essere ipotizzati interventi che prevedano la creazione di servizi per la tutela, il recupero, il restauro, la gestione e la promozione, sia del patrimonio archeologico della Magna Grecia, sia di quello architettonico e paesaggistico, intervenendo anche nel sostegno di nuove iniziative imprenditoriali. 

Per quel che riguarda la promozione e la fruizione dell'offerta turistica si dovrebbe improntare una politica che valorizzi le offerte turistiche attraverso delle reti e dei progetti integrati sulla capienza turistica esistente, sulla creazione di nuova capacità ricettiva, con una attenzione costante alle offerte turistiche, alla valorizzazione e all'integrazione del patrimonio ambientale e culturale locale.

Nell’ambito dei sistemi locali di sviluppo, industria, artigianato commercio e servizi, è da auspicare una crescita competitiva delle imprese,sia attraverso il rafforzamento dei sistemi produttivi esistenti e quelli in via di formazione localizzati sul territorio regionale, sia sostenendo e potenziando le realtà produttive esistenti.

Riguardo il problema del recupero dei centri storici  le possibilità offerte dai fondi stanziati  a tutti i livelli istituzionali, numerosi sono stati gli interventi di risanamento a fondo culturale proposti, riguardanti prevalentemente centri storici, castelli e fortezze, itinerari religiosi, parchi archeologici, ed in generale il potenziamento di infrastrutture culturali. Molti dei centri storici calabresi, infatti, attraversano una fase di progressivo, inarrestabile declino che coinvolge le strutture e lo stesso ambiente umano. È un distacco della comunità cittadina dalle radici, un rifiuto del passato verso un futuro, nel quale le città smarriti i propri connotati storici,  diverranno periferia non solo geografica. A partire dagli Anni Cinquanta la Città Vecchia perde progressivamente la propria centralità; è un lento, ma costante passaggio verso la parte nuova di Uffici Pubblici, Banche, esercizi commerciali, studi professionali, botteghe artigianali. Si spezza progressivamente l’equilibrio tra la Città Vecchia e la nuova: al boom edilizio delle zone a valle corrisponde una lenta ma costante emarginazione dei quartieri antichi, che ha il suo epilogo negli Anni Settanta.

Il problema del recupero del Centro Storico investe una quantità sempre maggiore di cittadini. Tale atteggiamento verso la Città Vecchia nasce da uno stato di animo complesso nel quale confluiscono reminiscenze storiche, gusto delle rovine, sensibilità ai valori architettonici, nostalgia di una vita scomparsa consumata in palazzi dai nomi nobili, attenzione verso la dimensione umana.

Esistono per noi possibilità concrete d’intervento nel Centro Storico solo se, ad incisive azioni dal basso, promosse da un numero sempre crescente di cittadini, corrispondono adeguate iniziative legislative dall’alto.

In generale gli interventi  da prevedere  per la Calabria dovrebbero basarsi su una politica che valorizzi le tipicità locali e favorisca modelli di sviluppo che assecondino la crescita dei territori meno dinamici, immaginando un recupero ed un miglioramento dell’ambiente, oltre ad una diversificazione delle attività produttive.