
Nuovi sentieri in Calabria
Il Mediterraneo, l’Italia e la Calabria. Cosenza e Locri. Civitas Med e la lotta alla ‘ndrangheta.
Mentre istituzioni, associazioni, esperienze dei Paesi del Mediterraneo si confrontavano, mentre si cercava di delineare un rinnovato ruolo della Calabria per uno sviluppo sociale, economico e occupazionale centrato sulle straordinarie e poco valorizzate risorse ambientali, culturali e umane che la Calabria stessa e tutto il sud esprimono, attraverso la promozione di una comunità partecipata e solidale, tutta l’Italia si riuniva nella lotta alla mafia.
Le voci di migliaia di giovani diventavano grida a Locri nella marcia della speranza promossa dal sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino contro la ‘ndrangheta dopo l’omicidio di Francesco Fortugno.
Ragazzi normali, che vestono come tutti noi, ascoltano la stessa musica, hanno gli stessi interessi, tanto vicini, ma ugualmente tanto distanti, che per esprimersi e sentirsi attori partecipi di un cambiamento hanno bisogno di “qualcuno che li protegga”.
Proprio questi ragazzi hanno fatto un primo passo verso un cambiamento che loro stessi, assieme alle istituzioni statali e locali, ed alle associazioni presenti nella regione, sperano possa avere risultati duraturi nel tempo.
La giornata è stata scandita dagli interventi di numerosi studenti, che hanno parlato dal palco allestito in Piazza Martiri, del sindaco di Napoli, del sindaco di Cosenza, Eva Catizone, del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, del vescovo di Locri-Gerace, Monsignor Giancarlo Bregantini, di Don Luigi Ciotti, animatore del gruppo «Abele» e del sindaco di Locri, Carmine Barbaro.
Ora, dopo la grande attenzione dei media che la manifestazione ha suscitato, lo scopo è di essere visibili nel tempo, attivi e partecipi nella condivisione di questa realtà territoriale con i giovani di tutta Italia in un impegno comune nella legalità e nella ricostruzione.
E’ su questi presupposti che la giunta regionale ha deciso di lanciare una campagna di sensibilizzazione a livello nazionale ed internazionale “Regione Calabria per la Legalità” che coinvolgerà soprattutto le scuole. Perché nessuno si senta legittimato a tirarsene fuori. Perché il primo strumento di rinnovamento sia la partecipazione.
(Chiara Castri Volontaria di Servizio Civile)
Manifesto - Appello per una Calabria libera dalla ‘ndrangheta
Promosso dalle organizzazioni sociali calabresi e dalle reti e organizzazioni nazionali del terzo settore
L’omicidio dell’on. Francesco Fortugno, il 16 ottobre 2005, ha colpito la Calabria al cuore delle sue istituzioni democratiche. Con una esecuzione in tipico stile mafioso è stato ucciso il Vicepresidente del Consiglio regionale mentre, nella sua città di Locri, partecipava al voto per le primarie dell’Unione.
Un gesto di gravità inaudita, che si abbatte su un uomo inerme, privo di scorta, senza incarichi di gestione ma solo politici, impegnato in una battaglia per la trasparenza negli appalti delle strutture sanitarie calabresi. L’omicidio di Fortugno è il culmine di una serie impressionante di atti di violenza e di intimidazione (oltre quattrocento negli ultimi cinque anni), perpetrati ai danni degli amministratori locali calabresi, a tutti i livelli, che non hanno risparmiato neanche imprenditori né persone ed organizzazioni del volontariato e della cooperazione.
Per questa ragione, noi firmatari del presente manifesto-appello sollecitiamo una forte presa di coscienza in tutta la società italiana.
Siamo convinti:
• Che la ‘ndrangheta calabrese sia – e non da oggi – la più pericolosa tra le mafie del Sud d’Italia. Considerata nell’immaginario collettivo del Paese come una organizzazione arcaica, essa è in grado invece di controllare il traffico internazionale della droga, di estendere la sua rete criminale in molte regioni italiane, di condizionare pesantemente a proprio favore le ancora ingenti risorse degli appalti pubblici.
• Che in Calabria, la ‘ndrangheta sia il maggiore ostacolo allo sviluppo locale, per il suo effetto dissuasivo sugli investimenti esteri, per il soffocante giogo che impone alla economia regionale attraverso il pizzo e l’usura, per la distrazione delle risorse pubbliche verso interessi privati, per il clima di sfiducia che genera nei calabresi.
• Che la ‘ndrangheta sia, dunque, anche una delle principali cause della povertà: crea i poveri per servirsene. Impedisce la crescita di aziende sane e riduce le opportunità di lavoro legale, per potersi offrire come chance ai disperati, da assoldare per lo spaccio delle droghe, per la gestione delle attività illecite, per i regolamenti di conti e le minacce.
• Che la Calabria abbia oggi diritto all’aiuto del Paese e di tutte le forze vive che in esso hanno a cuore una solidarietà non solo proclamata. Questa è una responsabilità che riguarda tutti: le forze dell’ordine e la magistratura, per un più incisivo lavoro di intelligence e di contrasto alle attività illegali, le istituzioni e gli enti locali, per una scelta più chiara della trasparenza e della legalità come metodi dell’azione amministrativa e della promozione dello sviluppo locale, la scuola e le agenzie educative, per una ripresa della educazione alla legalità, le imprese, per una resistenza più coraggiosa alle pressioni della criminalità.
• Che vi sia un compito peculiare e non delegabile che riguarda anche le organizzazioni del terzo settore e che richiede, una coraggiosa e non passeggera assunzione di responsabilità.
Invitiamo:
• Tutte le organizzazioni del terzo settore (volontariato, associazioni, cooperative, fondazioni…) ad assumere le questioni dello sviluppo locale della Calabria e di tutto il Mezzogiorno d’Italia e della lotta alle mafie come obiettivi prioritari e permanenti, che esprimono la volontà di cambiamento sociale nella direzione della solidarietà e della giustizia;
• Le organizzazioni del terzo settore a ricercare e sperimentare (meglio se insieme) modalità concrete di azione per il perseguimento degli obiettivi dello sviluppo locale del Sud e della lotta alle mafie, specie attraverso l’animazione culturale, la denuncia delle connivenze e delle illegalità, l’educazione dei ragazzi e dei giovani, la promozione di opportunità occupazionali, l’imprenditorialità sociale che utilizzi beni confiscati, la creazione di reti solidali e fattive di sostegno agli imprenditori ed agli amministratori pubblici coraggiosi che lottano contro le mafie.
• Le organizzazioni sociali di regioni diverse da quelle del Sud a costruire occasioni di collaborazione e di sostegno con le organizzazioni sociali meridionali, senza cedere al rischio della indifferenza o del colonialismo.
• I cittadini del Sud e del Nord a schierarsi al fianco delle organizzazioni che operano per lo sviluppo locale del Mezzogiorno e per la lotta alle mafie, attraverso la disponibilità concreta al sostegno morale, culturale, operativo e finanziario.
Proponiamo ai lettori del presente manifesto-appello ed a tutte le organizzazioni sociali che vorranno sottoscriverlo:
• Di ritrovarci tutti a Cosenza sabato 5 novembre, in occasione di Civitas Med (mostra-convegno dell’economia civile del Mediterraneo), per una grande manifestazione di impegno per una Calabria libera dalla ‘ndrangheta e per avviare la elaborazione di prassi possibili per la lotta a tutte le mafie e per lo sviluppo del Sud.
Per aderire:
Inviare una e-mail a delflavoro@virgilio.it, specificando: denominazione dell’organizzazione e territorio di riferimento.
Informazioni aggiornate su: www.civitasmed.it
Le primissime adesioni al “Manifesto-appello per una Calabria libera dalla ‘ndrangheta”:
Organizzazioni e reti nazionali
Forum Permanente Terzo Settore
MoVI – Movimento Volontariato Italiano
Civitas
CSV.net – Coordinamento nazionale dei centri di servizio per il volontariato
FISH – Federazione Italiana Superamento Handicap
Organizzazioni e reti calabresi
Delfino Lavoro cooperativa sociale – Cosenza
Missione Lavoro cooperativa sociale – Cosenza
Confcooperative Calabria
Legacoop Calabria
Auser Calabria
MoVI Calabria
AIAB Calabria
CTG Calabria
FISH Calabria Onlus
Cooperativa sociale Kyosei
CS Meridia consorzio di cooperative sociali – Cosenza
Consorzio sociale Goel – Gioiosa Ionica
Don Bosco cooperativa sociale – Cosenza
MoVI Reggio Calabria
Centro Reggino di Solidarietà
Banca del Tempo Impresa della Condivisione e della Solidarietà – Rende
San Pancrazio organizzazione di volontariato – Cosenza
Osservatorio Permanente sulla Legalità e la Sicurezza della Provincia di Cosenza
Volontari del Delfino organizzazione di volontariato
Centro Studi Rossanese “Vittorio Bachelet” – Rossano Calabro
Associazione Spazio Democratico – Rende
Associazione Democrazia Viva – Cosenza
Go’el organizzazione di volontariato – Fuscaldo (Cs)
Il Segno cooperativa sociale – Fuscaldo (Cs)
Movimento Giovanile Missionario – Calabria
Stella Cometa associazione onlus – Cosenza
Libera Associazione di Idee per un commercio equo e solidale – Cosenza
Centro Sportivo Italiano – Comitato provinciale – Cosenza
Associazione Sportiva “Don Silvestro Marano ONLUS” - Cosenza
Bella Ciao, laboratorio politico-culturale – Mendicino (Cs)
Centro di Solidarietà Il Delfino – Cosenza
Consorzio Gruppo Promidea
Gettini di vitalba piccola coop. sociale – Crotone
Associazione culturale Perla del Tirreno – Diamante (Cs)
Associazione Internazionale delle Donne per la Comunicazione “MEDiterranean MEDIA”
Movimento Studenti di Azione Cattolica di Cosenza-Bisignano
Narconon Bruzio – Cosenza
Organizzazioni e reti di altre regioni
MoVI Sicilia
MoVI provinciale – Palermo
Forum Terzo Settore –Terni
MoVI Lazio
Camminare insieme, organizzazione di volontariato – Andria (Ba)
Una famiglia in più, organizzazione di volontariato – Andria (Ba)
La Città Solidale, coordinamento Associazioni di Volontariato – Andria (Ba)
MoVI Puglia
Forum Terzo Settore – Puglia
Adesioni personali
Mario Maiolo, Presidente Commissione per il Piano di Sviluppo Regionale del Consiglio Regionale della Calabria
Raffaele Zunino, direttore della rivista dell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano “Le due città”
Tonino Perna, presidente Parco Nazionale dell’Aspromonte
Giuseppe Belcastro, Presidente Osservatorio sul Lavoro della Camera di Commercio di Cosenza