Newsletter di informazione di FOCUS- Casa dei Diritti Sociali

Anno 4 del 30 giugno 2011

30/06/2011 di Redazione
Newsletter di informazione di FOCUS- Casa dei Diritti Sociali

 

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 Primo piano

"La proposta delle Scuole Popolari per la promozione del diritto all'istruzione, dell'intercultura, della cittadinanza"
Gaeta 27 Giugno 2011
Si è svolto lunedì 27 giugno, a Palazzo de Vio, nella suggestiva cornice di Gaeta medievale, il convegno dal titolo "La proposta delle Scuole Popolari per la promozione del diritto all'istruzione, dell'intercultura, della cittadinanza". Giornata di studio a chiusura del progetto "Scuole popolari" che ha avuto un contributo, come progetto sperimentale di volontariato, dal Fondo dell'Osservatorio Nazionale del Volontariato. Un'importante giornata di studio promossa da FOCUS-Casa dei Diritti Sociali, in collaborazione con l'Associazione Insieme Immigrati in Italia di Gaeta e con il patrocinio dell'Amministrazione comunale.
Un convegno dal carattere informale, aperto e partecipato che si prefiggeva come obiettivo prioritario quello di favorire il contatto, lo scambio di esperienze e incoraggiare nuove progettualità a sostegno dell'importante realtà delle scuole popolari attive sul territorio italiano. Il tassello di un percorso di crescita che per una giornata ha fatto tappa a Gaeta, cittadina che è esempio particolarmente riuscito di integrazione ed intercultura.
Due le tematiche oggetto di studio, entrambe ricche di interventi, riflessioni e testimonianze di buone pratiche di intercultura. La prima, discussa durante la mattinata, ed articolata a sua volta in due sessioni, ha riguardato "La proposta delle Scuole Popolari per la promozione del diritto all'istruzione, dell'intercultura, della cittadinanza". I lavori sono iniziati con l'inversione delle sessioni per problemi organizzativi.
Cosi nella prima  sessione, dal titolo "Lingue, intercultura, cittadinanza", si è discusso di lingue e culture di origine, formazione degli insegnanti, identità dinamiche, mediazione sociale interculturale, multilinguismo, partecipazione, progettazione e costruzione di curricoli interculturali. A coordinare Massimilano Fiorucci, docente presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli studi di Roma Tre.
La seconda sessione "L'apprendimento dell'italiano come strumento di integrazione", introdotta e coordinata da Anna De Meo, della Facoltà di Lingue e letterature straniere de "L'Orientale di Napoli",  è stata dedicata ai temi: corsi di base ed avanzati, certificazioni, docenti, materiali, metodi, studenti, oltre la lingua.
Una mattinata durante la quale è emersa l'importanza delle Scuole Popolari come luogo di scambio, integrazione e costruzione di una reale intercultura, dove, attraverso l'apprendimento della lingua, si offre ai migranti la possibilità di acquisire strumenti utili ad orientarsi nella società in cui si trovano a vivere, spesso non per scelta.
Poi una pausa per il pranzo, durante la quale gli ospiti, da una meravigliosa terrazza nei locali della Guardia di Finanza, hanno potuto godere delle bellezze di una Gaeta medievale assolata e ventilata.
Alle 16:30 si è dato inizio alla seconda parte della giornata, dedicata questa volta alla "Primavera Mediterranea dei Diritti Umani". Un tema di per se fondamentale nella prospettiva di azione della Casa dei Diritti Sociali, ma che si è fatto particolarmente urgente data la difficile situazione che, dal punto di vista dei diritti umani, il nostro Paese e il mondo intero stanno attraversando in questo ultimo anno. A una settimana dalla Giornata Mondiale del Rifugiato e in occasione del sessantesimo anniversario della Convenzione di Ginevra, Focus-Cds ha sentito il bisogno di creare un momento di riflessione su quanto sta accadendo a seguito delle rivolte dei popoli del Mediterraneo. Si assiste ormai da mesi ad una violazione sistematica dei diritti umani fondamentali di tutti coloro che scappano da gravi situazioni di crisi e che ad aspettarli trovano morte o un'accoglienza del tutto inadeguata. Di fronte al silenzio e all'inerzia della comunità internazionale non si può rimanere indifferenti, e in questo senso il pomeriggio di lunedì è stato un momento importante di riflessione e presa di coscienza.
Moltissimi gli interventi di esperti e la proiezione del documentario per i 60 anni della Convenzione di Ginevra.
In complesso una giornata, dunque, che ha voluto ragionare sul presente, sulla valenza del termine intercultura, per guardare ad un futuro di sviluppo fondato sui diritti umani e sulla cittadinanza interculturale.

Le scuole popolari si incontrano a Gaeta
Il convegno "La proposta delle Scuole Popolari per la promozione del diritto all'istruzione, dell'intercultura, della cittadinanza" è stato la tappa conclusiva di un progetto iniziato nel mese di luglio del 2010 in cui dieci scuole popolari, attive da anni sul territorio nazionale nell'insegnamento della lingua italiana L2, hanno avviato un percorso di interazione per favorire lo scambio di esperienze, di metodo di lavoro ed incoraggiare nuove progettualità.
Sono state coinvolte nel progetto dieci scuole popolari di associazioni presenti nei territori di Fiumicino, Ladispoli, Gaeta, Latina, Tivoli e Roma - realtà che hanno attività di insegnamento stabili e ben strutturate - e una rete più larga con le scuole di Frosinone, Latina e Viterbo, per restare nel Lazio ed ancora di Napoli, Maddaloni, Cosenza e Pisa con esperienze peculiari o che hanno costruito le condizioni per avviare i corsi.
Obiettivo del progetto e delle singole scuole è l'integrazione all'interno del tessuto sociale e culturale italiano delle comunità straniere e delle singole persone migranti "in modo da supplire a quanto svolto dal sistema scolastico e dalle istituzioni pubbliche, garantendo una cittadinanza attiva del migrante ed una sua reale inclusione non subordinata" ha affermato Maria Grossi dell'associazione Insieme di Gaeta. Nel particolare si passa da un accesso di bassa soglia come nella città di Roma, dove l'insegnamento dell'italiano è inteso come strumento di "primissima accoglienza" e dove la frequenza non è costante, a corsi fortemente strutturati e spesso legati alla prevalenza di specifiche comunità migranti. L'esperienza di Tivoli è esemplare di tale fenomeno "la nostra cittadina è composta da circa 50 mila abitanti di cui 7 mila migranti per la maggior parte rumeni, abbiamo creato un percorso di insegnamento con sede nella biblioteca comunale che valorizza l'individuo includendolo nella società perché senza la conoscenza della lingua non posso essere esercitati i diritti e le esigenze dei migranti - ha spiegato Antonella Pirolo, responsabile di Focus-Casa dei Diritti Sociali di Tivoli - Siamo riusciti ad ottenere il 40% di frequenza sul totale delle lezioni".
Oltre all'insegnamento della lingua italiana le scuole popolari hanno costruito nell'anno 2010/2011 un ventaglio di interventi di inclusione sociale che comprendono anche l'assistenza sanitaria, legale e progetti di sostegno linguistico per i minori non accompagnati "oltre all'aiuto didattico è indispensabile ridare ai bambini la possibilità di stare insieme, socializzare e divertirsi conoscendo se stessi - ha detto Vincenzo Taurino dell'associazione Io,Noi nata nel 2003 a Fiumicino -. Abbiamo perciò creato dei laboratori teatrali in cui valorizzare la funzione dell'ascolto e la capacità di raccontare se stessi e la cultura d'origine". Altre associazione hanno realizzato progetti di integrazione rivolto ai bambini rom, che troppo spesso effettuano un percorso di scolarizzazione all'interno degli istituti pubblici insufficiente o inferiore rispetto ai loro compagni italiani, tanto che l'accesso all'Università diventa un obiettivo quasi utopistico. "Abbiamo attivato 3 corsi d'italiano per i bimbi rom: accoglienza, I e II livello con attestato finale di partecipazione - ha spiegato Luana Ammendola dell'associazione Moci di Cosenza -. Non solo, grazie all'associazione 'Scuola del Vento', che ha costruito una baracchina all'interno di un campo rom, abbiamo la possibilità di essere noi ad avvicinarci a loro, realizzando attività ludiche per i bambini".
L'auspicio per l'anno prossimo è quello di poter coinvolgere nel progetto tante altre nuove realtà nazionali, con particolare attenzione a quelle presenti nelle regioni del sud Italia, nonché consolidare ancora le scuole del Lazio, grazie alla esperienza di scuole migranti.

Esposto nelle Procure per il mancato salvataggio di un barcone libico
Di seguito pubblichiamo l'articolo apparso il 25 giugno su "Il Fatto" dal titolo "Disperati in mare, perché la Nato li ignora?", scritto da Roberta Zuini. Il 21 giugno le procure di Agrigento, Napoli, Roma e il tribunale militare della capitale hanno ricevuto un esposto dall'Avvocato Stefano Greco, volontario di FOCUS-Casa dei Diritti Sociali, che chiede alla Magistratura di verificare se il sistema aeronavale Nato e le navi militari italiane abbiano rispettato e stiano rispettando la risoluzione  1973 dell'Onu, finalizzata alla protezione dei civili libici, nonchè il nostro diritto  marittimo.
Nella stessa pagina, la giornalista Roberta Zuini ha pensato bene di pubblicare anche un'intervista a Antonio Cassese, giudice, nonché professore di Diritto Internazionale , presidente del tribunale speciale per il Libano. Cassese dice "Quando respinge i profughi, l'Italia viola il trattato internazionale. Deve accoglierli e poi verificare caso per caso".
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La Freedom Flotilla
Salperanno tra pochissimo le navi della Freedom Flotilla, dedicata a Vittorio Arrigoni e dirette a Gaza per consegnare aiuti umanitari. Obiettivo è quello di accendere l'attenzione del mondo sull'assedio israeliano alla popolazione palestinese della Striscia. Novità sarà l'info point per diffondere in tempo reale le notizie sulle navi ed il viaggio verso Gaza. "Respingiamo con forza le ridicole insinuazioni della propaganda sionista in merito alle armi od altri strumenti offensivi a bordo delle nostre navi", spiega in un comunicato il Coordinamento Nazionale della Freedom Flotilla Italia. "Facciamo appello a tutti gli amici del popolo palestinese - continua il comunicato - affinché siano pronti a mobilitarsi immediatamente nel caso il governo israeliano decida di mettere in atto le sue minacce e di attaccare la Freedom Flotilla, come avvenuto lo scorso anno, quando vennero assassinati dai militari israeliani nove attivisti. Nel caso l'attacco minacciato si  verificasse, invitiamo sin da ora a scendere subito in piazza, a Roma all'ambasciata israeliana in Via Michele Mercati, a Milano al consolato israeliano in Corso Europa ed in tutte le altre città nelle piazze principali".
Le otto o dieci navi in partenza per Gaza porteranno tra 500 e 600 attivisti provenienti da 22 diversi Paesi del mondo. Alcune navi trasporteranno aiuti, mentre il resto saranno navi passeggeri con a bordo politici, deputati, scrittori, rappresentanti di fedi religiose, persone di arte e cultura e attivisti. Inoltre, si troveranno sulle imbarcazioni molte troupe televisive (CNN, NBC, Al-Jazeera, et.al.), così come giornalisti inviati da media e giornali di tutto il mondo.
La nave italiana porterà il nome di Stefano Chiarini, il giornalista del Manifesto che ha dedicato la vita alla solidarietà con il popolo palestinese e tutti i popoli oppressi.
La tensione è alta, e lo è anche il coraggio di chi si sta imbarcando, viste le minacce della Marina Militare israeliana che ha annunciato l'intenzione di ricorrere alla forza per fermare le navi, nonostante queste non entrino nelle sue acque territoriali.
Il Coordinamento italiano si è rivolto all'On. Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, affinchè le istituzioni e il Governo italiano richiamino Israele al rispetto delle norme internazionali.
Noi stiamo con la Freedom Flotilla
Guarda l'inno di Freedom Flotilla
http://www.youtube.com/watch?v=X9vnxhhSDEg&feature=player_embedded

"Intercultura e cittadinanza nel 150° dell'Unità d'Italia"
Cominciano a Limatola le storie dei briganti?
Otto mesi dopo la battaglia del Volturno, unico ardimentoso scontro militare dell'impresa dei mille ed esteso su un largo fronte, si torna a combattere in riva al fiume. E dopo otto mesi appaiono evidenti prime serie questioni sociali in quei territori  della Provincia di Benevento che si era liberata da sola dal regime borbonico e da quello del Papa, ed era stata costituita alla fine di ottobre da Pallavicino. Siamo ai primi di luglio del 1861 e si affrontano la Guardia Nazionale di Caiazzo e la banda dei fratelli Tommaso e Giovanni Romano. Questi ultimi già da tempo assalivano masserie e spaventavano la popolazione del territorio di Limatola, così Don Francesco Canelli si vide costretto a chiedere alle superiori autorità una forza permanete per mettere fine alle ricorrenti  razzie. La piazza di Limatola viene tappezzata dai briganti di bandi "a ciò tutti avessero consegnate le armi in mano di Romano, minacciando di incendio ed uccisioni". Il Tifata con le sue vette di Monte Maino, Monte S. Erasmo, Montagnano, è ormai divenuto il rifugio abituale della banda, mentre negli spostamenti al di là del Volturno i briganti si servono del contributo di un certo Angelo Insogna. Insogna è lo scafaro di Squille e per le frequenti esondazioni del fiume e, in assenza di ponti, esercita una attività decisiva per la zona e garantisce i collegamenti tra le due rive. Si riteneva che già  "più volte aveva portato da una parte all'altra del Volturno la banda Romano, facilitandola così nelle numerose operazioni".
Lo scontro si avvicina e i briganti hanno bisogno di armi e cibo, così nella mattina dell'1 luglio 1861 alle 6 di mattina, la banda composta da oltre trenta giovani adulti, al comando Giovanni Romano, si riunisce sul monte sant'Erasmo che sovrasta il castello di Limatola. I briganti dopo essersi provvisti di pane e vino si defilarono nel comune di Morrone e commisero abusi e furti verso la popolazione più agiata del paese. Dopo aver disarmato i cittadini di Castelmorrone si avviarono verso Limatola, passando per il passo della Finestra con l'intento di assalire la Guardia  Nazionale di Caiazzo. Ma la notizia riesce a raggiungere subito la truppa e la guardia nazionale cala verso Limatola. "E mentre osservavano i luoghi per dove detti briganti avessero potuto sboccare, i medesimi aggredirono la truppa e vi fu un combattimento di circa mezz'ora". Lo scontro si svolge sulla riva sinistra del Volturno. A  combattere ci sono oltre trenta briganti e una quarantina di soldati della Guardia Nazionale e della truppa di Caiazzo.  Nella battaglia "rimase morto un granatiere italiano e due briganti rimasero feriti, uno alla gamba sinistra un altro sulla spalla destra ed altri due rimasero estinti". Mentre i briganti si ritirano nel boschi dei Monti Tifatini, risalendo il passo di Finestra, la Guardia Nazionale di Caserta presta soccorso ai feriti. Il brigante ferito alla spalla viene trasportato dalla truppa a Caiazzo, mentre quello ferito alla gamba, essendo cittadino di Frasso, è trasportato al Mandamento di S.Agata.
Nella piana alluvionale del Calore e del Volturno, tra il Matese e il Taburno, tra S.Agata dei Goti, Cerreto e Caiazzo e nella valle telesina già da maggio e giugno si era avviato l'incontro tra sbandati dell'esercito borbonico, agenti della dimessa corona e giovani contadini-pastori colpiti dai divieti di pascolo e legnatico sulle terre demaniali in via di privatizzazione.
I virgolettati contenuti nel testo sono estratti da documenti storici, come ad esempio verbali dei comandanti delle unità di stanza nell'area, e sono custoditi dall'Archivio di Stato di Benevento. Per approfondire si rimanda al sito "Associazione Terre dei Gambacorta" e al portale Brigantaggio.net.

Roma e Lazio
Sant'Egidio: Roma è Capitale della povertà
Roma 28 Giugno 2011
Lo scorso lunedì la comunità di Sant'Egidio ha presentato il suo primo rapporto sulla povertà a Roma e nel Lazio. Ne è emerso un quadro economico-sociale allarmante che ritrae una Capitale in difficoltà, alle prese con centomila persone sotto la soglia di povertà, disoccupazione record, aumento degli sfratti, più di seimila senzatetto, 28mila commercianti vittime di usura e carceri sovraffollate. Un dossier, dunque, che racconta la città dal punto di vista degli ultimi e dei più fragili, di quella parte della società definita marginale, ma che, stando ai numeri, marginale è sempre meno.
Nel dettaglio il dossier denuncia che il 4% della popolazione - centomila persone circa - vive sotto la soglia di povertà, con una spesa sotto i 734 euro al mese nel caso di un single tra i 18 e i 59 anni, mentre per gli over 60 il limite scende a 709 euro. Tanto che Roma è leader tra le province per richieste di prestiti alle banche. Superiore alla media nazionale è anche il tasso di disoccupazione, che si attesta all'8,5%.
Altro problema è la casa. In un Paese in cui sono 5 milioni le case sfitte e il 40% degli affitti è in nero, Roma ha il record degli sfratti (1 famiglia su 191), per lo più per morosità; segno evidente di come molti romani non riescano più a far fronte alle spese di affitti saliti in pochi anni del 160%, che rendono la capitale seconda solo a Venezia. Ogni giorno, secondo alcune stime, sono 28 i nuclei sfrattati. Record anche per le case sotto sequestro o pignorate (+18%) e per quelle vuote (circa 50.000). Ma nella Capitale risiede anche il maggior numero di famiglie in attesa di un alloggio di edilizia residenziale pubblica (29.302).
A non avere per nulla un tetto sono invece circa 6mila persone. Di questi, circa 2.700, trovano accoglienza presso i centri del Comune o associazioni di volontariato (1.500 in strutture di volontariato religiose o laiche; 1.200 presso centri convenzionati con il comune di Roma, di cui circa 600 attivi solo durante l'emergenza freddo). Le restanti 2.300 persone, vista la carenza di posti presso i centri di accoglienza, sono costrette a dormire in strada o in rifugi di fortuna.
Quanto alle 14 carceri regionali, il dato disarmante parla di 6363 detenuti a fronte di 4661 posti.
Sempre in difficoltà, infine, i commercianti. Il rapporto a tal proposito sottolinea che il Lazio e in particolare Roma, continua ad essere tra le zone d'Italia più esposte all'usura: 28mila negozianti, (dati ampiamente sottostimati, in quanto sono pochissime le denunce presentate alla polizia), sono vittime degli strozzini, per un giro di affari di circa 3,3 miliardi di euro. Un fenomeno reso ancor più cupo dal "prestito a giornata": duemila euro da restituire in 24 ore con tassi di interesse anche del 20%. Va anche considerato che alla tradizionale figura del "cravattaro", piccolo usuraio di quartiere, si sono affiancate strutture più grandi, incluse le grandi organizzazioni mafiose o legate ai clan familiari.

Al centro storico si vive meglio, male VIII Municipio
Roma 27 Giugno 2011
Secondo il primo rapporto"Benessere e qualità della vita nei municipi di Roma" dell'Università Roma Tre la zona in cui si vive meglio è il centro storico. Questo il risultato dello studio, condotto dal "Laboratorio di sviluppo locale ed economia sociale" coordinato dal professor Pasquale De Muro della facoltà di Economia. Nel rapporto vari i punti presi in considerazione: la dimensione economica, il livello di sicurezza, il grado di istruzione, l'occupazione, le pari opportunità, le relazioni sociali, la mobilità e la salute.
Sul podio delle zone di Roma dove si vive meglio si piazzano il Municipio I (Centro Storico), il XII (Eur  -  Ostiense  -  Torrino) e il III (Nomentano  -  Piazza Bologna  -  Policlinico  -  San Lorenzo  -  Tiburtino  -  Castro Pretorio). Maglia nera invece per l'VIII (Don Bosco  -  Giardinetti  -  Lunghezza  -  Tor Bella Monaca  -  Torre Spaccata).
Il quadro teorico di riferimento adottato dalla ricerca di Roma Tre è quello dell'approccio delle capacità (capability approach) formulato dall'economista indiano Amartya Sen  -  Premio Nobel per l'Economia nel 1998  -  a metà degli anni Ottanta. Questo approccio descrive al meglio il benessere individuale come un processo in cui i mezzi e le risorse acquisibili o disponibili rappresentano uno strumento per ottenere il benessere ma non sono sufficienti a rappresentarlo. Necessario quindi tener conto anche di quei fattori personali e familiari che differenziano gli individui tra loro.
Quello che s'intende sottolineare nel rapporto, dunque, è la multidimensionalità della qualità della vita, specie per i legami complessi che si originano tra le diverse dimensioni, la pluralità degli attori in gioco e i molteplici livelli di analisi (individuale, familiare, sociale, ambientale, culturale, istituzionale). In definitiva, i Municipi con il più alto livello di benessere e qualità della vita sono quelli che presentano una maggiore omogeneità tra le dimensioni prese in considerazione.

Anche quest'anno è fatta. Ennesimo rinvio per Malagrotta. La Polverini sceglie Pizzo del Prete
Roma 29 Giugno 2011
Le ultime notizie sul 'totomalagrotta' sono fornite direttamente dalla Polverini. Ma la vera notizia è che Malagrotta continua a smaltire i rifiuti di Roma.Ma è una novità? Qualcuno pensava che Regione, Comune, Provincia, Magistratura quest'anno avrebbero fermato Malagrotta?. Il presidente della Regione ha dato i nomi di possibili luoghi idonei per la nuova discarica. In pole position c'è un posto che si chiama Pizzo del Prete-Le Macchiozze, a Fiumicino. Dove adesso tira aria di rivolta perché nessuno vuole la spazzatura dietro casa. Poi a seguire, ma con minori chance, ci sono Pian dell'Olmo (a Roma, quasi al confine con Riano), Corcolle, Monti dell'Ortaccio (Ponte Galeria), Castel Romano-Quartaccio, Osteriaccia (Fiumicino) e Quadraro Altro (Riano). Queste le località che secondo il piano predisposto dalla Regione Lazio potrebbero sostituire Malagrotta, invaso che raccoglie i rifiuti della Capitale e dichiarato esaurito da tempo, ma che continua ad essere attivo nonostante la commissione europea abbia deciso di aprire la settimana scorsa una procedura d'infrazione contro la discarica, ritenendo non adeguata la modalità con cui i rifiuti vengono trattati prima di essere stoccati.
Solo per il nome di Pizzo del Prete è stata utilizzata la formula «preferenziale idoneità». Vuol dire che la scelta di questo posto per la Malagrotta bis è la più idonea rispetto alle altre.
Secondo la giunta, Pizzo del Prete sarà sito integrato con una piccola discarica di servizio con rifiuti inerti e inodori e trasformerà i rifiuti in energia. Ci vorranno tre anni di tempo per realizzarlo e dunque nel frattempo si dovrebbe ricorrere ad uno dei siti considerati idonei al quale saranno comunque conferiti rifiuti già trattati, sempre che non si preferiscano ulteriori proroghe a Malagrotta come è successo negli ultimi anni. «Avremo una minidiscarica di servizio. Per capirci: la discarica di Malagrotta e' di 200 ettari, a Pizzo del Prete ci sara' un impianto di 30 ettari. Nelle previsioni il nuovo impianto dovrebbe ricevere circa 300mila tonnellate di rifiuti pretrattati. Si produrra' il biogas. Inoltre non ci sarà nemmeno più nessun cattivo odore. Premieremo tutti i comuni che vorranno farsi carico del loro sito di smaltimento dei rifiuti perchè nessuno vuole un sito sotto casa», ha ribadito la governatrice. L'idea è quella di ridurre Ici, rette per gli asili e tasse comunali nelle località che ospiteranno gli invasi per la raccolta.
Baccini, deputato del centrodestra, parla di «scelta tecnicamente e politicamente sbagliata perchè nell'area vi sono zone protette e strutture sanitarie sensibili come l'ospedale Bambin Gesù». «La nostra preoccupazione è quella di garantire uno sviluppo trasparente del nuovo piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti. Ho scritto al presidente della commissione - ha affermato Baccini - affinchè acquisisca gli atti del piano di sviluppo regionale per verificarne la fattibilità e vigilare che sulla filiera non si verifichino infiltrazioni criminali».
Dure critiche sul "totomalagrotta" sono venute nei giorni scorsi anche da Francesco Rutelli, leader di Alleanza per l'Italia, a seguito dell'ennesima proroga per Malagrotta. La discarica più grande d'Europa che doveva chiudere a fine Giugno, sarà ancora attiva almeno fino alla fine dell'anno. Sul tema dei rifiuti Rutelli traccia un parallelo tra le "condizioni che hanno condotto Napoli nel caos di questi anni" e quanto sta avvenendo a Roma. Un lungo elenco di errori e di responsabilità che si chiude con 4 domande rivolte al sindaco Alemanno e contenute in un'interrogazione urgente presentata negli uffici del Campidoglio.
Quattro questioni che Rutelli formula "interrogando il primo cittadino per sapere se intenda trascorrere l'intero mandato continuando a prorogare la discarica di Malagrotta senza assumersi alcuna responsabilità sul futuro della gestione dei rifiuti a Roma. Se intenda continuare a scaricare i costi di questa situazione sulle bollette che proprio in questi giorni stanno arrivando, pesantemente maggiorate, ai cittadini romani. Se intenda continuare a lasciare l'Ama nell'incertezza gestionale, priva di piani industriali ed economici adeguati e della sicurezza circa la disponibilità di aree e impianti di proprietà pubblica. Se intenda continuare l'incessante e sterile polemica o tentare di interpretare il proprio ruolo promuovendo un accordo politico, industriale e con le parti sociali, per scongiurare una gravissima crisi del sistema che sta inevitabilmente portando Roma verso la condizione napoletana".
Con la decisione della Polverini a  Fiumicino tira aria di rivolta. Dieci giorni fa erano stati i sindaci di Ladispoli Crescenzio Paliotta e di Cerveteri Gino Ciogli a partecipare, assieme a un migliaio di cittadini contrari alla discarica, ad un sit- in che aveva bloccato l'Aurelia. Un fronte esteso, che vede assieme l'opposizione della Pisana e del comune di Fiumicino, associazioni cittadine, Legambiente. Stesse proteste si registrano a Riano, altra località prescelta, dove martedì 28 numerosi cittadini che non vogliono la spazzatura di Roma hanno bloccato la via Tiberina. In previsione altri blocchi e manifestazioni.

Anagni, cambiamento  per far pace con l'ambiente
Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa del Coordinamento per l'Ambiente di Anagni, relativo alla manifestazione organizzata nel pomeriggio di sabato 25 giugno 2011 contro l'inceneritore di Car-Fluff, che la Marangoni-Maind vuole realizzare nella città:
"Come le immagini documentano è stata una manifestazione colorata e partecipata da cittadini di ogni età, ma soprattutto giovani e giovanissimi. La manifestazione era stata organizzata per ricordare a tutti che, il giorno 14 luglio 2011, il TAR del Lazio sarà chiamato nuovamente a pronunciarsi sulla richiesta della Marangoni Maind di bruciare CAR FLUFF nel proprio inceneritore, dove attualmente vengono incenerite le gomme delle autovetture. Volevamo ricordare a tutti i cittadini che tra qualche giorno potrebbero essere trasformati in oggetti passivi di un esperimento unico al mondo: l'incenerimento del CAR FLUFF. Un incenerimento che non avviene attualmente in nessuna parte del mondo civile e che, ad Anagni, verrebbe effettuato non in un nuovo impianto, ma proprio nell'attuale inceneritore. Proprio quell'inceneritore ritenuto non idoneo a incenerire CAR FLUFF dalla conferenza dei servizi regionale tenutasi il 14 giugno dello scorso anno. Proprio ad Anagni in una delle zone più inquinate d'Italia e con un altissimo tasso di malattie causate dall'inquinamento dell'ambiente. Proprio ad Anagni dove scarso è il monitoraggio del territorio e dove, se pure viene effettuato, i dati del monitoraggio difficilmente vengono resi pubblici. Proprio ad Anagni dove non solo i servizi sanitari non vengono potenziati per soccorrere la popolazione, affetta da queste malattie, ma quelli ancora efficienti verranno ben presto smantellati con la chiusura dell'Ospedale civile, prevista per il prossimo autunno. La manifestazione, animata da numerosi cittadini che hanno sfidato il solleone, e che non hanno ceduto alla frescura delle marine o delle camere climatizzate, ma neanche hanno ceduto al piatto di lenticchie di qualche sponsorizzazione della nota azienda, ha raggiunto lo scopo per cui era stata programmata. Infatti la notizia dell'evento e delle motivazioni che lo hanno determinato è stata riportata da tutti gli organi di stampa locali e regionali. Le istituzioni cittadine e della Provincia, rappresentate dal Sindaco Carlo Noto e dal Vice Presidente Fabio De Angelis, hanno ribadito la contrarietà al progetto Marangoni, affermando con chiarezza le posizioni delle amministrazioni da loro rappresentate, in vista del dibattimento al TAR del 14 luglio prossimo, sulla questione Marangoni. Il Consigliere Regionale Anna Maria Tedeschi anche ha ribadito la sua contrarietà all'inceneritore e ha aggiornato l'assemblea sui pericoli che può comportare, per le province laziali, il nuovo piano rifiuti della Regione Lazio.
Anche il Vescovo di Anagni-Alatri Mons. Lorenzo Loppa, nell'omelia domenicale, ha fatto un riferimento alla manifestazione prendendo spunto dalla similitudine tra i veleni del corpo e i veleni dello spirito . Ha parlato delle giuste preoccupazioni della popolazione per l'inquinamento da diossina, riguardanti il progetto di combustione di prodotti pericolosi, che un' azienda locale intende realizzare in un territorio già gravemente compromesso. Ha fatto riferimento alla manifestazione alla quale hanno partecipato i cittadini, le scuole, gli agricoltori e le amministrazioni locali, tutti accumunati dal fermo dissenso al progetto e alla diossina. Il Vescovo Lorenzo Loppa ha sempre avuto grande attenzione a questo problema e per questo vogliamo ringraziarlo. Come ringraziamo tutti coloro che hanno speso il loro tempo per la migliore riuscita dell'evento e invitiamo tutti a seguire l'invito che hanno voluto rivolgerci i cittadini più giovani: CAMBIAMENTO, CAMBIAMENTO, CAMBIAMENTO, CAMBIAMENTO  PER FAR PACE CON L'AMBIENTE!
Per le Associazioni: Anagni Viva,  DAS Diritto alla Salute,  Terra Dolce
Per i Comitati: Per Anagni e il suo territorio, Osteria della Fontana, Ponte del Papa, Vox Populi.

Consumi e società
No Tav, la protesta corre sul web
Val di Susa 29 Giugno 2011
I movimenti No Tav, dopo gli scontri di lunedì con le forze dell'ordine e dopo lo sgombero della "Libera Repubblica della Maddalena", si organizzano attraverso la rete. La stessa che, in questi ultimi mesi, sta rappresentando il punto di raccolta e di condivisione di molti movimenti spontanei popolari. Siti, forum e social network sono tempestati di inviti e di appelli a sostegno della lotta contro la realizzazione della linea Alta Velocità Torino-Lione.
La dura repressione dell'esercito è arrivata dopo circa un mese di occupazione dell'aria della Maddalena, a Chiosano (Torino), dove gli attivisti del movimento No Tav si erano organizzati in un presidio permanete per contrastare l'inizio dei lavori del tunnel geognostico, propedeutico alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità. Ma all'alba di lunedì 27 giugno, le forze dell'ordine, munite di lacrimogeni per disperdere i manifestanti, hanno forzato gli sbarramenti e le ruspe hanno abbattuto le barricate. Spinto dall'urgenza di aprire i cantieri (le ruspe e trenta operai, scortati dalla polizia, sono al lavoro da martedì) il governo, nella persona del ministro Roberto Maroni, ha dunque scelto la strada della repressione violenta.
Nei giorni scorsi, infatti, la portavoce del commissario Ue ai Trasporti, Siim Kallas, rispondendo alle domande di alcuni giornalisti, aveva dichiarato che se l'Italia e la Francia non avessero manifestato «una volontà politica chiara» di procedere nella realizzazione della Torino-Lione, con il rispetto delle tre condizioni già indicate (avvio dei lavori del tunnel della Maddalena, approvazione del progetto preliminare ed il nuovo accordo tra Italia e Francia), il rischio sarebbe stato quello della perdita dei fondi europei stanziati per l'opera. Si tratta di 672 milioni di euro. Da qui la decisione del Governo di intervenire con la forza per cacciare i manifestanti e dare inizio ai lavori per la galleria della Maddalena. Va precisato però che il rispetto di uno dei punti richiesti dall'Ue, potrebbe non garantire, da solo, l'incolumità del finanziamento.
Da una parte, dunque, l'insistenza del governo nel voler avviare un'opera che, collegando la parte ovest dell'Europa all'est Europa, di fatto, si dice, permetterebbe all'Italia di essere nodo nevralgico del sistema su rotaie. Posizione contestata dal movimento No Tav, secondo il quale "il governo e le potenti lobby che governano l'economia e la finanza, con l'appoggio di partiti di maggioranza e minoranza, non hanno esitato a stravolgere procedure, infrangere leggi e ingannare l'Unione Europea pur di assicurarsi un grande business da cui anche la grande criminalità organizzata e le mafie contano di trarre profitto". Mentre sul merito i No Tav ritengono che il pesante investimento per questa opera di fatto metterebbe a rischio interventi prioritari utili al miglioramento delle reti locali e nazionali già esistenti di trasporto pubblico in Italia, compromettendo ulteriormente il territorio.
Opinioni ed interessi contrastanti che hanno alimentato un'annosa guerra tra i due schieramenti; l'ultima battaglia è stata vinta da coloro che vogliono l'Alta Velocità, ma i comitati No Tav non si arrendono e, cacciati dalla Maddalena, organizzano la loro lotta via Internet.
Dopo i fatti di lunedì sul web si sta assistendo ad una grande mobilitazione: tanti siti, forum, e i più popolari social network sono teatro di un'intensa attività di comunicazione che dà nuova voce alle proteste e riorganizza la lotta.
In rete rimbalza l'appello a tornare a Chiomonte: «In questo momento alcune decine di persone stanno partendo da Bussoleno per raggiungere Chiomonte e arrivare fino al primo sbarramento di polizia. Chi può vada direttamente a Chiomonte a dare man forte». E a Chiomonte sono già alcune decine i No-Tav della Val di Susa, ma anche arrivati da altre zone, riunitisi ancora in un presidio di protesta.
In particolare Facebook e Twitter sono diventati veicoli di informazione per chi decide di partecipare all'organizzazione di cortei in tutto il Paese. Su Facebook è stata creata la pagina No Tav che conta già circa 16mila iscritti. Disponibili inoltre gli eventi, città per città. Ma info continuamente aggiornate sono disponibili anche sui siti NoTav.info, NoTav.eu e Spintadalbass.org. Il popolo di Internet, dunque, si sta attrezzando affinché le manifestazioni di protesta, solidali al movimento No Tav, si diffondano in tutta Italia.
Dopo la fiaccolata di martedì sera a Susa, che ha visto scendere in strada più di 20.000 persone, nella Capitale il movimento Roma bene comune punta a un'ampia manifestazione per giovedì alle 17:30, di fronte alla stazione Tiburtina - futuro snodo TAV.
M l'appuntamento più importante è atteso per domenica 3 luglio, data in cui si terrà una manifestazione a carattere nazionale, organizzata dall'Unione Sindacati di base e dai No-Tav. In programma una marcia da Susa a Chiomonte per protestare, ancora una volta, contro la costruzione dell'alta velocità.

L'Agcom mette il bavaglio ad Internet
Roma 30 Giugno 2011
Guai in vista per il web italiano: il prossimo 6 Luglio verrà approvata la delibera firmata Agcom (668/2010) che permetterà all'Autorità Garante di chiudere qualsiasi sito web sulla base di semplici segnalazioni di violazione del copyright.
Un intervento che suscita reazioni e chiavi di lettura contrapposte. Da una parte c'è il mondo degli addetti ai lavori del settore dell'industria culturale e dell'intrattenimento, che ritengono indispensabile bloccare le piattaforme digitali illegali per tutelare il diritto d'autore. Dall'altra si è mobilitata una vasta rete di associazioni, studiosi, esperti e difensori del web libero che parlano apertamente di "censura della Rete" e hanno avviato una mobilitazione che passa soprattutto attraverso Twitter, Facebook e vari siti Internet.
La soluzione individuata dall'Agcom guidata da Corrado Calabrò ha fatto insorgere il web, per la scelta di creare una procedura rapida e solo amministrativa per individuare possibili violazioni del diritto d'autore e intervenire, anche con ordini di rimozione di contenuti e con il blocco di interi siti. Di fronte a una richiesta all'Agcom, il titolare di un sito o un blog avrebbe 48 ore di tempo per rimuovere contenuti ritenuti illegali, cinque giorni per un contraddittorio e, infine, la prospettiva di venir cancellato dal web.
In poche parole, sarà possibile far chiudere un sito senza alcuna prova reale e tangibile di violazione, con la reale possibilità a questo punto che Agcom diventi a tutti gli effetti una sorte di tribunale.
Una delibera, dunque, dalle basi giuridiche dubbie e considerate senza precedenti in quanto potrebbero portare a una censura su internet che non ha paragoni nel mondo civile.
Le più importanti associazioni per la tutela dei consumatori hanno già dichiarato di voler far ricorso al TAR del Lazio nella speranza che la delibera venga bloccata dal giudice amministrativo, diversamente la lotta contro la decisione dell'Agcom dovrà essere portata fino a Bruxelles.

Iniziative ed eventi
Roma 30 giugno dalle ore 14.00
l'Associazione Spirit Romanesc Roma invita alla conferenza di lancio del Progetto  "PRO CHILD" - Nessuno può crescere solo promozione dei diritti dei bambini ed adolescenti in Italia e Romania. Presso Sala Conferenze "Spazio Europa" della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia  Via IV Novembre, 149

Roma 30 giugno ore 16.30 l'Associazione Europa Levante, in occasione della sua X assemblea annuale invita al convegno "Democrazia e diritti umani. Le minoranze etniche e la questione kurda in Iran" presso Palazzo Marini in via Poli

Roma 1 luglio ore 11.00   Servizio Civile Internazionale, in collaborazione con l'agenzia radiofonica Amisnet e l'agenzia di produzione video israeliana Active Vision presenta il documentario "Attraverso il Deserto e il Mare" presso la Sala della Pace della Provincia di Roma in via IV novembre 119/a

Roma 1, 2 e 4 luglio Servizio Civile Internazionale e Laboratorio 53 vi invitano al "No border fest 2011". Per i diritti delle/dei Migranti, per la Libertà di Movimento
Per informazioni
www.lacittadellutopia.it
www.laboratorio53.it

Roma 2 luglio ore 15.00 FOCUS-Casa dei Diritti Sociali invita alla simultanea di scacchi de "La Mossa del Cavallo"- IV Torneo Internazionale di Scacchi per i Diritti Umani e la cittadinanza interculturale. Presso i CSV del lazio, via Liberiana 17

Roma 4 luglio ore 19.00 l'associazione Culturale Mesob, invita ad una serata dedicata esclusivamente alla lettura dei fondi di caffé, durante la quale verranno serviti caffé e dolcetti arabi. Presso via Prenestina 118

Roma 6 luglio dalle ore 16.30 Roma Soc!al Pr!de e Roma Social Club invitano all'incontro cittadino "Welfare bene comune" presso il Cinema Palazzo Piazza dei Sanniti San Lorenzo

Lago di Paola 9 luglio ore 9.00 Tell Cultura Ambiente e Territorio in collaborazione con Water Life Lake Club invitano alla prossima iniziativa di "Passeggiando" in canoa sul lago di Paola e visita alla Villa di Domiziano
Per prenotazioni ed informazioni
info@tell-cat.it;  o al 3281112646
www.tell-cat.it

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