Chi Siamo

Casa Dei Diritti Sociali

Chi Siamo

Sabato 24 novembre 1984, poco più di trent'anni fa, si tenevano a Roma due importanti giornate di riflessione, ispirate alle numerose iniziative promosse in diversi Comuni italiani a seguito del terremoto del 23 novembre 1980, alle quali parteciparono i volontari impegnati nell'emergenza e nella ricostruzione dei Comuni colpiti dal sisma e i responsabili dei Comitati e dei gruppi di base attivi in numerose città italiane.
Nel primo pomeriggio di domenica, durante una di quelle riunionidi rete, si palesò la necessità di costruire una Federazione che esprimesse tutte quelle esperienze di volontariato attive nella promozione dei diritti, così da fronteggiare al meglio gli anni a venire.
Sono questi i semi dell'esperienza di FOCUS - Casa dei Diritti Sociali.

Con l'attentato al rapido Milano-Napoli in Val di Sambro nel dicembre del 1984, si decise di dare un ulteriore impulso alla costituzione della Federazione. Così, dal gennaio del 1985, si susseguirono una serie di importanti appuntamenti per la condivisione delle attività di tre diversi gruppi di lavoro: uno di ricerca sul volontariato italiano, partendo dall'esperienza degli Angeli del fango durante l'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966; uno impegnato nello studio delle legislazioni francesi, inglesi e tedesche; uno impegnato nella redazione dello Statuto Federativo, soffermandosi sulle peculiarità delle esperienze associative locali prevalentemente impegnate nella promozione dei diritti alla casa, ai trasporti pubblici, alla salute, allo studio, all'ambiente, all'agricoltura biologica, al lavoro, alla protezione civile.
Se si considera che trent'anni fa, o poco più, non esistevano il web, la posta elettronica e i telefonini, si può comprendere quanto fossero delicate e costose quelle riunioni condivise di studio e progettazione, che richiedevano un maggiore impiego di tempo e risorse.
Quella fase di lavoro, particolarmente delicata, è durata fino al maggio del 1989, quando fu adottata la prima versione dello Statuto, poi  rettificato come richiesto da intervenute modifiche legislative.
Rileggere ed operare una sintesi critica e storica di oltre trent'anni di attività associativa può rappresentare un importante esercizio per affrontare le novità che ci aspettano in futuro. Partire  dal nostro inizio è essenziale per fronteggiare gli anni futuri.

La prima attività della neonata Federazione, di largo impatto sulle esperienze locali, fu avviata nel maggio del 1986, a seguito del disastroso incidente alla centrale nucleare di Cernobyl del 26 aprile. In quell'occasione, si riuscirono a porre le basi per un ampio lavoro partecipato, che portò alla costituzione del Comitato Nazionale per il Referendum Antinucleare, ospitato nella nostra sede romana in Via Montebello. Dopo mesi di grande lavoro, anche scientifico, si arrivò alla raccolta di oltre un milione di firme e all'abrogazione a larga maggioranza delle tre norme poste in votazione durante i Referendum dell'8 e del 9 novembre 1987.

FOCUS - Casa dei Diritti Sociali fu poi tra i promotori ed organizzatori della Prima Convenzione Internazionale sulle Agricolture del Mediterraneo, ratificata a Leonforte, in Calabria, dal 13 al 16 luglio 1987 e i cui atti sono stati successivamente pubblicati nel volume "La policoltura mediterranea", a cura di Agrisalus come supplemento al n. 2 del 10/04/1988 di "FOCUS". Un testo, a nostro avviso, da riscoprire partendo dai notevoli contributi italiani, francesi e spagnoli, e che risulterà senz'altro utile sul piano complessivo e non solo.
Da quell'interessante esperienza, sono partiti i progetti di intervento e di sperimentazione in Cilento a Cuccaro Vetere, a Ceraso, a San Mauro Cilento e a Futani, nella Valle del Crati a Roggiano Gravina e a San Marco Argentano, a Maddaloni e nei comuni della Valle del Calore a Benevento, a Napoli, in alcuni Comuni della provincia, ai limiti della pianura campana - dal terremoto dell'80 alle emergenze e le lotte per Rifiuti Zero  - e verso le aree interne, dal Matese al Taburno all'alta Irpinia.

Il 5 gennaio 1990, si tenne in un'aula del Magistero in Piazza della Repubblica a Roma, un'assemblea affollata da migranti, prevalentemente di origine bengalese e pakistana, per ragionare sulle opportunità offerte dalla "Legge Martelli" sulla regolarizzazione dei lavoratori stranieri. Pochi giorni dopo, nel lunedì 8 gennaio, partirono le attività di regolarizzazione dei permessi di soggiorno effettuate a bordo di un bus dato in uso da ATAC parcheggiato presso Piazza dei Cinquecento. Parallelamente venivano svolte le attività presso la sede, tra cui i corsi di italiano, l'assistenza legale e la collaborazione con le scuole. In quelle occasioni, per la prima volta a Roma, comparvero i mediatori: ragazzi e ragazze disponibili a "reggere" in lingua madre il rapporto con i migranti e a dare supporto per i casi più delicati.

A partire da questi tre passaggi fondamentali, che sintetizzano le prime tappe dell'avvio della storia della nostra FOCUS - Casa dei Diritti Sociali, è possibile ricostruire modi e misure del nostro contributo all'evoluzione di un percorso di cittadinanza interculturale e di promozione dell'esigibilità dei diritti.

Oltre a questo, è parimenti interessante leggere gli apporti originali scambiati e messi a sistema grazie allo specifico contributo partenariale di circa 50 enti operanti su specifici territori locali, prevalentemente meridionali. Anche le esperienze maturate in aree di altri Paesi europei e mediterranei (ma non solo) sono di grande valore e possono accompagnare l'evoluzione dei nostri orizzonti di riferimento.

Nell'agosto del 2007, quando già i primi importanti segnali della "grande recessione economica" iniziavano a farsi sentire, ripercuotendosi sulla disponibilità di liquidità delle maggiori banche mondiali ed europee e di conseguenza sul benessere della società civile, FOCUS - Casa dei Diritti Sociali ritenne opportuno soffermarsi a riflettere sulle conseguenze, non solo economiche, ma anche sociali, che si sarebbero potute verificare da lì a poco. Nelle due giornate di intense riunioni, nel 4 e 5 agosto, l'Assemblea operativa decise così di intervenire tramite la creazione di una news-letter, uno spazio informativo settimanale fruibile gratuitamente tramite la consultazione del sito internet. Dalle giornate di riflessione risultò evidente che i costi dei servizi, e la relativa qualità degli stessi, sarebbero ricaduti sui consumatori ed utenti, limitandone di fatto l'accesso ad una sempre più cospicua fascia della popolazione. Inform@ttiva vuole dunque essere alla portata di tutti, e nasce dall'esigenza di tutelare un importante diritto, quello all'informazione gratuita e libera.

Il senso, le metodologie e gli obiettivi di queste prassi, come a breve esposte nei programmi delle nostre quattro aree di intervento, sono già orientati ad un salto di qualità: nel 2015 sono stati resi possibili notevoli avanzamenti dei nostri impianti analitici ed operativi, grazie ad un'elaborazione corale di apporti specifici provenienti da diverse aree geografiche (Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria).

Più di trent'anni di esperienza servono anche a questo, e in un'Italia ferma ormai da anni di fronte alla "crisi" e alla crescita delle esclusioni e delle disparità, proponiamo di riqualificare e dare strategia alle nostre azioni quotidiane tramite progetti concreti, esprimendo una profondo bisogno di pace e democrazia, che da sempre costituiscono le voci fondamentali della nostra mission e le linee guida delle quattro aree in cui operiamo.

Tutela dei Diritti ed Advocacy  fa riferimento alle attività di accoglienza e orientamento ai servizi, alla consulenza e assistenza legale, alla tutela dei consumatori e degli utenti, alla promozione della salute dei richiedenti asilo e dei minori non accompagnati, alla campagna "Today, Tomorrow, ToNino", al Servizio Civile Nazionale, alla pace e alla democrazia diretta. Il nostro obiettivo, perseguito attraverso i progetti di solidarietà e sostegno sociale e le campagne di Advocacy, è quello di rafforzare i valori, le relazioni e i comportamenti solidali e dinamici, intervenendo non solo a favore delle fasce sociali minacciate da esclusione, ma soprattutto in concerto con loro stesse. Inoltre ci proponiamo di accrescere la consapevolezza circa i loro diritti, di facilitare le modalità della loro rivendicazione, di costruire percorsi di inclusione condivisi, di avviare all'autonomia, di offrire supporto oltre all'aiuto, di sensibilizzare le istituzioni e la società civile verso l'accompagnamento e l'inserimento, di costruire un ambiente e una società in cui nessuna persona viene lasciata sola.

Intercultura e Plurilinguismo,si articola essenzialmente in tre diverse azioni: Ricerca, Formazione, Sperimentazione. Prendere atto che i fenomeni migratori, ormai inarrestabili e con caratteristiche di stabilità, sono oggi una costante delle nostre società, significa anche interrogarsi su come garantire alle persone migranti l'inserimento sociale e la piena partecipazione alla vita politica di un Paese europeo. Non assimilazione, ma dialogo; non processi di integrazione unidirezionali, ma inclusivi, dinamici e valorizzanti le altre culture; non ostinata difesa delle identità, ma apertura agli altri e condivisione dei percorsi di evoluzione delle identità.

Scuole popolari/inte(g)razione linguistica: il diritto all'istruzione e all'educazione per tutti è un diritto fondamentale della persona umana, come sottolineano sia laDichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, sia laCostituzione della Repubblica italiana. L'apprendimento permanente non è solo un diritto, ma anche una necessità. Nelle società complesse e interculturali, come quelle attuali, sono essenziali nuove conoscenze e competenze per fronteggiare i cambiamenti tecnologici, per accedere al mondo  del lavoro, per utilizzare le informazioni nei servizi, per accedere all'offerta culturale, per partecipare alla vita sociale attivamente e per influenzare i contesti sociali nei quali si vive.

Sviluppo locale, è l'area legata ad interventi in campo socio-educativo tramite i laboratori nelle scuole, e alla promozione di reti dello sviluppo locale, partendo dall'agricoltura biologica. Si articolano temi connessi alla sicurezza alimentare, alla tutela e alla valorizzazione della bio-diversità e dei prodotti alimentari tradizionali delle agricolture del Mediterraneo, all'impiego sostenibile delle risorse naturali, all'educazione alimentare per una dieta sana ed equilibrata, nella prospettiva di incentivare sperimentazioni e relazioni, collaudare saperi e risorse delle economie locali, promuovere il benessere ambientale e sociale del nostro pianeta.