horcynus

 

 

I Parchi letterari 

 

 

 

 

I parchi letterari rappresentano oggi luoghi fisici dove far rivivere quelle suggestioni che hanno ispirato grandi scrittori che ne hanno lasciato testimonianza nei loro scritti e luoghi che si pongono come promotori di peculiarità ambientali del territorio

"Fu un viaggio splendido l'attraversare quegli altipiani, con la vista dello Ionio dall'alto e il panorama dell'ampia vallata del Crati e dell'alta catena del Pollino, avvolta nella bruma del primo autunno, poggiando lo sguardo sui fianchi delle colline coperti di olivi. La strada gira intorno ai precipizi, dove scendono dal monte i ruscelli; sono ricoperti di querce da sughero, lecci e altra vegetazione; tra i rami volano rigogoli, ghiandaie, upupe e coracie garrule. Nell'inverno i gelidi venti dell'Appennino spazzano questi monti, ma in questa stagione è una zona stupenda."

Questo brano è un estratto di “Old Calabria” Vecchia Calabria titolo del resoconto-romanzo che Norman Douglas, scrittore inglese, scrisse nel 1915 al ritorno da una serie di viaggi in Calabria.

Da questa avventura umana e letteraria è nata l’idea per il Parco “Old Calabria, Norman Douglas e i viaggiatori del Grand Tour”, e con le sue iniziative si propone di promuovere la conoscenza della regione, e delle sue zone più interne, valorizzarne il patrimonio culturale ed ambientale, perché come é avvenuto in passato, la Calabria torni ad essere meta di turismo d’arte e di cultura.

Il Parco a partire dal romanzo di Douglas uno dei più celebri e diffusi al mondo ripropone le testimonianze dei numerosi viaggiatori, stranieri ma anche italiani, che a partire dal Settecento si spinsero con il Grand Tour alla scoperta del Sud d'Italia come: Edward Lear, Francois Lenormant, George Gissing, Alexandre Dumas, Vivant Denon, Henry Swinburne, solo per citarne alcuni.

Altra testimonianza è rappresentata a Messina e Scilla dal Parco “Horcynus Orca”, nato della ricerca, dalla creatività e della collaborazione di un numeroso e variegato insieme di soggetti che rappresenta un  centro di turismo culturale.

Inaugurato nel 2001 offre diversi percorsi: dal parco tematico dello Stretto destinato soprattutto agli studenti, a Torre Faro, la torre più alta del Fortino degli inglesi dove si può ammirare uno stupefacente panorama.

L'“Horcynus Orca”, ideato da alcune associazioni conta numerose adesioni, tra enti, istituzioni, associazioni e coinvolge due Università, tre Istituti di Ricerca, l’ARCI, Legambiente ed il WWF.

Diverse le iniziative proposte nel Parco:

“Alfabeti dei due mari”: percorso permanente fra arte  contemporanea, ricerca e divulgazione scientifica inaugurato nel luglio scorso.

“Percorso archeologico”: in un sito abitato dal tardo neolitico fra i resti della torre monumentale e la presenza del museo archeologico creato dopo il ritrovamento di un basamento di un antico colosso monumentale a Capo Peloro.

“Rete di telecomunicazioni”: dirette subacquee, world webcam, visioni astronomiche.

“Sistema Enermar”. Laboratori di educazione ambientale off-shore. A settembre è stata inaugurata la sede del Parco  su una piattaforma nello Stretto, in cui si porta avanti una sperimentazione sulla produzione di energia alternativa attraverso lo sfruttamento delle correnti marine. Tale progetto ha suscitato l’interesse delle Nazioni Unite, e ne è seguita la proposta di creare un parco di ricerca (oggi il parco lavora con l’UNIDO).

Inaugurazione della sede calabrese del Parco di Scilla: sala dirette subacquee, sala energie rinnovabili, laboratorio di teatro contemporaneo nel Castello, e installazione video-teatrale e sede rete ecologica dello stretto nell’ex stazione ferroviaria.

“Incontri mediterranei e spazi dell’arte contemporanea”: progetto  che si propone di analizzare le correnti delle arti visive nei paesi mediterranei.

“Scilla e Cariddi”: laboratorio internazionale di letteratura mediterranea.

“Horcynus Festival”: festival del cinema mediterraneo in collaborazione con il Marocco, l’Egitto, la Tunisia e Mali.

La struttura rappresenta un esempio di riqualificazione urbanistica di luoghi straordinari e si pone come sollecitazione al recupero di tutte quelle aree, di grandissimo valore storico culturale che nel tempo sprofondano nel degrado.