asini

 

 La rivincita delle asine. Campagna per allattamento al seno e genitorialità consapevole.

 

 

 

Nel dicembre scorso è scoppiato il caso del latte artificiale, che ha focalizzato l’attenzione generale su un problema conosciuto da tempo, ma che rappresenta solo uno dei tasselli del diritto del bambino e di madri e padri alla salute e ad una genitorialità naturale accolta e sostenuta socialmente.

L'uso di latti di altri mammiferi in sostituzione del latte materno è una pratica che risale senz'altro ad epoche primitive. Nell'antichità bisognava adattarsi con il tipo di animale disponibile, per cui, a seconda delle regioni italiane o delle nazioni, si può riscontrare un uso di latti derivati da diverse specie animali.

In Calabria si assiste, soprattutto negli ultimi tempi, alla creazione di una rete tra gli allevatori dell’asino, che alla luce degli ultimi avvenimenti, potrebbe rappresentare una occasione di recupero di una felice pratica del passato, ed una grande opportunità, alternativa per il futuro all’utilizzo del “latte – farmaco”.

La riflessione deve estendersi a tutti gli aspetti collegati alla nascita, per la costruzione di un percorso ad ampio respiro, nel quale i livelli di valutazione tengano conto di temi quali: la naturalità del rapporto madre – figlio in tutte le sue fasi nella società; l’educazione sessuale dei più giovani; l’educazione alla maternità; l’assistenza al parto e nella successiva fase neonatale, a maggior ragione in casi di neomamme non sostenute da un appoggio familiare adeguato, di disabilità, di fasce deboli di popolazione, come nel caso delle mamme immigrate.

Per ciò che riguarda più da vicino l’allattamento, affermata la necessità di tornare alla naturalità dell’evento nascita e quindi dell’allattamento al seno, ci si propone di indagare tutte le alternative possibili, individuando i casi reali in cui questa pratica è effettivamente non realizzabile, le buone prassi e i casi residui in cui il ricorso al latte artificiale è inevitabile, fermo restando che una buona cultura dell’allattamento al seno rappresenti una potenzialità imprescindibile.

Focus- CDS, in qualità di associazione di promozione e tutela dei diritti umani e sociali, ritiene necessario prendere una posizione in merito e ipotizzare una serie di azioni da mettere in campo.

Per questo motivo promuove una serie d’incontri con specialisti del settore nutrizionale e dell’area materno-infantile nel corso del quale discutere gli interrogativi emersi e condividere gli elementi analitici sui quali impostare una campagna di respiro nazionale sull’argomento.

L’emergenza “latte e alimentazione neonatale” offre due grandi opportunità.

La prima è quella di verificare sul territorio e, riferito ad un diritto indiscutibile (alimentazione sana, sufficiente per tutti, almeno per l’infanzia) una capacità evoluta di tutelare i diritti dei “consumatori”.

La seconda è la possibilità di sperimentare una campagna comune tra tutte le sedi del Focus-Casa dei Diritti Sociali.

La campagna, quindi, tocca diversi nervi scoperti:

Campi, questi in cui si compie una integrazione tra interventi del sociale ed interventi sanitari.

La discussione del progetto prende le mosse da alcuni interrogativi su cui è necessario porre la dovuta attenzione:

Ci si muoverà, quindi, su quattro piani diversi:

Da questo punto di vista occorre anzitutto operare una scrematura, analizzando quali   possono essere i casi clinici in cui serva effettivamente ricorrere all’uso di latti artificiali, nonché il fenomeno dei parti cesarei, il loro incremento in determinati periodi, le conseguenze sull’allattamento, i diversi interessi in gioco che possono influire su tale scelta, decidendo come intervenire in questi casi. Verrà portata avanti una campagna che enfatizzi l’allattamento naturale senza, però, per questo risultare miope non tenendo ben conto di queste ipotesi e che sottolinei la necessità del rispetto, anche in questi casi, di condizioni minime di sicurezza di un prodotto che è alimentare, non sanitario.

Risulta necessario inoltre approfondire le buone pratiche e le possibilità che la tecnologia offre perché quella del latte artificiale diventi l’ultima ratio. Si analizzerà, allora, l’ipotesi di ricorrere al latte fornito da un’altra mamma, quelle delle banche del latte e del latte refrigerato, gli altri latti naturali e, da ultimo, appunto, i latti artificiali.

L’analisi e l’approfondimento riguarderanno la natalità in Italia; la concentrazione delle poche nascite nella popolazione appartenente alle cd. fasce deboli (famiglie in condizione di povertà, immigrati); il sostegno alla genitorialità in generale, ed alla maternità più in particolare; con una attenzione particolare alle madri in difficoltà ed al sostegno alla genitorialità (L. 285); il problema degli affidi, le ragazze madri e la peculiare categoria dei minori rom; l’integrazione dei servizi, che investe sia il campo della maternità, che quello più strettamente infantile; il citato diritto a “nascere bene”, con un’analisi delle realtà di minori o disabili cooptati per elemosinare sulle strade. Verrà approfondito come questo stato di cose viene vissuto da istituzioni, mondo politico e propaganda.

I rapporti tra servizi sociali, consultori ed aree ospedaliere materno – infantili. L’analisi dei piani di zona (PAT e PAL) per verificare l’esistenza di progetti analoghi. L’approfondimento della struttura, del ruolo e dell’operare di: ordini professionali (di pediatri di base, ostetriche, anche dei consultori), servizi sociali, aree materno – infantili, società civile, centri di servizio.

Gli aspetti culturali che hanno influito sulla diffusione della equazione “emancipazione femminile = abbandono dell’allattamento al seno”. L’eventualità di una connessione sociologica tra il fenomeno della crisi di una struttura quale il consultorio che ha tra i suoi fini quello di assicurare una sessualità sana e il contemporaneo aumento della richiesta di prestazioni a pagamento. I cambiamenti sociologici, mentali, culturali che agiscono su questi fenomeni. L’attenzione ad una sessualità sana che tipo di riconoscimento, di posto trova all’interno di una ASL? Perché se ne occupano solo le associazioni di settore?

La conseguente espansione della campagna dai consumatori a tratta e difesa di principio della L. 194.