Reti locali per una infrastrutturazione sociale nel Sud
A cura di CESV.net
Interventi: Lorenzo Maria Di Napoli – Vicepresidente Coordinamento Nazionale Comitati di Gestione, Giovanni Serra – Presidente MoVI Calabria (sostituito da Mario Vasone), Gaetano Giunta, Ecosmed.
Moderatore: Marco Granelli –Presidente CESV.net
Sono 24 i Centri di Servizio per il Volontariato presenti al Sud. Nel corso del 2004 hanno erogato tra servizi di consulenza, logistici, e sostegno alla progettazione al volontariato 32.633 prestazioni per un totale di 17.156 utenti oltre ai servizi di formazione e promozione del volontariato.
Solo in Calabria sono presenti ed attivi 5 CSV (Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Crotone e Vibo Valentia), che danno sostegno e attenzione al volontariato meridionale, per sostenerlo nel suo compito di costruzione di una comunità attenta ai bisogni e promotrice di legalità.
Dopo la soppressione dell’art. 26 dal decreto “competitività”, si sta aprendo una stagione di intensa relazione tra istituzioni, volontariato, terzo settore e fondazioni bancarie per sostenere e promuovere un volontariato sempre più partecipe della costruzione del nuovo welfare delle opportunità e dei diritti.
Si tratta di dati in continuo aumento: nel corso dei primi mesi del 2005, in Puglia, Campania e Calabria tutte le province hanno completato il percorso per istituire e rendere operativi i Centri di Servizio, raggiungendo la totale copertura sul territorio regionale. Un Sud, quindi, che dimostra una grande vivacità della società civile nell’aggregarsi nelle varie forme di volontariato, per rispondere ai bisogni del territorio, ma che occorre supportare attraverso maggiori risorse economiche, il lavoro in rete e la collaborazione sul territorio di tutti i soggetti coinvolti.
Il seminario, quindi, prende le mosse da una introduzione di Marco Granelli sul panorama esistente e sull’accordo appena raggiunto tra le fondazioni bancarie ed il mondo del volontariato.
Il 18 ottobre scorso, infatti, è stato siglato presso la sede dell'Associazione delle Casse di Risparmio Italiane e delle fondazioni di origine bancaria (Acri) un Protocollo d'intesa tra Acri e Forum permanente del terzo settore per realizzare il Piano di infrastrutturazione sociale del Sud.
A disposizione 323,7 milioni di euro una tantum nel 2006 per sviluppare e potenziare reti di solidarietà nel Mezzogiorno, supportando la crescita di servizi di promozione e qualificazione del volontariato, ed il potenziamento del sistema dei Centri di Servizio per il Volontariato e dei Comitati di Gestione previsto dall’art. 15 della legge sul volontariato (L. n. 266/91).
In questo quadro le Fondazioni e il mondo del Volontariato chiedono che non si proceda ad aggiustamenti estemporanei del sistema normativo e procedurale dei fondi speciali per il Volontariato, bensì se ne persegua eventualmente il miglioramento tramite una modifica organica della legge, elaborata sulla base di un percorso partecipato da parte dei vari soggetti interessati.
Ad un innovativo accordo fra soggetti del privato sociale (Fondazioni di origine bancaria e volontariato), firmato dal presidente dell'Acri, Giuseppe Guzzetti, e dai portavoce del Forum permanente del terzo settore, Edoardo Patriarca e Giampiero Rasimeli aderiscono e partecipano: Consulta nazionale permanente del volontariato presso il Forum; Convol - Conferenza permanente presidenti associazioni e federazioni nazionali di volontariato; CSV.net - Coordinamento nazionale dei Centri di servizio per il volontariato (Csv); CoGe - Consulta nazionale dei Comitati di Gestione.
Obiettivo dell'intesa è il rafforzamento e la valorizzazione dell'infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno attraverso lo sviluppo di forti reti di solidarietà, il potenziamento di quelle esistenti e la creazione di nuove, nonché il supporto alla crescita di servizi di promozione e qualificazione del volontariato, senza peraltro sostituirsi al necessario ruolo delle istituzioni pubbliche.
La "cabina di regia" del progetto - composta da nove membri dell'Acri e nove del Forum - opererà per la creazione di soggetti stabili gestiti congiuntamente, in grado di promuovere e sostenere lo sviluppo della società civile e del terzo settore nelle regioni meridionali, in sinergia con i sistemi di welfare locale e sulla base di un'attenta analisi delle peculiarità territoriali riferite al contesto sociale, ambientale e culturale, in un quadro di sviluppo sostenibile e di rafforzamento delle istituzioni e della legalità. Nel dettaglio, le risorse oggetto dell'accordo sono: 213,7 milioni di euro accantonati dalle Fondazioni di origine bancaria con i bilanci consuntivi 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, come indisponibili, in conseguenza dell'Atto di indirizzo "Visco" dell'aprile 2001; 110 milioni di euro relativi alla quota disponibile dell'1/15 di competenza degli ultimi consuntivi, finalizzata per legge ai CSV, non ancora messa a disposizione dei Csv stessi; l’accantonamento annuale della differenza che si determina tra il calcolo dell'1/15 prima e dopo l'Atto di indirizzo "Visco", stimabile in circa 50 milioni di euro annui.
Le risorse annuali saranno così ripartite: 1,40% (pari a circa 20 milioni di euro annui) per il "Progetto Sud"; 2,40% (pari a circa 20 milioni di euro annui) destinati sempre al Mezzogiorno per sostenere le azioni e i servizi a favore del volontariato delle regioni meridionali con procedure che saranno definite di concerto tra i firmatari e aderenti; 3,20% (pari a circa 10 milioni di euro annui) a integrazione delle somme destinate al finanziamento dei Csv per le finalità previste dall'art.15 della Legge-quadro sul volontariato.
Tali risorse saranno attivate mediante un tavolo tecnico-politico paritetico che dovrà definire l’articolazione e le caratteristiche operative del progetto. Con questo Protocollo si intende consolidare un'alleanza strategica tra le Fondazioni di origine bancaria e i soggetti del volontariato nel quadro dei generali rapporti con il terzo settore. Il primo, fondamentale, frutto di questo accordo, è il piano di intervento congiunto nel Mezzogiorno, che consentirà di costruire al Sud una solida rete di infrastrutturazione sociale capace di sostenere la comunità locale a partire dall'azione del volontariato stesso, in sinergia con le istituzioni pubbliche.
Gaetano Giunta Presidente Ecosmed
Il Presidente di Ecosmed riporta l’esperienza di un progetto che si sta portando avanti a Messina in un ottica di cambiamento basato sull’idea di un intervento sistematico che coinvolga associazioni ed imprese sociali allo scopo di creare dei “grappoli sociali ed economici” di rete che consentano di
potenziare i sistemi locali esistenti e capire quali strumenti utilizzare affinché il processo di intervento possa riprodursi nel tempo, non essere sporadico.
Ecosmed, centro di ricerca e sperimentazione, sta portando avanti due tipi di interventi infrastrutturali sul territorio.
Il primo è un progetto che crea un connubio tra imprenditorialità sociale, ricerca scientifica e valorizzazione territoriale nell’area dello Stretto di Messina.
Lo Stretto di Messina rappresenta un luogo interessante sotto diversi punti di vista. Con l’incontro di due mari, lo Ionio ed il Tirreno, di differenti temperature, si creano moti convettivi dal basso verso l’alto che producono oscillazione delle correnti e vortici. Tali fenomeni sono di grande interesse per la fisica del caos. Inoltre, grazie a questi fenomeni, in quella zona, unico posto al mondo, si ha l’emersione dei pesci abissali, per lo studio dei quali le prime campagne scientifiche sono iniziate nel 1980. lo Stretto è luogo di migrazione di grandi uccelli e cetacei: il 98% di flora e fauna del Mediterraneo si trova in questo luogo in cui convivono anche habitat di tipo tropicale e oceanici, atlantici in particolare.
Si propone, quindi, un modello di sviluppo sociale del territorio, con una collaborazione tra economia ed associazioni ambientaliste.
Di qui nasce a Messina il Parco Horcynus Orca, frutto della ricerca, della creatività e della collaborazione di un numeroso e variegato insieme di soggetti. 17 soci (13 fondatori e 4 in partecipazione), e 36 partner che nello scenario dello Stretto di Messina danno consistenza a molteplici servizi ed attività del Parco. Questo è gestito dalla fondazione in partecipazione Horcynus Orca. Inoltre i servizi vengono gestiti da imprese sociali che lavorano con fasce deboli. Il Parco coinvolge 2 Università, 3 Istituti di Ricerca, l’ARCI, LEGAMBIENTE ed il WWF.
Le iniziative del Parco sono variegate.
“Alfabeti dei due mari”: percorso permanente fra arte contemporanea, ricerca e divulgazione scientifica inaugurato nel luglio scorso
“Percorso archeologico”: in un sito abitato dal tardo neolitico fra i resti della torre monumentale. Infatti il parco è divenuto anche parco biologico con la nascita di un museo archeologico dopo il ritrovamento di un basamento di un antico colosso monumentale a Capo Peloro.
“Rete di telecomunicazioni”: dirette subacquee, world webcam, visioni astronomiche. Questo progetto viene inaugurato proprio a novembre.
“Sistema Enermar”. Laboratori di educazione ambientale off-shore. A settembre è stata inaugurata la sede del Parco su una piattaforma nello Stretto, in cui si porta avanti una sperimentazione sulla produzione di energia alternativa attraverso lo sfruttamento delle correnti marine. Tale progetto ha suscitato l’interesse delle Nazioni Unite, e ne è seguita la proposta di creare un parco di ricerca (oggi il parco lavora con l’UNIDO).
Inaugurazione della sede calabrese del Parco di Scilla: sala dirette subacquee, sala energie rinnovabili, laboratorio di teatro contemporaneo nel Castello, e installazione video-teatrale e sede rete ecologica dello stretto nell’ex stazione ferroviaria
“Incontri mediterranei e spazi dell’arte contemporanea”: progetto di indagine sulle correnti delle arti visive nei paesi mediterranei
“Scilla e Cariddi”: laboratorio internazionale di letteratura mediterranea
“Horcynus Festival”: festival del cinema mediterraneo in collaborazione con Marocco, Egitto, Tunisia e Mali.
Quindi il Parco ad oggi ha tre sedi:il complesso monumentale ed il centro direzionale ai margini della riserva naturale di Capo Peloro; la piattaforma sullo Stretto; il castello dei Ruffo e la ex-stazione ferroviaria nel centro antico di Scilla (Reggio Calabria)
All’interno di questo, un secondo progetto riguarda il recupero di un Forte occupato per anni dalla mafia con la creazione di un luogo di incontro tra i diversi mondi dei saperi. Vi si svolge, infatti, alta formazione nel sociale, promozione di un welfare comunitario nel sud, e vi si trova un osservatorio astronomico ed un Astro Café.
Lavorando sulla responsabilità sociale dei territori e con l’ausilio di sistemi comunitari per la creazione di politiche armoniche che coinvolgano a livello politico soggetti dotati di una certa flessibilità, in grado di riprogrammarsi contro la mafia, si potrebbero creare delle centrali eoliche o progetti di infrastrutturazione culturale e formativa, tenendo conto delle varie esigenze delle diverse zone del sud. In questo modo si potrebbe ottenere un uso simbolico dei territori confiscati ed una valorizzazione ambientale, anche alla luce del Protocollo di Kioto.
Il parco impiega in tutto circa 150 soggetti, la metà dei quali appartenenti a fasce deboli. Infatti del progetto si occupano, tra gli altri, cooperative sociali femminili di inclusione sociale che gestiscono, ad esempio, l’animazione ed il turismo subacqueo, l’Astro Café, in cui sono occupate vittime di tratta sessuale, la zona Degustazione, cogestita da una cooperativa nata ad hoc. Inoltre sono coinvolte imprese preesistenti che hanno scelto di lavorare secondo una qualità etica totale.
Inoltre sono state attivate forme di economia di comunità: i lavoratori stipendiati utilizzano un certo surplus della loro retribuzione per assicurare un livello minimo di reddito ai lavoratori appartenenti alle fasce deboli ed una perequazione di carattere volontario.
Infine è in valutazione l’istituzione di una sorta di super fondazione bancaria centrale di tutto il meridione o più di una fondazione divise per regione in grado di autofinanziarsi, per la quale dovrebbero essere stanziati 323 milioni di euro con una reddività annua del 2 o 3%.
Mario Vasone ( nelle veci di Giovanni Serra – Presidente MoVI )
Vasone propone un’ipotesi di coinvolgimento tra reti ed infrastrutture alla luce delle mobilitazioni di questi giorni nella Locride e la creazione di infrastrutture sociali intese come servizi essenziali per la vivibilità, sia a livello di singoli quartieri che a livello di interi paesi, e orientamento delle fasce deboli. La proposta è quella del documento “Progetto legalità” che prevede la creazione di 30 centri di aggregazione per ragazzi nella Locride, sul modello portato avanti da Don Puglisi, luoghi sani in cui accogliere giovani a rischio coinvolgendoli in percorsi di legalità e guidarli nella comprensione del concetto di cittadinanza attiva. Per mettere in atto questa iniziativa occorre l’ausilio dei CSV nazionali. Ulteriori forme di sperimentazione possono essere attivate per conseguire una estensione territoriale. La proposta ha avuto riscontro positivo sia a livello politico che ecclesiastico, e da parte degli stessi utenti. L’iniziativa potrebbe essere utile anche per una reale messa in opera di una riqualificazione dei territori confiscati. Il concetto che si vuole far passare è l’importanza che questa esperienza locale possa trasformarsi in un progetto di rete, creando poli alternativi diffusi per ragazzi disorientati, cercando in tal modo di renderli autonomi.
Questi sono stati gli interventi che hanno riportato progettualità concrete che si sono o si stanno realizzando nella realtà calabrese. Interventi molto legati al territorio ed alle sue esigenze e peculiarità, quindi molto distanti tra di loro quanto a modalità di elaborazione e messa in opera.
Sono intervenuti, inoltre, Marco Granelli, Presidente CESV.net, il quale ha fatto brevi cenni all’accordo tra fondazioni di origine bancaria e volontariato nel sud, e Lorenzo di Napoli, vicepresidente della Consulta nazionale dei Comitati di Gestione, esponente della fondazione della Compagnia di San Paolo e membro di diversi Comitati di Gestione. Di Napoli ha riportato una situazione di ritardo nella politica di welfare infrastrutturali in molte regioni del sud, causato prevalentemente dalla L n. 266/91 e dalla politica di intervento portato avanti dalle fondazioni di origine bancaria.
Chiara Castri Volontaria di Servizio Civile