Monitoraggio Stazione Termini-Roma
Estate/Inverno 2003-2004
La puntualità non corre sui binari
Non sempre l’Italia arriva in ritardo. Anno 2000, anno del giubileo, anno della separazione tra la società di servizi Trenitalia Spa e la FS Infrastrutture, con delegazione delle competenze dei servizi locali alle Regioni. Anno in cui, puntuale, arriva il completamento dei lavori di riqualificazione della stazione Termini di Roma in seguito ad un investimento di 119 milioni di euro. Nel calderone dei numeri ci sono anche gli oltre 400 mila viaggiatori che, assieme ai 900 treni quotidiani, di puntualità ne godono un po’ meno. Nell’ottica di un progetto allargato, volto a migliorare la qualità della rete dei servizi di trasporto, in nome di una idea di sviluppo sostenibile e a basso impatto ambientale, Casa dei Diritti Sociali-FOCUS ha effettuato un monitoraggio che sceglie come criterio di valutazione quello della puntualità. I disagi dovuti al congestionamento e ai ritardi si verificano con cadenza regolare, nel periodo di maggiore esodo tra le festività estive e quelle natalizie. L’analisi cade proprio in queste date e tira le somme per accrescere la consapevolezza, e di conseguenza la possibilità di tutela preventiva, dell’utente/consumatore che, nell’attesa degli spostamenti, si aggira tra il centro commerciale e di ristoro da far invidia e da esempio alle altre metropoli italiane. Secondo i parametri europei, i treni regionali sono da considerare puntuali se arrivano a destinazione entro cinque minuti rispetto all’orario previsto, mentre i treni a media e lunga percorrenza godono di una dilazione fino a quindici minuti. Il 4,5% (estate) e il 5,4% (inverno) dei convogli esaminati hanno superato il limite sulle lunghe tratte. Le percentuali diventano molto più scoraggianti sulle linee regionali, dove il 31,7% (estate) ed il 40% (inverno) dei treni in esame si aggira intorno a dieci minuti di ritardo. Il primato nero spetta alla tratta Fiumicino-Roma con oltre la metà dei convogli fuori tempo massimo. Viaggiare di sera risulta più difficile che di giorno, così come i rallentamenti scorrono sui binari diretti a Sud. A pagare le conseguenze dei disagi sistematici ci sono soprattutto i pendolari, in attesa di trovare sulla Carta dei Servizi anche le tracce del pagamento di un rimborso che ancora stenta ad arrivare.