Servizio Civile
Solidarietà giovanile per un nuovo mondo possibile
All’alba del Terzo Millennio, lo scenario globale del nostro pianeta appare alquanto movimentato e forme di servizio come quelle del volontariato o del Servizio Civile Nazionale sembrano essere sempre più idonee a rafforzare quel trait d’union, ancora debole, tra i giovani e le istituzioni, in un contesto di politiche mondiali. Si consolidano nuovi modi di condurre i conflitti, non dichiarati in quanto tali, e con obiettivi non sempre universalmente definiti e quindi non facilmente riconoscibili. Le numerose missioni di pace a seguito di emergenze per stati di guerra o di pace (catastrofi naturali) vengono condotte dalle nazioni dietro veli più o meno trasparenti, mentre nelle piazze delle grandi metropoli di tutto il mondo, generazioni di cittadini rivendicano il loro diritto ad esprimere disapprovazione verso un mondo che sembra essere sfuggito ad ogni controllo. Si diffonde un forte senso di disorientamento, ma cresce anche la coscienza, soprattutto tra i giovani, che un nuovo mondo è possibile, e soprattutto necessario. Il divario tra ricchezza e povertà si è allargato a dismisura e oggi ingloba anche le “nuove povertà”. I diritti, i beni ed i servizi essenziali, oggi, sono più irraggiungibili dalle stesse popolazioni dei paesi considerati ricchi. Gli Stati, da parte loro, fanno sempre più fatica a stabilire dei valori comuni, base per il raggiungimento di obiettivi comuni, che slittano così al 2015, secondo le ultime Convenzioni delle Nazioni Unite. In questo contesto, il Servizio Civile Nazionale è lo strumento per unire pensiero e concretezza, per trasformare la propria sensibilità nel campo della solidarietà e della partecipazione attiva nell’esercizio della cittadinanza in un’azione reale, in un impegno fruttuoso. Casa dei Diritti sociali-FOCUS, attraverso il progetto Bianca & Bernie, punta alla cittadinanza attiva e promuove l’incontro tra le organizzazioni di volontariato, nelle figure degli OdV (anziano competente sul campo) e i giovani, in nome di uno scambio reciproco e di un cammino bilaterale di accrescimento e formazione. E’ prima di tutto un impegno civile, una risposta all’art. 118 della Costituzione che affida ai Comuni le funzioni amministrative in merito a tali materie; ma è anche uno sviluppo dinamico dove la cultura associativa deve essere trasmessa creando un contatto con i giovani che, a loro volta, investiti di fiducia, sperimentano un incentivante rapporto intergenerazionale che si fonda sull’autorevolezza, per il raggiungimento di progetti concreti. Si tratta anche di un investimento sul futuro lavorativo dei giovani che hanno un’opportunità di vedere trasformato il loro impegno in un rapporto duraturo. Partecipare al Servizio Civile Nazionale significa, dunque, gettare le basi in dodici mesi per acquisire un modello di comportamento valido per tutta la vita, che porta al riconoscimento della comunità di appartenenza attraverso l’essere rappresentati secondo scelte proprie.