Storia del CDS
01/03/2011 di RedazioneL'associazione di volontariato laico Casa dei Diritti sociali - FOCUS è stata costituita nella primavera del 1989; le attività che portano alla nascita di questa originale organizzazione di volontariato sono state avviate tuttavia già agli inizi degli anni 80, con una serie di azioni per la tutela e la promozione dei diritti sociali, che si ponevano sin dall'inizio come obiettivi la difesa dei diritti delle categorie più vulnerabili della società e la promozione di valori etici e solidali.
Nei suoi primi anni di attività l'associazione è intervenuta (non solo a Roma) con i suoi servizi di segretariato sociale e mediazione interculturale. Il lavoro svolto per la promozione dei diritti degli immigrati nel rione Esquilino ha in qualche modo caratterizzato questa prima fase di vita della CDS, anche perché coincideva con la fase in cui l'immigrazione diventava un fenomeno rilevante per una città e per un paese impreparati ad accogliere questi nuovi cittadini. Sono stati anni in cui l'associazione ha saputo far fronte - basandosi esclusivamente su volontariato ed autofinanziamento.
-a sfide impegnative come quella di assicurare tutela sanitaria a migliaia di immigrati (allora non coperti neanche in via di principio dal servizio sanitario nazionale) o assisterli nelle pratiche per ottenere i documenti durante le prime sanatorie della nostra Repubblica; forse meno visibili ma assai significativi per il loro valore sperimentale anche altri interventi attivati in quegli anni per categorie di popolazione svantaggiate.
Negli anni, l'associazione ha anzi costantemente aumentato il suo raggio di azione a nuovi interventi, anche per rispondere alle emergenze che via si profilavano sul territorio, come quelle che riguardano persone senza dimora, richiedenti asilo e rifugiati, vittime di tratta, minori non accompagnati.
Altrettanto significative le campagne di educazione allo sviluppo come quella per lo sviluppo dell'agricoltura biologica, sui temi dell'integrazione e dell'intercultura, su alcune azioni di cooperazione decentrata e di solidarietà internazionale.
A partire dalla metà degli anni '90, anche per intervenire su tensioni discriminatorie presenti sul territorio, la CDS ha sviluppato un forte intervento per l'integrazione sociale ed interculturale, iniziando a proporre programmi che hanno portato al partenariato con il nascente intervento del Comune di Roma per l'immigrazione. La prima convenzione, attivata con il Comune di Roma nel 1995, ha permesso alla CDS di aprire i primi, sperimentali centri di accoglienza per immigrati della città nel suo cuore multietnico, il rione Esquilino.I servizi cofinanziati sono cresciuti progressivamente, grazie al contributo di enti locali, agenzie ONU, ministeri. Parallelamente, e questa rappresenta un po' un originalità della CDS rispetto a molti organismi no profit del panorama nazionale, le attività autofinanziate hanno continuato a costituire una significativa frontiera di sperimentazione. Nel corso degli anni '90 le relazioni e gli interventi realizzati da centinaia di persone si sono particolarmente coagulati su alcuni territori dove la CDS, in collaborazione con altre realtà dell'associazionismo ed istituzionali, ha realizzato esperienze di grande partecipazione ed utilità sociale.
Alla fine del 2003 erano presenti significativi interventi della CDS in 14 distretti del Lazio (per attenerci ai piani di zona). Sempre più qualificata è anche la rete che la CDS sta costituendo a livello nazionale e internazionale; questi interventi sono sempre realizzati grazie a partnership con alcune tra più interessanti realtà presenti su questi territori, anche come antidoto contro il pericolo di autoreferenzialità degli interventi.
A partire dal 1997, una esperienza particolarmente significativa è il contributo dato dalla CDS alla nascita ed allo sviluppo del Cesv del Lazio, il Centro Servizi per il Volontariato della regione.
A seguito delle innovazioni legislative ed amministrative riguardanti alcuni settori di intervento, per costruire opportunità di lavoro professionale da parte dei volontari, sono state accompagnate alla costituzione sei cooperative sociali che hanno poi proseguito la loro strada.
A fine 2003 la CDS Servizi e la CDS equolink, insieme all'associazione, si riconoscono nel progetto complessivo e negli obiettivi del Network CDS.
La costituzione del Network può rappresentare una risposta alla ristrutturazione complessiva del sistema dei servizi socio assistenziali in corso nel Lazio (che deve in questi anni fare i conti anche con un ridimensionamento sempre più consistente di risorse).
Il tentativo di coniugare capacità dinamica di intervento (volontario e politico) nei processi sociali e contributo professionale a progetti sperimentali, rappresenta un tentativo inedito di costruzione di percorsi partecipativi al welfare di comunità, nello specifico, e alla progettualità del Forum Sociale Europeo di Firenze, sul piano più generale.
Questo esperimento che il Network CDS prova a portare avanti pone senza dubbio sfide difficili e obbliga il Network a mettersi continuamente in discussione e a riprogettarsi.
Non a caso, l'ultima parte del 2003 ha visto svilupparsi due processi assai significativi per il futuro della CDS, indici di una necessità continua di aggiornare il proprio modo di essere e per meglio essere in grado di perseguire la propria mission; in primo luogo, nel dicembre 2003 la sede legale del Network è stata occupata per 20 giorni da alcuni operatori sociali che hanno così voluto manifestare la loro voglia di partecipazione e il loro disagio per un settore che significa spesso anche precariato o incertezza sui tempi di pagamento dei compensi. Dall'altro lato tra la fine dell'anno e l'inizio del 2004 si è concluso un percorso, lungo e partecipato, di riflessione sulla struttura organizzativa e gestionale del network; si è così data vita alle 4 Direzioni di Area per i settori: lotta alla povertà, orientamento, accoglienza, sviluppo locale.

